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MILANO-CORTINA - Cio, Adams: "Vogliamo che Heraskevych gareggi, può esprimersi prima e dopo la gara"
11.02.2026 12:34 di Napoli Magazine
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Mark Adams, portavoce del Cio, ha parlato in conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla vicenda dell'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, che ha ribadito la volontà di utilizzare il casco dedicato ai caduti ucraini nella gara di skeleton: "Contatteremo l'atleta oggi e ribadiremo le molte, molte opportunità che ha per esprimere il suo dolore. Come abbiamo discusso prima, può farlo sui social media e nelle conferenze stampa in zona mista, quindi cercheremo di parlargli e di convincerlo. Vogliamo che gareggi. Vogliamo che tutti gli atleti abbiano il loro momento, ed è questo il punto. Gli atleti vogliono che quel momento specifico, quel momento specifico sul campo di gara, sia libero da qualsiasi distrazione. Lui può, e lo incoraggeremmo, esprimere il suo dolore, può far vedere il suo casco e ne può parlare in mixed zone. Non è il messaggio, ma il luogo che conta. Vogliamo chiedergli di esprimersi prima e dopo le gare, non durante. È fin troppo umano quello che sta succedendo, speriamo ci sia una conversazione con l'atleta per spiegargli il nostro punto di vista. È nell'interesse di tutti che lui possa gareggiare, come è nell'interesse di tutti ascoltare quello che ha da dire".

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MILANO-CORTINA - Cio, Adams: "Vogliamo che Heraskevych gareggi, può esprimersi prima e dopo la gara"

di Napoli Magazine

11/02/2026 - 12:34

Mark Adams, portavoce del Cio, ha parlato in conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla vicenda dell'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, che ha ribadito la volontà di utilizzare il casco dedicato ai caduti ucraini nella gara di skeleton: "Contatteremo l'atleta oggi e ribadiremo le molte, molte opportunità che ha per esprimere il suo dolore. Come abbiamo discusso prima, può farlo sui social media e nelle conferenze stampa in zona mista, quindi cercheremo di parlargli e di convincerlo. Vogliamo che gareggi. Vogliamo che tutti gli atleti abbiano il loro momento, ed è questo il punto. Gli atleti vogliono che quel momento specifico, quel momento specifico sul campo di gara, sia libero da qualsiasi distrazione. Lui può, e lo incoraggeremmo, esprimere il suo dolore, può far vedere il suo casco e ne può parlare in mixed zone. Non è il messaggio, ma il luogo che conta. Vogliamo chiedergli di esprimersi prima e dopo le gare, non durante. È fin troppo umano quello che sta succedendo, speriamo ci sia una conversazione con l'atleta per spiegargli il nostro punto di vista. È nell'interesse di tutti che lui possa gareggiare, come è nell'interesse di tutti ascoltare quello che ha da dire".