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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Lorenzo Insigne di fioretto, Fabian Ruiz da antologia: il Napoli non sta chiù mur' e mur' cu spitali!"
22.02.2020 19:40 di Napoli Magazine

NAPOLI - Non è stata una passeggiata. Ne era consapevole, sin dalla vigilia, Rino Gattuso. E così è stato. Eppure quella traversa accarezzata da Mertens (a proposito, cari amici commentatori, il tiro è stato voluto) lasciava presagire qualcosa di diverso. Va anche detto che il Brescia, soprattutto nel primo tempo, ha quasi del tutto rinunciato a giocare. E gli è andata pure bene, con il gol di testa cercato e trovato da quel gigante di Chancellor. Poi però è venuta fuori la qualità, soprattutto nel secondo tempo. Sono bastati di fatto 5 minuti agli azzurri per ribaltare il risultato. Bravo e soprattutto freddo Insigne dal dischetto (Orsato senza VAR avrebbe commesso un errore colossale sorvolando sull'episodio del braccio larghissimo di Mateju), per non parlare della perla di Fabian Ruiz. Un tocco morbido dei suoi, all'incrocio dei pali, che ha di fatto cancellato con un colpo di spugna i due errori in fase di disimpegno commessi una manciata di minuti prima. Tre punti che rilanciano il Napoli in zona Europa League. Tre punti fondamentali per la fiducia, in vista del big match contro il Barcellona. Se in difesa ci sono stati pochi rischi, va detto che a centrocampo, dopo una buona partenza di Demme, il reparto mediano avversario ha di fatto chiuso i varchi all'italo-tedesco. Elmas, nel ruolo di mezz'ala, ha sfruttato le sue doti fisiche per creare qualche spazio in cui inserirsi. Encomiabili per dedizione Mario Rui e Di Lorenzo. Anche se va detto che, in effetti, c'erano pochissimi margini in cui infilarsi. Ne sa qualcosa Insigne, spesso costretto a far ripartire l'azione con passaggi verso Ospina direttamente dalla linea del centrocampo. Proprio per questo motivo, mi sarei aspettato qualcosa in più da Politano: spesso rimasto imbottigliato tra le maglie avversarie, è stato bravo a svincolarsi solo nella fase finale del match. Ed anche dai subentrati Milik e Zielinski, essenzialmente utili a far girare palla. Insomma qualche piccolo appunto Gattuso e Riccio l'avranno annotato. Non oso immaginare cosa abbia potuto dire Rino nello spogliatoio all'intervallo. Di sicuro parole sante, che hanno suonato la carica, toccando le corde giuste, ed hanno condotto ad una reazione veemente. Faccio un mix calabro partenopeo: "Nun stamm' chiù mur e mur cu spitali". I segnali di guarigione sembrano esserci tutti, ma restiamo prudenti. Intanto risuona la musichetta Champions. Messi si avvicina, magari si innamora del Tempio di Maradona, mentre Dries raggiunge il record di Marek... A Brescia ha solo scaldato il piedino. Comunque vada sarà un successo.

 

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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