Mister Z
MR Z - Napoli, diamo il tempo ad Allegri di trovare la giusta quadra
01.09.2026 12:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Ho letto e ho sentito fare grandissimi complimenti al Como per la vittoria ottenuta al Maradona ma sono solo parzialmente d’accordo con chi ha osannato la squadra di Fabregas che in realtà ha giocato meglio dell’avversaria nel primo tempo, quando ha sfruttato due svarioni della difesa del Napoli, mentre nella ripresa ha quasi esclusivamente utilizzato un provincialissimo catenaccio e non mi è sembrata una solida realtà da Champions League. Ma pensiamo ai fatti nostri. Il Napoli ha ancora evidenti problemi che - speriamo - possano essere risolti con il passare del tempo. Oggi sarebbe inutile e anzi controproducente fasciarsi la testa. Ci sono diverse cose da mettere a posto e quella più urgente è la sistemazione della difesa. In attesa di Buongiorno (se ne parlerà a gennaio per il suo rientro), in attesa che Badiashile raggiunga una buona condizione fisica e perché no, perfino che Marianucci si ristabilisca a sua volta, bisogna fare necessità virtù. Al momento il convento passa questo: Rrahmani, Marin e un Beukema che dopo i problemi che ha avuto nella fase della preparazione non è ancora al massimo. Insomma gli uomini sono questi ed è fra costoro che Allegri deve scegliere per mettere assieme un reparto che abbia un minimo di solidità. E non basta, ci vuole anche che venga fuori quella grinta, quella cattiveria, quella cazzimma che la retroguardia ha dimostrato di non possedere e alla quale ha fatto riferimento anche l’allenatore, ma che è elemento indispensabile se si vuole avere fortuna in campionato come in Champions. Purtroppo però i difetti che la squadra ha mostrato non riguardano solo la retroguardia. Il centrocampo a tre, infatti, mostra ancora la corda soprattutto in Anguissa e McTominay che sono ben lontani dalla migliore condizione. E’ chiaro che se due su tre elementi non girano a pieno regime inevitabilmente ne risente anche la difesa che non è protetta adeguatamente. Il reparto che funziona meglio al momento è l’attacco, soprattutto ora che Hojlund ha ritrovato la via del gol. Il ritorno di Neres dà completezza, anche se l’utilizzazione part time sia a Genoa che contro il Como di De Bruyne fa nascere più di una perplessità. Anche il mancato ricorso a Vergara contro i lariani è francamente poco spiegabile, considerato che il ragazzo di Frattamlnore è forse l’unico dell’intera rosa ad avere nei piedi e nella testa le qualità tecniche unite alla fantasia e allo spirito di iniziativa per mettere in crisi in qualsiasi momento le difese avversarie. Insomma bisogna avere pazienza e chissà che forse Allegri non riesca a trovare la quadra proprio quando meno ce lo si aspetti, vale a dire sabato prossimo quando gli azzurri dovranno affrontare a San Siro i campioni d’Italia dell’Inter e dopo altri quattro giorni quando al Maradona arriverà l’Arsenal per il primo turno del girone di Champions League.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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NAPOLI - Ho letto e ho sentito fare grandissimi complimenti al Como per la vittoria ottenuta al Maradona ma sono solo parzialmente d’accordo con chi ha osannato la squadra di Fabregas che in realtà ha giocato meglio dell’avversaria nel primo tempo, quando ha sfruttato due svarioni della difesa del Napoli, mentre nella ripresa ha quasi esclusivamente utilizzato un provincialissimo catenaccio e non mi è sembrata una solida realtà da Champions League. Ma pensiamo ai fatti nostri. Il Napoli ha ancora evidenti problemi che - speriamo - possano essere risolti con il passare del tempo. Oggi sarebbe inutile e anzi controproducente fasciarsi la testa. Ci sono diverse cose da mettere a posto e quella più urgente è la sistemazione della difesa. In attesa di Buongiorno (se ne parlerà a gennaio per il suo rientro), in attesa che Badiashile raggiunga una buona condizione fisica e perché no, perfino che Marianucci si ristabilisca a sua volta, bisogna fare necessità virtù. Al momento il convento passa questo: Rrahmani, Marin e un Beukema che dopo i problemi che ha avuto nella fase della preparazione non è ancora al massimo. Insomma gli uomini sono questi ed è fra costoro che Allegri deve scegliere per mettere assieme un reparto che abbia un minimo di solidità. E non basta, ci vuole anche che venga fuori quella grinta, quella cattiveria, quella cazzimma che la retroguardia ha dimostrato di non possedere e alla quale ha fatto riferimento anche l’allenatore, ma che è elemento indispensabile se si vuole avere fortuna in campionato come in Champions. Purtroppo però i difetti che la squadra ha mostrato non riguardano solo la retroguardia. Il centrocampo a tre, infatti, mostra ancora la corda soprattutto in Anguissa e McTominay che sono ben lontani dalla migliore condizione. E’ chiaro che se due su tre elementi non girano a pieno regime inevitabilmente ne risente anche la difesa che non è protetta adeguatamente. Il reparto che funziona meglio al momento è l’attacco, soprattutto ora che Hojlund ha ritrovato la via del gol. Il ritorno di Neres dà completezza, anche se l’utilizzazione part time sia a Genoa che contro il Como di De Bruyne fa nascere più di una perplessità. Anche il mancato ricorso a Vergara contro i lariani è francamente poco spiegabile, considerato che il ragazzo di Frattamlnore è forse l’unico dell’intera rosa ad avere nei piedi e nella testa le qualità tecniche unite alla fantasia e allo spirito di iniziativa per mettere in crisi in qualsiasi momento le difese avversarie. Insomma bisogna avere pazienza e chissà che forse Allegri non riesca a trovare la quadra proprio quando meno ce lo si aspetti, vale a dire sabato prossimo quando gli azzurri dovranno affrontare a San Siro i campioni d’Italia dell’Inter e dopo altri quattro giorni quando al Maradona arriverà l’Arsenal per il primo turno del girone di Champions League.

Mario Zaccaria

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