NAPOLI - Ma è proprio indispensabile attendere la matematica certezza della qualificazione alla Champions League del prossimo anno prima di prendere questo benedetto appuntamento, sedersi a un tavolo e decidere se continuare assieme o sottoscrivere una separazione consensuale? Come al solito le cose che riguardano il Napoli sono sempre più complicate di quanto dovrebbe essere. Mancano tre giornate alla fine del campionato, gli azzurri devono giocare due partite in casa e una fuori, tutte con squadre che non hanno più nulla da chiedere o da ottenere, il vantaggio sulle rivali, quelle che lottano per aggiudicarsi un posto nella rassegna più importante del calcio continentale, è abbastanza consistente. Insomma perché il Napoli non ottenga l’importantissimo risultato che si prefigge dovrebbe accadere il finimondo, una concomitanza tale di eventi disastrosi per la squadra di Conte come non se ne sono mai visti nel calcio. E allora, la gente si domanda, che motivo c’è di perdere altro tempo? L’appello che viene da rivolgere a De Laurentiis e Conte è il seguente: vedetevi, parlatevi, litigate se serve, mettetevi d’accordo oppure rompete il vostro rapporto, ma fate qualcosa. Questo immobilismo, questo protrarre a dismisura i tempi dilatandoli fino allo stremo delle forze, non serve a nessuno. I mesi estivi saranno duri, forse più difficili perfino di quelli passati, contrassegnati da una sequela di infortuni da far accapponare la pelle. I movimenti di mercato del Napoli sono notoriamente condizionati da una lentezza che a volte diventa esasperante. Non andiamoci a complicare ulteriormente la vita. Incontratevi, dunque, parlate e poi o dentro o fuori. Se Conte se ne va ci sarà più tempo per contattare un altro tecnico disponibile a sedersi sulla panchina del Napoli e con lui indirizzare il futuro. Se si perde altro tempo è facile che gli allenatori bravi trovino una sistemazione nuova o confermino quella attuale e sarà poi più complicato trovare una soluzione. Non dimentichiamo quello che accadde quando andò via Spalletti. La ricerca affannosa di un nuovo allenatore portò alla fine all’individuazione forzata di Garcia e sappiamo tutti come è andata a finire. Perciò mi viene da rievocare un famoso titolo de Il Mattino che, in circostanza drammatiche e non per questioni meno fondamentali per la vita delle persone come quelle alle quali stiamo facendo riferimento, uscì tanti anni fa con questo appello a nove colonne: “Fate presto”.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
05/05/2026 - 08:00
NAPOLI - Ma è proprio indispensabile attendere la matematica certezza della qualificazione alla Champions League del prossimo anno prima di prendere questo benedetto appuntamento, sedersi a un tavolo e decidere se continuare assieme o sottoscrivere una separazione consensuale? Come al solito le cose che riguardano il Napoli sono sempre più complicate di quanto dovrebbe essere. Mancano tre giornate alla fine del campionato, gli azzurri devono giocare due partite in casa e una fuori, tutte con squadre che non hanno più nulla da chiedere o da ottenere, il vantaggio sulle rivali, quelle che lottano per aggiudicarsi un posto nella rassegna più importante del calcio continentale, è abbastanza consistente. Insomma perché il Napoli non ottenga l’importantissimo risultato che si prefigge dovrebbe accadere il finimondo, una concomitanza tale di eventi disastrosi per la squadra di Conte come non se ne sono mai visti nel calcio. E allora, la gente si domanda, che motivo c’è di perdere altro tempo? L’appello che viene da rivolgere a De Laurentiis e Conte è il seguente: vedetevi, parlatevi, litigate se serve, mettetevi d’accordo oppure rompete il vostro rapporto, ma fate qualcosa. Questo immobilismo, questo protrarre a dismisura i tempi dilatandoli fino allo stremo delle forze, non serve a nessuno. I mesi estivi saranno duri, forse più difficili perfino di quelli passati, contrassegnati da una sequela di infortuni da far accapponare la pelle. I movimenti di mercato del Napoli sono notoriamente condizionati da una lentezza che a volte diventa esasperante. Non andiamoci a complicare ulteriormente la vita. Incontratevi, dunque, parlate e poi o dentro o fuori. Se Conte se ne va ci sarà più tempo per contattare un altro tecnico disponibile a sedersi sulla panchina del Napoli e con lui indirizzare il futuro. Se si perde altro tempo è facile che gli allenatori bravi trovino una sistemazione nuova o confermino quella attuale e sarà poi più complicato trovare una soluzione. Non dimentichiamo quello che accadde quando andò via Spalletti. La ricerca affannosa di un nuovo allenatore portò alla fine all’individuazione forzata di Garcia e sappiamo tutti come è andata a finire. Perciò mi viene da rievocare un famoso titolo de Il Mattino che, in circostanza drammatiche e non per questioni meno fondamentali per la vita delle persone come quelle alle quali stiamo facendo riferimento, uscì tanti anni fa con questo appello a nove colonne: “Fate presto”.

Mario Zaccaria
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