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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, l'acuto di Fabian Ruiz smorza i toni dopo il rigore di Lorenzo Insigne e la non conference di Spalletti"
08.05.2022 20:20 di Napoli Magazine

NAPOLI - Una gara non elettrizzante, con tre punti pieni in tasca. Mi sento di sintetizzare così la vittoria del Napoli a Torino, contro una squadra tutt'altro che con la testa in vacanza. Ritmi tutto sommato lenti, che potevano essere smorzati dal rigore di Insigne, se solo Berisha non avesse compiuto una gran parata: non me la sento quindi di gettare la croce addosso a Lorenzo, a due gare dall'addio alla maglia azzurra. Nel complesso la sua partita e' stata generosa. E, se vogliamo, il tutto è stato attutito dal gran gol vittoria di Fabian Ruiz. Fino a quel momento lo spagnolo aveva danzato tra le linee, ma quel sigillo ha avuto un peso che non va sminuito. Da solo, il gesto tecnico è valso il costo del biglietto, anche se una sua rete siglata all'interno dell'area di rigore mancava da maggio del 2019. Ripensando invece alle scelte di formazione, avrei puntato piuttosto dal primo minuto su Lobotka. Non avrei tolto Mertens nel finale, considerando le prestazioni un po' opache di Osimhen e Lozano. Forse Petagna, a gara in corso, avrebbe potuto offrire, in termini di sportellate con Bremer, qualcosa in più: chissà, questo dubbio resterà irrisolto. Anguissa a centrocampo ha svolto il suo compito senza strafare. Piuttosto qualche brivido evitabile tra Koulibaly e Rrahmani andava evitato. Con Di Lorenzo e Mario Rui bloccati, merita pertanto un elogio Ospina (bravissimo con il guizzo ad inizio gara su Belotti), intelligente nell'impostare l'azione con i piedi, essendo stato spesso chiamato in causa dai compagni. Cosa si poteva fare di più? Poco. Sono partite di fine stagione, con l'obiettivo qualificazione in Champions gia' in tasca. Va difeso il terzo posto, questo sì, tenendo lontana la Juventus, sia per motivi economici che per un semplice sfizio personale. Anche per questo motivo mi sento di esprimere un pensiero sulla non conference di vigilia di Spalletti: ero presente a Castel Volturno e nessuno sapeva che si sarebbe presentato lo staff. Nulla da dire sull'intento del tecnico, encomiabile nel voler dare risalto ai suoi 7 collaboratori. Bastava però dirlo evitando di far annunciare alla stampa, attraverso i propri canali informativi per due giorni, una conferenza con un protagonista che di fatto poi non si e' presentato. Ho partecipato all'incontro (e l'avrei fatto ugualmente se mi avessero detto che avremmo incontratto i collaboratori di Spalletti), ponendo nel finale una domanda al preparatore atletico Francesco Cacciapuoti sulla tenuta fisica della squadra. Mi è piaciuta la risposta sulla tenuta complessiva mai in calo, dati alla mano, e ribadisco: c'è stato semplicemente un difetto di comunicazione, nessun caso o tentativo di spostare l'attenzione su dietrologie inesistenti, collegate maldestramente ad ADL o addirittura all'eventuale rinnovo di Ospina. Che il Napoli possa ambire allo scudetto, resta una mia convinzione. Per riuscirci, però, non bisogna perdere punti, soprattutto in casa e contro le piccole, proprio com'è avvenuto a Torino.

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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