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MR Z - Napoli, mancano 7 partite: guardare avanti o coprirsi le spalle?
08.04.2026 10:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Guardare davanti a sé o coprirsi le spalle? E’ questo l’interrogativo che tutto l’ambiente del Napoli, inteso come squadra, Società e tifoseria, si pone all’indomani della vittoria con il Milan che ha decretato il sorpasso e il e la conquista del secondo posto in classifica, quando mancano ormai soltanto sette partite alla conclusione del torneo. La vittoria dell’Inter sulla Roma ha raffreddato le speranze di un finale di torneo ad altissima intensità. Sarebbe bastato anche soltanto un pareggio della squadra di Chivu con i giallorossi per alimentare, grazie alla vittoria degli azzurri sul Milan, nuove e ben fondate speranze di un clamoroso aggancio sulla dirittura d’arrivo. In realtà la distanza fra il Napoli e l’Inter è rimasta immutata, cioè sette punti di distacco. Basteranno ai nerazzurri per raggiungere il traguardo dello conquista del tricolore? Oggettivamente il margine è molto ampio perché a memoria degli addetti ai lavori non si è mai verificato che una squadra con un tale vantaggio imboccasse una strada sbagliata finendo per perdere tutto il patrimonio acquisito fino a consentire all’avversaria più vicina di raggiungerla sulla linea del traguardo. Però è anche vero che nel calcio non si deve mai mai dare nulla per scontato. Tanto per incominciare, se le speranze del Napoli possono o meno continuare ad essere alimentate, molto o quasi tutto dipenderà dalla prossima giornata in programma nel fine settimana in cui l’Inter dovrà andare ad affrontare sul suo campo il Como, squadra lanciatissima nella corsa per la conquista di un posto nella Champions League del prossimo anno, mentre il Napoli sarà impegnato a Parma contro una formazione che ormai non deve chiedere più nulla al campionato, perché è già abbondantemente salva e al tempo stesso è impossibilitato a raggiungere zone valide per la conquista di un posto in Europa. E comunque c’è un’altra considerazione da fare: se lo scudetto deve essere scucito dalla maglia azzurra, chi deve aggiudicarselo deve soffrire fino in fondo. Concessioni non se ne fanno a nessuno. Vinca pure l’Inter, ma dovrà sentirsi il fiato sul collo fino a quando non avrà la matematica certezza di aver conquistato il tricolore.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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08/04/2026 - 10:00

NAPOLI - Guardare davanti a sé o coprirsi le spalle? E’ questo l’interrogativo che tutto l’ambiente del Napoli, inteso come squadra, Società e tifoseria, si pone all’indomani della vittoria con il Milan che ha decretato il sorpasso e il e la conquista del secondo posto in classifica, quando mancano ormai soltanto sette partite alla conclusione del torneo. La vittoria dell’Inter sulla Roma ha raffreddato le speranze di un finale di torneo ad altissima intensità. Sarebbe bastato anche soltanto un pareggio della squadra di Chivu con i giallorossi per alimentare, grazie alla vittoria degli azzurri sul Milan, nuove e ben fondate speranze di un clamoroso aggancio sulla dirittura d’arrivo. In realtà la distanza fra il Napoli e l’Inter è rimasta immutata, cioè sette punti di distacco. Basteranno ai nerazzurri per raggiungere il traguardo dello conquista del tricolore? Oggettivamente il margine è molto ampio perché a memoria degli addetti ai lavori non si è mai verificato che una squadra con un tale vantaggio imboccasse una strada sbagliata finendo per perdere tutto il patrimonio acquisito fino a consentire all’avversaria più vicina di raggiungerla sulla linea del traguardo. Però è anche vero che nel calcio non si deve mai mai dare nulla per scontato. Tanto per incominciare, se le speranze del Napoli possono o meno continuare ad essere alimentate, molto o quasi tutto dipenderà dalla prossima giornata in programma nel fine settimana in cui l’Inter dovrà andare ad affrontare sul suo campo il Como, squadra lanciatissima nella corsa per la conquista di un posto nella Champions League del prossimo anno, mentre il Napoli sarà impegnato a Parma contro una formazione che ormai non deve chiedere più nulla al campionato, perché è già abbondantemente salva e al tempo stesso è impossibilitato a raggiungere zone valide per la conquista di un posto in Europa. E comunque c’è un’altra considerazione da fare: se lo scudetto deve essere scucito dalla maglia azzurra, chi deve aggiudicarselo deve soffrire fino in fondo. Concessioni non se ne fanno a nessuno. Vinca pure l’Inter, ma dovrà sentirsi il fiato sul collo fino a quando non avrà la matematica certezza di aver conquistato il tricolore.

Mario Zaccaria

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