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L'EDITORIALE - A. Petrazzuolo: "Senza Mertens non si cantano messe"
05.12.2021 23:58 di Napoli Magazine

NAPOLI - Altro boccone amaro. Dopo i pareggi con Verona e Sassuolo e le sconfitte con Inter e Spartak Mosca, è arrivato pure il ko interno contro l'Atalanta: l'unica parentesi felice delle ultime 6 partite la si è vissuta nel ricordo di Diego al Maradona, grazie al poker rifilato alla Lazio. Un ultimo mese avaro di gioie, complice soprattutto il susseguirsi di infortuni che sta falcidiando la squadra. Bei tempi quando c'era il dott. De Nicola e fioccavano gli articoli sul record minimo di "lungodegenti" collezionati, mentre ora, purtroppo, va detto che lo staff medico attuale si trova spesso e volentieri a districarsi tra indeboliti dal Covid, gastroenteriti varie (prima Ghoulam e poi Manolas), infortuni più o meno gravi (vedi Osimhen, Anguissa, Koulibaly, Fabian Ruiz e Insigne) e k.o. muscolari (come Lobotka, costretto a uscire anzitempo per questo motivo contro gli orobici). Che la sfortuna si sia accanita un bel po' nei confronti del Napoli è vero, come pure è vero che alcuni errori di gestione (ammessi con serenità più volte dallo stesso Spalletti) sono stati commessi. Si è tanto parlato dei cambi. E in tanti si divertono a prendere il posto dell'allenatore per stabilire se ha ritardato (o meno) di una manciata di minuti alcune sostituzioni. Qualche "change", nell'ultimo mese, di sicuro non ha convinto in pieno, ma chi è che non sbaglia? Ciò che pero' non ho ben capito e', come mai, potendo contare sull'unico raggio di luce in attacco, si sia deciso di tirare fuori dal campo Mertens. Ecco, in una fase come quella attuale, credo che vada lasciato libero di girovagare per l'attacco fino a quando non ha proprio piu' benzina in corpo da rilasciare. Anche perche' la "tattica" del prevenire, finora, non ha dato grandi frutti. Attualmente, per come stanno le cose, senza Mertens non si cantano messe. E lo abbiamo visto con l'assist per Zielinski e il gol in contropiede, azioni che sono state innescate da un sorprendente Malcuit. A proposito di Kevin, era normale che ad inizio partita dovesse prendere le misure, andando spesso anche a vuoto con entrate poco lucide. Sfido chiunque a ripartire senza errori dopo sei mesi, per cui bravo Malcuit! Altra considerazione vorrei farla su Ospina: dal campo si ha la possibilita' di capire bene posizioni e distanze. David ha compiuto un miracolo su Demiral e sui 3 gol dell'Atalanta non avrebbe potuto fare proprio nulla. Lo dico perche' ho letto considerazioni strane sul suo conto. Poi ci sono stati i nei, ci mancherebbe. Di Lorenzo e Rrahmani, ad esempio, fuori posizione, sono andati spesso a vuoto. Anche Juan Jesus non mi ha elettrizzato. L'inedita difesa a tre, in tutta onestà, non mi ha convinto tantissimo. Ma ci sta, vista l'emergenza. Coloro i quali invece avrebbero potuto fare molto di piu' sono, in ordine di apparizione, Elmas, Lozano, Ounas e Petagna. Quest'ultimo ha avuto un'occasione d'oro a tu per tu con Musso, ma pure quella di Lozano su cross di Mario Rui non e' stata per niente indifferente. Errori che si pagano, purtroppo. Penso anche che avrei tenuto Hirving in campo qualche minuto in piu'. Elmas e Ounas, di fatto, hanno girato un po' a vuoto, nonostante la buona volonta'. Non voglio fare l'uccello del malaugurio, ma un po' di riposo a Mario Rui e Di Lorenzo lo concederei. Giocano sempre. E visto il periodo non rischierei, magari rispolverando Ghoulam e confermando Malcuit. Non sarà un prosieguo semplice, ma mi aspetto una reazione con l'Empoli, poi magari si fara' bene anche contro lo Spezia prima della sosta, piu' che altro per la differenza tecnica evidente. Certo e' che contro Leicester e Milan, se non rientra qualcuno in tempo, o ci si fa il segno della croce, consapevoli che puo' scapparci la sconfitta, come successo con l'Atalanta, oppure le seconde linee dovranno dimostrare di essere totalmente all'altezza dei titolarissimi. Per questo, ripeto: bisogna aggrapparsi a Mertens e Zielinski, non se ne puo' fare a meno per provare a restare aggrappati al sogno il piu' a lungo possibile, per convincersi di non essersi illusi invano e tenere lontana l'amara realtà che, intanto, dall'attico del condominio ha traslocato gli azzurri due piani più giù. Ah, quasi dimenticavo, l'arbitro Mariani: tralasciando la gestione sbagliata dei falli, come si fa a scambiare un piede per un braccio? Fortuna che quel rigore e' stato tolto dal VAR, altrimenti avremmo davvero chiamato Scotland Yard!

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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