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L'APPUNTO
L'APPUNTO - N. Marciano su "NM": "Napoli, (in) nome della Rosa…"
16.08.2022 23:03 di Napoli Magazine

NAPOLI - Una manita che ci sta tutta quella del Napoli al Bentegodi, dove anche il Bari ci aveva già lasciato un poker. Finisce 2-5 a Verona la prima di un Napoli quasi a due facce, con una quadra tutta da trovare in difesa ma con un attacco già praticamente perfetto, capace di verticalizzare e andare a fare gol. Contro il Verona, eccezion fatta per il ricordo di chi è riuscito a vincere lo scudetto con ambo le sponde dei contendenti, il clima è stato tutt’altro che disteso. E la manita (quasi sestina) degli ospiti, ci ha messo il suo. Il mercato è ancora aperto ma gli esordi in maglia azzurra (bianca nel caso di specie), lasciano ben sperare al di là di chi ha già elaborato griglie da scudetto. Le carte non sono ancora affatto scoperte, anzi, e le formazioni tutt’altro che definite. Di certo, al di là del risultato, che è ottimo, per carità, fa un certo effetto leggere La Rosa e scoprire nomi nuovi al posto di quelli a cui siamo, per anni, stati abituati. “È il calcio, bellezza”, semicitando, ma non è mai solo calcio. Ora, parentesi, che di un servizio tv pessimo se ne occupi la politica prossima al voto cavalcando l’onda, e consapevole che in Italia  “toglietemi tutto ma non il mio campionato” - per restare in tema di semicitazioni - è effettivamente un po’ eccessivo, pur rendendo bene l’idea dello spessore (ce ne sta?) dei politici e degli (non tutti, ovviamente) italiani, ma è fuor di dubbio che appunto, non sia solo calcio. E se oltre confine chi segna, per un attimo, ha un lapsus che a momenti al gol esultava con un “Forza Napoli”, sponda rossiccia in maglia, il sorriso è tirato. Nonostante, infine (sponda oltre oceano), si segni un gran bel gol, non sarà mai come esultare sotto una curva di compaesani. La prima di questo Napoli veramente tutto nuovo è soprattutto questo, una malinconia nel cuore (e lo scrive chi il video di Ciro ancora non se l’è sentita di vederlo…) e una speranza che i nuovi arrivati sappiano davvero regalare le emozioni date da chi li ha preceduti, come ha detto Spalletti, facendo innamorare di nuovo, ogni giorno, ad ogni 90esimo, i tifosi, della Maglia Azzurra, al di là di chi la indossa. È un po’ come i nuovi inizi, dove si rimpiange ciò che era conosciuto ma si è incuriositi da ciò che verrà, nomi impronunziabili ed esordi inclusi, che bene fanno veramente. Ci sarà da guardare, da gioire si spera, e anche da criticare perché no, ma con il cuore leggero di chi ama ma sa che alla fine è solo calcio. O no?

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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