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SHOW TIME - Gino Rivieccio su "NM": "Si delinea un campionato spray, a prova di tampone: ecco gli scenari"
01.10.2020 19:28 di Napoli Magazine

NAPOLI - Dunque almeno fino ad oggi i tamponi azzurri sono negativi dopo gli abbracci e i faccia a faccia di fine partita con i genoani. In particolare aveva destato particolare preoccupazione il durissimo muso a muso tra Masiello e Osimhen, non tanto per il pericolo Covid quanto per la consistenza dell’alito ravvicinato di Masiello che a due centimetri urlava di tutto di più all’attaccante azzurro. Il nigeriano in preda al panico avrà pensato: “Che brutta esperienza è stata sentirsi alitato in faccia...“. “Meglio l’acqua di Telese…“ aggiungeva Giuntoli negli spogliatoi. Pare invece almeno per ora scongiurato il contagio e questo fa ben sperare per il regolare svolgimento della partita di domenica prossima a Torino. Certo d’ora in avanti dovremo abituarci a partite rinviate, sfalsate di orario, posticipate, addirittura annullate, al punto che più che a un campionato spezzatino rischieremmo di trovarci davanti a un campionato spray o in flaconcini. Fino a quando l’arbitro non darà il calcio d’inizio nessuno potrà giurare che quella determinata partita si giocherà. Basterà un tampone positivo prima di mettere piede nello spogliatoio e il banco salta. Il punto è che il virus può rimanere incubato anche 14 giorni. Di conseguenza prima di due partite nessuno potrà sentirsi totalmente immune. A ciò aggiungiamo gli asintomatici che in campo sono sempre parecchi: intelligenti asintomatici, fair play asintomatico, Var asintomatico. Proviamo allora ad immaginare le nuove regole che Lega e Figc d’accordo col governo starebbero pensando di varare.

 

La proposta di Salvini è: “Il tampone andrà fatto in aeroporto prima di partire, sull’aereo, in hotel, allo stadio, dopo un fallo in area, dopo una vibrante protesta (a bocca ravvicinata), all’uscita dal campo e se gli improperi all’arbitro si riducono a 30 centimetri, nel sottopasso. In ogni caso i tamponi vanno fatti prima agli italiani e poi agli extracomunitari, pena l’invalidità dell’incontro.

 

Zingaretti invece propone un tampone semestrale fatto da un’azienda russa in occasione del calcio mercato. Tampone quotidiano e termometro rettale solo a quei calciatori con spiccate simpatie grilline.

 

Di Maio dal canto suo ha in mente un’idea geniale: tamponi a tappeto. Cioè tutti stesi per terra a farsi il test su un tappeto persiano. Avrebbe già contattato il suo omologo iraniano per farsi mandare 200 tappeti da srotolare all’interno degli spogliatoi. Per ora la proposta è rimasta senza risposta. Sembra che da Theran il primo ministro abbia detto: “Ma chi è che scrive sti strunzate?“.

 

Berlusconi opterebbe per i tamponi alle mogli degli atleti, le prime ad essere più a rischio per una vita fatta di giornate in palestre, selfie, apericene e uscite dissennate tra la gente.

 

De Luca dopo la proposta di far svolgere cerimonie e matrimoni con un massimo di venti persone, al fine di assicurare la distanza tra gli atleti, starebbe meditando l’idea di far disputare gli incontri tre contro tre con mascherina alla bocca in un campo regolamentare. Un portiere, un difensore, un attaccante. Il Sindacato Calciatori in sintonia con l’Associazione Cardiologi Italiani ha già dato il suo no.

 

Conte ha gelato tutti: i tamponi non servono se vengono da quei paesi frugali che negano il Recovery Fund all’Italia. Meglio il Recovery in ospedale subito e partita rinviata. Sarà alla fine Mattarella a chiudere la questione augurando insieme a Malagò a reti unificate “Buon campionato a tutti“. E che Dio ce lo mandi buono. Naturalmente il vaccino.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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