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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Napoli, un poker da sballo!"
25.02.2019 11:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Solo Zielinski, solo Milik, solo Ounas, solo Ancelotti allenatore vero, solo reti partenopee, insomma solo Napoli. È quanto è andato in scena al Tardini di Parma, dove i padroni di casa hanno lasciato agli avversari napoletani campo, gioco e risultato. E concedono anche, loro malgrado, un’impennata di gioia ai tifosi partenopei. Che di impennata ci fosse bisogno era cosa nota, e soprattutto gradita, in un paese dove Napoli e il Napoli riecheggiano invocati anche quando non giocano e anche quando con quello stadio e con certi tifosi non c’entrano nulla. Ma Napoli lo sa, il Napoli anche e la città si riscopre anche madre di illustri personaggi mogli di un certo Agnelli, passati a miglior vita ma di una vita con origini napoletane. Quasi a dire che chi insulta, quando inneggia a certi insulti e invoca certi vulcani, in fondo insulta la propria società al pari di quegli strani tifosi incolori dall’accento meridionale che il meridione però lo insultano e disprezzano in quel modo che va al di là dello sport. Mah. Ma il calcio è un giuoco a sé, è cosa nota, ed è lo stesso giuoco capace di far esultare i suoi sostenitori ben 4 volte in 90 e qualcosa minuti: una volta Zielinski, due Milik e una il neo entrato Ounas. È merito loro è chiaro, è merito di Ancelotti, è ancora più chiaro: lui che suggerisce azioni e modalità di gioco e segna persino suggerendo a Milik come farlo. Insomma, il Napoli c’è nonostante sia la città in questo momento a mancare. Eppure... Eppure domenica c’è la Juve al San Paolo. Eppure domenica c’è la partita nel campionato, quella che non è come le altre ma fa storia a se stante. Eppure domenica arrivano loro, quelli là, quelli contro cui si tifa in barba ad una nazionalità calcisticamente parlando quasi inesistente. Eppure, varrà la pena riempire lo stadio, non foss’altro che per vederlo da vicino un Napoli così bello come quello del poker contro il Parma, pregando Ognissanti che bello lo sia anche tra sette giorni, anzi di più. Si spera che il Napoli sia ancora più bello e sia ancora più Dries, a secco da troppo per uno come lui. Insomma, il Napoli sa essere bello. Deve solo crederci. E Napoli pure.

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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