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A NAPOLI - Il futuro del Panathlon: Schillirò lancia la svolta dell'associazionismo, incontro al Centro Velico della Marina Militare sul tema "Leadership e Membership"
04.11.2026 15:08 di Napoli Magazine
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E’ stata una giornata di confronti e di idee quella vissuta dal Panathlon Club di Napoli presieduto da Alfonso Pepe con i Club gemellati, sul tema "Leadership e Membership" nel Panathlon, che si è svolta nella sede del Centro Velico della Marina Militare.

Proposte e voglia di fare per rendere sempre più presente sul territorio il Panathlon International.

All’incontro hanno partecipato il vicepresidente del Panathlon Distretto Italia, Francesco Schillirò, con il presidente internazionale Giorgio Chinellato, il consigliere internazionale Fabiano Gerevini ed i rappresentanti dei club di Pavia, Ozieri, Trapani, Roma e Forte dei Marmi.

Un'occasione per tracciare linee e prospettive sullo sviluppo del Panathlon International del futuro.

Particolare l’intervento del vicepresidente del Panathlon Distretto Italia Francesco Schillirò, che ha illustrato il suo concetto di definizione del Panathlon come "piramide ibrida", per spiegare la struttura e la natura organizzativa dell'associazione: la struttura piramidale rappresenta la gerarchica dei club di servizio e delle associazioni benemerite del CONI. Con al vertice gli organi nazionali ed internazionali, come il Distretto o i Governatori, che tracciano linee guida e mantengono saldi i valori istituzionali. Poi c’è la componente ibrida, i Club intesi come motore.

"L'ibridazione nasce dal fatto che la vera linfa vitale e la spinta propulsiva non calano dall'alto della piramide, ma risiedono alla base - le parole di Schillirò - i singoli Club sul territorio ed i loro soci costituiscono il reale motore dell'intera Associazione. Senza la partecipazione attiva e l'iniziativa dal basso dei Club locali, l'intera impalcatura istituzionale rimarrebbe immobile”.

In sintesi, la "piramide ibrida" descrive un'organizzazione formale e verticale che riesce a funzionare e a diffondere i propri ideali etico-sportivi solo grazie a una spinta orizzontale e democratica che parte dalle proprie sezioni territoriali.

Francesco Schillirò si è soffermato anche sul tema della leadership nell'associazionismo, connessa al concetto di piramide ibrida.

La figura del leader è un facilitatore e non un capo perché se la base territoriale di un'organizzazione è il vero motore, la leadership non può basarsi sull’autorità gerarchica o su direttive provenienti dall’alto. Il leader del Panathlon, sia esso il Governatore o il Presidente di un Club, deve agire come un motivatore, creando le condizioni affinché i soci e i club esprimano al meglio le proprie iniziative. E infine, il legame indissolubile tra leadership e membership: il vicepresidente Panathlon Italia, ha  evidenziato come nel terzo settore e nei club di servizio si stia assistendo ad un calo degli iscritti, motivo per cui un buon leadership deve saper ascoltare e valorizzare le competenze dei singoli soci, favorendo il "noi di gruppo" e stimolando il senso di appartenenza e la democrazia interna, inoltre deve guidare il cambiamento traducendo i valori storici del Panathlon, il fair play, l'inclusione e il contrasto al doping, in progetti pratici capaci di attrarre le nuove generazioni. Fondamentale il dialogo con le scuole, le università e le istituzioni per incidere sulle politiche sportive, non come concetti astratti ma come competenze educative da formare.

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A NAPOLI - Il futuro del Panathlon: Schillirò lancia la svolta dell'associazionismo, incontro al Centro Velico della Marina Militare sul tema "Leadership e Membership"

di Napoli Magazine

04/11/2026 - 15:08

E’ stata una giornata di confronti e di idee quella vissuta dal Panathlon Club di Napoli presieduto da Alfonso Pepe con i Club gemellati, sul tema "Leadership e Membership" nel Panathlon, che si è svolta nella sede del Centro Velico della Marina Militare.

Proposte e voglia di fare per rendere sempre più presente sul territorio il Panathlon International.

All’incontro hanno partecipato il vicepresidente del Panathlon Distretto Italia, Francesco Schillirò, con il presidente internazionale Giorgio Chinellato, il consigliere internazionale Fabiano Gerevini ed i rappresentanti dei club di Pavia, Ozieri, Trapani, Roma e Forte dei Marmi.

Un'occasione per tracciare linee e prospettive sullo sviluppo del Panathlon International del futuro.

Particolare l’intervento del vicepresidente del Panathlon Distretto Italia Francesco Schillirò, che ha illustrato il suo concetto di definizione del Panathlon come "piramide ibrida", per spiegare la struttura e la natura organizzativa dell'associazione: la struttura piramidale rappresenta la gerarchica dei club di servizio e delle associazioni benemerite del CONI. Con al vertice gli organi nazionali ed internazionali, come il Distretto o i Governatori, che tracciano linee guida e mantengono saldi i valori istituzionali. Poi c’è la componente ibrida, i Club intesi come motore.

"L'ibridazione nasce dal fatto che la vera linfa vitale e la spinta propulsiva non calano dall'alto della piramide, ma risiedono alla base - le parole di Schillirò - i singoli Club sul territorio ed i loro soci costituiscono il reale motore dell'intera Associazione. Senza la partecipazione attiva e l'iniziativa dal basso dei Club locali, l'intera impalcatura istituzionale rimarrebbe immobile”.

In sintesi, la "piramide ibrida" descrive un'organizzazione formale e verticale che riesce a funzionare e a diffondere i propri ideali etico-sportivi solo grazie a una spinta orizzontale e democratica che parte dalle proprie sezioni territoriali.

Francesco Schillirò si è soffermato anche sul tema della leadership nell'associazionismo, connessa al concetto di piramide ibrida.

La figura del leader è un facilitatore e non un capo perché se la base territoriale di un'organizzazione è il vero motore, la leadership non può basarsi sull’autorità gerarchica o su direttive provenienti dall’alto. Il leader del Panathlon, sia esso il Governatore o il Presidente di un Club, deve agire come un motivatore, creando le condizioni affinché i soci e i club esprimano al meglio le proprie iniziative. E infine, il legame indissolubile tra leadership e membership: il vicepresidente Panathlon Italia, ha  evidenziato come nel terzo settore e nei club di servizio si stia assistendo ad un calo degli iscritti, motivo per cui un buon leadership deve saper ascoltare e valorizzare le competenze dei singoli soci, favorendo il "noi di gruppo" e stimolando il senso di appartenenza e la democrazia interna, inoltre deve guidare il cambiamento traducendo i valori storici del Panathlon, il fair play, l'inclusione e il contrasto al doping, in progetti pratici capaci di attrarre le nuove generazioni. Fondamentale il dialogo con le scuole, le università e le istituzioni per incidere sulle politiche sportive, non come concetti astratti ma come competenze educative da formare.