NAPOLI - "Non leggo i giornali dall'8 luglio, consulto solo il televideo e la pagina della serie B", così Maurizio Sarri alla vigilia di Sassuolo-Napoli. Pronti, via, gol di Hamsik. W Sarri, w il nuovo Napoli, ma tre minuti non bastano. Il Napoli appare subito ordinato e concreto. Poi con il passare dei minuti la squadra inizia a concedere spazi agli avversari. Valdifiori non incide, Hysaj, adattato a sinistra, va in confusione. Il Napoli prende due gol evitabili, la linea difensiva sale male: Maggio prima, Albiol poi, non riescono nell'anticipo. Lo stesso Chiriches, che nella prima parte della gara aveva impressionato positivamente, inizia a commettere qualche errore. Il Sassuolo sale, spinge, ma tra i pali c'è Reina: per il portiere spagnolo è partita subito la richiesta di santificazione, perchè renderlo beato sarebbe troppo poco. Ma nemmeno San Reina può fare troppi miracoli, se centrocampo e difesa vanno in difficoltà. Aggiungiamo un arbitraggio a dir poco sconcertante, con il signor Doveri di Roma che ha fischiato falli inesistenti, come quello su Mertens colpito dall'avversario. Poi le scelte di Sarri: togliere Higuain, con il risultato sull'1-1, è stato un grave errore: è vero che il "Pipita" non è al top della condizione, ma un attaccante come lui ha bisogno di minuti nelle gambe, di tempo e fiducia. Così non va. Dentro Gabbiadini, che non incide così come El Kaddouri. Callejon ci prova nel finale, ma la fortuna e la mira non sono delle migliori. Mertens e Insigne ci mettono il cuore, mentre David Lopez non toglie e non mette. A proposito: come mai nemmeno un minuto per Allan? Gestire tanti campioni non è facile, ma è pur vero che le gerarchie vanno rispettate. Forse Sarri, visto l'esordio negativo, farebbe bene a non avventurarsi in scelte cervellotiche. E magari dia anche una lettura alla stampa, di tanto in tanto. Le critiche fanno bene per crescere, perchè tutti hanno a cuore il bene del Napoli, che è una grande piazza e non può temere avversari di livello rispettabile ma di gran lunga inferiori.
Antonio Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
24/08/2015 - 18:20
NAPOLI - "Non leggo i giornali dall'8 luglio, consulto solo il televideo e la pagina della serie B", così Maurizio Sarri alla vigilia di Sassuolo-Napoli. Pronti, via, gol di Hamsik. W Sarri, w il nuovo Napoli, ma tre minuti non bastano. Il Napoli appare subito ordinato e concreto. Poi con il passare dei minuti la squadra inizia a concedere spazi agli avversari. Valdifiori non incide, Hysaj, adattato a sinistra, va in confusione. Il Napoli prende due gol evitabili, la linea difensiva sale male: Maggio prima, Albiol poi, non riescono nell'anticipo. Lo stesso Chiriches, che nella prima parte della gara aveva impressionato positivamente, inizia a commettere qualche errore. Il Sassuolo sale, spinge, ma tra i pali c'è Reina: per il portiere spagnolo è partita subito la richiesta di santificazione, perchè renderlo beato sarebbe troppo poco. Ma nemmeno San Reina può fare troppi miracoli, se centrocampo e difesa vanno in difficoltà. Aggiungiamo un arbitraggio a dir poco sconcertante, con il signor Doveri di Roma che ha fischiato falli inesistenti, come quello su Mertens colpito dall'avversario. Poi le scelte di Sarri: togliere Higuain, con il risultato sull'1-1, è stato un grave errore: è vero che il "Pipita" non è al top della condizione, ma un attaccante come lui ha bisogno di minuti nelle gambe, di tempo e fiducia. Così non va. Dentro Gabbiadini, che non incide così come El Kaddouri. Callejon ci prova nel finale, ma la fortuna e la mira non sono delle migliori. Mertens e Insigne ci mettono il cuore, mentre David Lopez non toglie e non mette. A proposito: come mai nemmeno un minuto per Allan? Gestire tanti campioni non è facile, ma è pur vero che le gerarchie vanno rispettate. Forse Sarri, visto l'esordio negativo, farebbe bene a non avventurarsi in scelte cervellotiche. E magari dia anche una lettura alla stampa, di tanto in tanto. Le critiche fanno bene per crescere, perchè tutti hanno a cuore il bene del Napoli, che è una grande piazza e non può temere avversari di livello rispettabile ma di gran lunga inferiori.
Antonio Petrazzuolo
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