NAPOLI - C'è una parola che più delle altre accompagna la vigilia di Napoli-Arsenal: consapevolezza. Consapevolezza della difficoltà dell'impegno, ma anche della possibilità concreta di giocarsela. Massimiliano Allegri e Giovanni Di Lorenzo, in conferenza, hanno tracciato una linea abbastanza chiara: niente rivoluzioni tattiche, niente esperimenti dettati dall'emergenza, ma la volontà di affrontare una delle squadre più attrezzate d'Europa con le proprie idee e con la spinta del Maradona.
Allegri non si nasconde. L'Arsenal è una squadra forte, reduce da un avvio positivo in Premier League, e il tecnico azzurro ha parlato apertamente delle difficoltà del confronto. Ma, allo stesso tempo, ha ribadito che anche il Napoli ha le proprie carte da giocare. È questo il passaggio più importante della sua vigilia: rispetto per l'avversario, ma senza complessi.
La Champions, del resto, è un'altra storia. Cambiano gli stimoli, cambia l'adrenalina, cambia anche il modo di leggere determinate partite. Allegri ha sottolineato l'importanza della gestione dei vari momenti del match: contro un Arsenal di questa caratura non basterà giocare bene per novanta minuti, servirà soprattutto saper interpretare le diverse fasi della gara.
E qui entra in gioco anche quanto accaduto nelle ultime due sconfitte contro Como e Inter. Il Napoli ha mostrato qualità, ma ha pagato a caro prezzo alcune ingenuità. Di Lorenzo lo ha detto con chiarezza: subire tre gol in un tempo non può lasciare indifferenti e in Champions gli errori vengono puniti. La risposta dovrà essere collettiva, perché difendere meglio non significa soltanto chiedere qualcosa in più ai difensori: significa gestire e difendere tutti insieme.
Il capitano ha parlato anche di aggressività, di sacrificio, di capacità di soffrire quando necessario. Parole che fotografano bene ciò che servirà al Napoli contro i Gunners. Non sarà sufficiente affidarsi alle giocate dei singoli. Servirà una squadra corta, compatta, capace di correre nella stessa direzione.
E proprio Di Lorenzo rappresenta una delle chiavi della partita. Il capitano ha confermato la propria disponibilità a ricoprire più ruoli, dal braccetto al quinto, mostrando quella duttilità che può diventare preziosa nelle letture di Allegri. Il messaggio è semplice: prima viene la squadra, poi il ruolo.
Allegri, dal canto suo, ha escluso un cambio tattico. Una scelta significativa, perché conferma la volontà di non stravolgere il percorso intrapreso per inseguire l'avversario di turno. Ci saranno però assenze pesanti: McTominay non sarà della partita e Anguissa è out per il problema all'adduttore; Neres resta in dubbio per il fastidio al ginocchio.
E allora sarà ancora più importante trovare equilibrio. Perché il Napoli dovrà essere aggressivo senza scoprirsi, coraggioso senza concedere campo, propositivo senza perdere le distanze. È una partita che può chiedere molto alla testa prima ancora che alle gambe.
Il Maradona farà la sua parte. Allegri lo sa e lo ha sottolineato: con lo stadio pieno il Napoli avrà un'energia diversa. Ma il pubblico potrà accompagnare la squadra soltanto fino a un certo punto. Il resto dovranno farlo gli azzurri.
Cuore e coraggio, ha detto Di Lorenzo. Due parole che racchiudono perfettamente la vigilia. Il Napoli arriva all'appuntamento europeo dopo due sconfitte consecutive e con qualche interrogativo ancora da risolvere, ma la Champions offre immediatamente l'occasione per voltare pagina. Non cancellando gli errori, bensì imparando da essi.
Contro l'Arsenal servirà un Napoli vero, intenso, concentrato. Un Napoli capace di soffrire quando necessario e di colpire quando ne avrà l'opportunità. Perché davanti ci sarà una grande squadra, ma al Maradona ci saranno anche gli azzurri.
E questa, più di ogni altra cosa, dovrà essere la serata della personalità.

di Napoli Magazine
09/09/2026 - 07:00
NAPOLI - C'è una parola che più delle altre accompagna la vigilia di Napoli-Arsenal: consapevolezza. Consapevolezza della difficoltà dell'impegno, ma anche della possibilità concreta di giocarsela. Massimiliano Allegri e Giovanni Di Lorenzo, in conferenza, hanno tracciato una linea abbastanza chiara: niente rivoluzioni tattiche, niente esperimenti dettati dall'emergenza, ma la volontà di affrontare una delle squadre più attrezzate d'Europa con le proprie idee e con la spinta del Maradona.
Allegri non si nasconde. L'Arsenal è una squadra forte, reduce da un avvio positivo in Premier League, e il tecnico azzurro ha parlato apertamente delle difficoltà del confronto. Ma, allo stesso tempo, ha ribadito che anche il Napoli ha le proprie carte da giocare. È questo il passaggio più importante della sua vigilia: rispetto per l'avversario, ma senza complessi.
La Champions, del resto, è un'altra storia. Cambiano gli stimoli, cambia l'adrenalina, cambia anche il modo di leggere determinate partite. Allegri ha sottolineato l'importanza della gestione dei vari momenti del match: contro un Arsenal di questa caratura non basterà giocare bene per novanta minuti, servirà soprattutto saper interpretare le diverse fasi della gara.
E qui entra in gioco anche quanto accaduto nelle ultime due sconfitte contro Como e Inter. Il Napoli ha mostrato qualità, ma ha pagato a caro prezzo alcune ingenuità. Di Lorenzo lo ha detto con chiarezza: subire tre gol in un tempo non può lasciare indifferenti e in Champions gli errori vengono puniti. La risposta dovrà essere collettiva, perché difendere meglio non significa soltanto chiedere qualcosa in più ai difensori: significa gestire e difendere tutti insieme.
Il capitano ha parlato anche di aggressività, di sacrificio, di capacità di soffrire quando necessario. Parole che fotografano bene ciò che servirà al Napoli contro i Gunners. Non sarà sufficiente affidarsi alle giocate dei singoli. Servirà una squadra corta, compatta, capace di correre nella stessa direzione.
E proprio Di Lorenzo rappresenta una delle chiavi della partita. Il capitano ha confermato la propria disponibilità a ricoprire più ruoli, dal braccetto al quinto, mostrando quella duttilità che può diventare preziosa nelle letture di Allegri. Il messaggio è semplice: prima viene la squadra, poi il ruolo.
Allegri, dal canto suo, ha escluso un cambio tattico. Una scelta significativa, perché conferma la volontà di non stravolgere il percorso intrapreso per inseguire l'avversario di turno. Ci saranno però assenze pesanti: McTominay non sarà della partita e Anguissa è out per il problema all'adduttore; Neres resta in dubbio per il fastidio al ginocchio.
E allora sarà ancora più importante trovare equilibrio. Perché il Napoli dovrà essere aggressivo senza scoprirsi, coraggioso senza concedere campo, propositivo senza perdere le distanze. È una partita che può chiedere molto alla testa prima ancora che alle gambe.
Il Maradona farà la sua parte. Allegri lo sa e lo ha sottolineato: con lo stadio pieno il Napoli avrà un'energia diversa. Ma il pubblico potrà accompagnare la squadra soltanto fino a un certo punto. Il resto dovranno farlo gli azzurri.
Cuore e coraggio, ha detto Di Lorenzo. Due parole che racchiudono perfettamente la vigilia. Il Napoli arriva all'appuntamento europeo dopo due sconfitte consecutive e con qualche interrogativo ancora da risolvere, ma la Champions offre immediatamente l'occasione per voltare pagina. Non cancellando gli errori, bensì imparando da essi.
Contro l'Arsenal servirà un Napoli vero, intenso, concentrato. Un Napoli capace di soffrire quando necessario e di colpire quando ne avrà l'opportunità. Perché davanti ci sarà una grande squadra, ma al Maradona ci saranno anche gli azzurri.
E questa, più di ogni altra cosa, dovrà essere la serata della personalità.
