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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli sotto tono, ma il solito Giua, quello che vede tutto senza l'aiuto del VAR, regala la vittoria al Parma"
23.07.2020 23:10 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il Napoli, a Parma, complici le assenze in attacco, ha sfoderato una prestazione sotto tono. Su questo aspetto siamo tutti d'accordo. Lozano (schierato all'occorrenza punta centrale) ha fatto il possibile, Politano (dopo una buona partenza) si è spento alla distanza, bene il subentrato Elmas in un centrocampo che ha stentato a prendere in mano la situazione per tutto il match. Generosi Insigne e Di Lorenzo, mentre gli altri, da Maksimovic a Demme, sono apparsi troppo assuefatti al caldo torrido. Ciò che indispettisce più di tutto, però, è che il risultato finale sia stato deciso, in favore dei padroni di casa, dal direttore di gara. Il sig. Giua, che già con fare arrogante si era vestito d'autorità durante Napoli-Lecce, non andando a rivedere l'azione alla VAR in seguito all'azione fallosa che portò alla caduta di Milik in area (ricordate la sua sentenza? "Ho visto io!"), ha fatto la sua seconda frittata personale ai danni del Napoli, non andando a rivedere il rigore decisivo concesso a Kulusevski per presunto fallo di Koulibaly. D'Aversa ha definito malizioso e bravo il suo attaccante, che ha ben incrociato sul movimento del difensore senegalese. Credetemi: ho visto e rivisto l'azione, ma questo incrocio pericoloso non solo non era fallo da rigore, come mi era parso evidente in real time, ma si vede nettamente anche Koulibaly che prova ad evitare l'avversario. Nel dubbio, dato che si sta decidendo un risultato, un buon arbitro dovrebbe andare a rivedere l'azione, servendosi dello strumento che il mondo del calcio gli ha messo a disposizione per provare a ridurre quelle che poi si rivelano evidenti figuracce. Lui no, se ne infischia e se gli fai sorgere il dubbio mostra tutta la sua arroganza con tono scostante e acido (vedi la giusta protesta di Kalidou) nei confronti di chi osa mettere in discussione il suo verbo. "Non urlare, non urlare, non urlare, non urlare e portami rispetto, io ti porto rispetto", il labiale di Giua in risposta a Koulibaly, "reo" di aver chiesto una semplice spiegazione. Ecco, siccome la credibilità nel lavoro è fondamentale, e siccome l'arbitro in questione dimostra di essere recidivo, per di più ai danni della stessa squadra, lo inviterei ad una seria riflessione personale sull'opportunità di perseverare con questa attività. Nella vita ci sono tanti mestieri entusiasmanti, che richiedono meno stress e soprattutto meno occhi addosso. Va detto anche che sul rigore concesso per fallo di Mario Rui su Grassi, dal vivo, il tocco ci può pure stare, come anche la parata dello stesso Grassi sulla conclusione di Fabian Ruiz che ha condotto al penalty realizzato da Insigne. L'intoppo totale nasce su Koulibaly: lì sono rimasto senza parole. Poi, ripeto: il Napoli avrebbe dovuto fare di più, ma nonostante tutto la partita era ancora aperta. E se la decide Giua, e non Lozano, Callejon, Zielinski o chi per esso, con tre rigoretti, bisogna intervenire senza alcun rancore. 

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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