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MISTER Z
MR Z - Napoli, è troppo presto per rinunciare ai sogni di gloria
29.10.2019 18:33 di Napoli Magazine

NAPOLI - Non concordo con le giustificazioni addotte a fine partita da Ancelotti per spiegare la pessima prestazione del Napoli con la Spal. La Champions che succhia energie psicofisiche, una buona prova della squadra, Elmas che ha giocato discretamente nel primo tempo: queste, più o meno, sono le verità ufficiali dispensate dall'allenatore del Napoli a fine gara. E le verità nascoste? La questione delle energie psicofisiche assorbite dalle gare di Champions può essere vera qualora due o tre giorni dopo in campionato si incrociasse la strada di una delle prime della classe. Il ragionamento non può valere se il calendario ti mette di fronte alla Spal, penultima in campionato, squadra formata da un gruppo di calciatori che sono di un livello decisamente più basso di quello degli azzurri. Quanto alla buona prova che il Napoli avrebbe fornito, onestamente l'ha vista solo Ancelotti. Io ho visto invece una squadra senza mordente e senza idee e che per giunta si è fatta soverchiare sul piano agonistico dagli avversari. Poi c'è il tema degli uomini schierati fuori ruolo: Elmas - che al Fenerbache giocava da trequartista - soprattutto, ma non solo. Ma il problema più grande è che il Napoli sembra non avere un'idea di gioco precisa. E' come se i giocatori scendessero in campo e di volta in volta fossero chiamati a improvvisare in base all'avversario che si trovano di fronte e all'atteggiamento che la rivale tiene in campo. Certo in alcuni momenti ci si mette anche la sfortuna, come nel caso del palo colpito da Fabian Ruiz o come in quello del rigore prima concesso e poi revocato (tutta queste certezze generalizzate tra i commentatori, in particolare su qualche quotidiano a larga diffusione, relativamente al braccio attaccato al corpo di Vicari personalmente non ce l'ho, anzi mi sembra che il difensore, pur non avendo il braccio largo, sia andato a cercare il pallone con un gesto volontario), ma è nel suo complesso che la squadra non convince. Poi ci sono i misteri che accompagnano questa fase di difficoltà. Un esempio? Ghoulam. Perché non gioca? Non si regge in piedi? Ha altri problemi di natura fisica che non conosciamo? Non riesce più a fare le sovrapposizioni che tutti ricordiamo e che in certi momenti del passato avevano fatto la fortuna del Napoli perché non ce la fa più fisicamente o perché si sono persi gli automatismi di quel tempo? In ogni caso Ancelotti sull'argomento potrebbe essere più chiaro, spiegando senza reticenze qual è la situazione, non fosse altro che per evitare dietrologie delle quali il Napoli in questa fase della stagione non ha assolutamente bisogno. Quel che è certo è che domani con l'Atalanta - il cliente più difficile che potesse capitare in un momento così delicato - ci vuole una prova di carattere e di forza al tempo stesso. E' troppo presto per vedersi costretti a riporre in un cassetto tutti i sogni dai quali i tifosi azzurri hanno il diritto farsi accompagnare quantomeno per un tratto più lungo di stagione.

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine

 

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