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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, l'urlo al Bernabeu resta strozzato in gola da una papera, appunti di viaggio in vista di Inter e Juve: ora si può riaprire il campionato"
30.11.2023 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Sia chiaro. Nessuno si era messo in testa che al Santiago Bernabeu potesse essere una passeggiata. Ma sta di fatto che, per come si era messa la partita, dopo il pareggio di Anguissa, e l'eccesso di altruismo di Kvara per Osimhen, in tanti (me compreso) avevano fatto la bocca per il pareggio se non per qualcosa in più. Prendere il gol del 3-2, dal giovincello Nico Paz, dalla lunga distanza, seppur il pallone e' rimbalzato davanti al portiere, ha avuto il sapore della beffa. Meret, che tra l'altro si era reso protagonista poco prima di tre interventi discreti, stavolta ha inciso negativamente sul risultato finale. La rete del 4-2 non la considero proprio, dato che è arrivata nel tentativo disperato di riacciuffare l'incontro. Peccato davvero. Si tratta di una papera che pesa, perchè un pareggio avrebbe significato l'aritmetica qualificazione agli Ottavi, complice il pari tra Braga e Union Berlino, ed invece bisogna rinviare il tutto alla sfida al Maradona contro i portoghesi. Certo, va detto pure che Natan non può allegramente farsi scavalcare da Bellingham, concedendogli tutta quella liberta d'azione, e che Rodrygo andava anticipato da Rrahmani, ma nonostante questi errori formali, tutto sommato il match si era incanalato verso il pareggio, per questo non sono riuscito a digerire la terza rete dei padroni di casa. Contro l'Atalanta, devo essere sincero, Gollini mi è parso più reattivo, e se potessi scegliere, considerando la forza dell'Inter prossimo avversario degli azzurri al Maradona, gli darei nuovamente fiducia. Purtroppo a certi livelli determinati errori non possono essere concessi, altrimenti si viene puniti. Nel complesso il Napoli, nonostante la sconfitta, puo' comunque raccogliere qualche spunto positivo: di sicuro la verve del "Cholito" Simeone, bravo a segnare ed a combattere su ogni pallone, e la capacità di Anguissa di pungere e trovare la via della rete, con un destro violento e preciso. Capisco la scelta di Mazzarri di concedere minutaggio a Osimhen, però forse qualche minuto in più a Simeone l'avrei regalato. A centrocampo, poi, un pò timidi ed impacciati Lobotka e Zielinski, ci può stare considerando il contesto. Mentre in difesa sia Di Lorenzo che l'adattato Juan Jesus hanno fatto il possibile, sbandando diverse volte, contro Bellingham, Brahim Diaz e Rodrygo. Senza terzino basso di difesa, Kvara si è ritrovato spesso sulla linea esterna del campo: penso che sia giunto il momento, come già sta iniziando a fare, di dargli licenza di accentarsi di più per arrivare alla conclusione con maggiore frequenza, un po' come accade con la Georgia. Gli stessi Politano ed Elmas, in una gara del genere, hanno fatto fatica a mettersi in mostra. Da Cajuste, invece, era lecito attendersi un intervento in chiusura nel finale, mentre Raspadori non riusciva quasi contemporaneamente a centrare la porta di Lunin. Ciò che di buono va sottolineato è lo spirito del gruppo nei momenti di difficoltà. unitamente alla ritrovata capacità di reagire in seguito agli schiaffi presi. E' incredibile come tutti abbiano voltato così rapidamente pagina, segno evidente che il cambio di allenatore andava fatto con largo anticipo. Discorsi che appartengono al passato, ovviamente, ora testa a Inter e Juventus. Qui, se tutto va bene, senza troppi voli pindarici, si può effettivamente riaprire il discorso scudetto. 

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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