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SHOW TIME - Gino Rivieccio scrive su "NM": "Napoli eroico, quasi come i capelli di Giandomenico!"
19.09.2019 19:18 di Napoli Magazine

NAPOLI - L’abbraccio di Klopp che a fine partita si complimenta a uno con gli azzurri la dice tutta. In quella pacca sulla spalla, in quelle strette di mano c’è tutta l’ammirazione di un vero uomo di sport che ha saputo riconoscere la superiorità (marcata nel secondo tempo) del Napoli. Klopp temeva che per le note vicende degli spogliatoi non sarebbe riuscito a farsi la doccia al San Paolo. E invece di docce il San Paolo gliene ha fatte fare due: entrambe gelate. E poi dicevano che i lavori non sarebbero stati completati! La prima gliela faceva Mertens con un diagonale secco dagli undici metri. A girare verso il blu il termostato della seconda doccia, ci pensava invece Llorente, un incrocio tra Pippo Inzaghi e Luca Toni con l’intelligenza tattica e la furbizia di Drogba. L’unica differenza che lo spagnolo rispetto a Icardi e James è costato zero euro e chi ironizzava sulla sua età preconizzando addirittura l’accompagnamento e la 104, si è trovato a fare il badante di sé stesso e delle sue offensive congetture. Llorente è bravo e per le signore anche bello, tanto che comincia ad essere consigliato dai ginecologi napoletani visto che basta un primo piano per regolarizzare il ciclo. Per 20 minuti è stato disarmante: ha fatto alzare il baricentro della squadra, ha fatto aumentare la pressione sui reds e ha fatto aumentare di qualche centimetro l’organo maschile di parecchi tifosi presenti allo stadio. In particolare quello del mio amico Giandomenico, trentenne completamente calvo se non fosse per i 16 capelli che gli sono rimasti, che colpito da improvvisa ed incontrollata euforia si è sbilanciato fino a opzionare un viaggio a Istanbul: ma non per il trapianto dei suoi capelli ma per la finale di Champions che si giocherà nella città turca il prossimo maggio. Ma dare i meriti della vittoria solo a Mertens e Llorente sarebbe irrispettoso verso Mario Rui. Emblematica la frase di un supporter azzurro che a proposito del portoghese al termine della gara esclamava “Azz’, ‘o vulevem’ jettà!“. Il piccolo frevaiuolo azzurro a tratti è parso devastante, incarnandosi tra Marcelo e il vecchio Lahm del Bayern con cross a centro area dai contorni geometrici. Di Lorenzo è sembrato un veterano del Vietnam con 10 anni di esperienza in maglia azzurra e Fabian ha saputo gestire la partita nei momenti delicati come solo i grandi sanno fare. Su tutti Meret cha ha resettato il tiro insidioso di Salah con un intervento da ecografia alla mano sinistra. Mentre Koulibaly ha fatto subito capire a Manè che il Magic World ha chiuso da tempo, sostenuto da Callejon che contro il Liverpool ha fatto tutto: l’ala, il mediano, il capitano, il casellante, la macchinetta dell’aerosol, il Frecciarossa e ha trovato persino il tempo di servire 4 assist e 12 aperitivi al Caffè degli Azzurri. Qualcuno starebbe pensando di candidarlo alle prossime regionali con la lista “M’o ‘vvec’io !“. Per ora vediamo di restare con i piedi per terra. A Istanbul ci pensa  solo Giandomenico. E non per il trapianto dei capelli.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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