Attualità
L'ANALISI - Infanzia: Save the Children, Campania al 1° posto in Italia per “povertà educativa” di bambini e adolescenti, a pari merito con la Sicilia
09.05.2016 11:09 di Napoli Magazine
aA

È la Campania, a pari merito con la Sicilia, a detenere il triste primato delle regioni italiane con la maggiore “povertà educativa”, cioè quelle in cui è più scarsa e inadeguata l’offerta di servizi e opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. La classifica, che accorpa le regioni italiane in 8 fasce, ciascuna delle quali comprende un intervallo di 5 punti percentuali, vede come contraltare Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, le aree più “ricche” di offerta formativa ed extracurriculare per i minori. In questo ritratto dell’Italia, che emerge dal rapporto inedito di Save the Children Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo? e dal relativo indice di povertà educativa (IPE)[1] regionale presentato oggi a Roma in occasione della Conferenza di rilancio della Campagna Illuminiamo il Futuro, la situazione della Campania è certamente molto preoccupante.  Una regione in cui è gravemente insufficiente l’offerta educativa, che si ripercuote sulle opportunità e capacità di apprendimento dei ragazzi, che hanno gravi lacune nelle competenze e pochissime possibilità di partecipare ad attività ricreative e culturali.

 

In Campania è quasi nulla l’offerta di servizi all’infanzia, dove solo il 3% dei bambini tra 0 e 2 anni può accedere ad un asilo nido pubblico o usufruire di un servizio integrativo. Solo la Calabria riesce peggio (2%), a fronte di una media nazionale del 13%. Anche il tempo pieno sembra essere un miraggio per la maggior parte dei bambini e ragazzi campani: nelle classi delle scuole primarie è assente nell’89% dei casi e la situazione non migliora molto nelle scuole secondarie di rimo grado, dove è l’84% dei ragazzi a non poter frequentare la scuola tutto il giorno. Ancora una volta risultati molto al di sotto non soltanto delle regioni più virtuose, ma anche dalla media nazionale, soprattutto nel caso della scuola primaria, dove a livello nazionale si ha una percentuale del 68%, dato che per la secondaria di primo grado è dell’80%.

 

L’offerta di mense scolastiche, già inadeguata a livello nazionale (48% senza mensa), peggiora drasticamente in Campania, dove il 65% delle classi non hanno a disposizione questo servizio. E, per concludere la lista nera delle mancanze della regione nell’offerta formativa, i dati OCSE –PISA, ci raccontano di un 72% di studenti che frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’approfondimento. Un dato relativamente positivo è invece rappresentato dal progetto Scuola 2.0, rappresentato dalle aule dotate di connessione internet, che in Campania manca nel 27% delle classi. Restano però ancora molto limitati i programmi didattici volti a favorire l’acquisizione di competenze digitali da parte dei minori.

 

A risentire per primi delle mancanze formative sono i ragazzi, che ottengono risultati non sufficienti nelle performance scolastiche, anche in questo caso molto al di sotto della media nazionale: quasi il 28% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 36% in matematica (20% e 25% le rispettive media nazionali).  Tra le conseguenze peggiori, però, c’è il fenomeno della dispersione scolastica[2], che mostra una percentuale altissima di ragazzi che lascia precocemente la scuola, arrivando ad una quota del 20% nella regione Campania. Si tratta di un dato drammatico, secondo solo a quella di Sicilia e Sardegna (24%), lontano dalla media nazionale del 15% e lontanissimo dalla soglia massima del 10% fissata dall’Unione Europea per il 2020 e dal 5% per il 2030.

 

Oltre al percorso scolastico uno degli elementi fondamentali per contrastare la povertà educativa è determinato dal contesto di vita al di fuori delle mura scolastiche: andare a teatro, o ad un concerto, visitare musei, siti archeologici o monumenti, svolgere regolarmente attività sportive, leggere libri o utilizzare internet, sono tutti fondamentali indicatori dell’opportunità o della privazione educativa. Nel Sud e nelle Isole la privazione culturale e ricreativa è più marcata, arrivando all’84% della Campania, nelle regioni del Nord riguarda comunque circa la metà dei minori considerati, dove solo le province di Trento e Bolzano scendono al di sotto di questa soglia (rispettivamente 49% e 41%).

 

L’analisi di Save the Children conferma la stretta correlazione tra povertà materiale e povertà educativa: è proprio nelle regioni ai primi posti nella classifica di Save the Children sulla povertà educativa che si registrano i tassi di povertà più elevati d’Italia. In Italia sono 1.045.000 i bambini che vivono in povertà assoluta e poco meno di due milioni quelli che vivono in povertà relativa (il 19%), ma ancora una volta è il Sud a vivere la situazione peggiore, dove più di un terzo dei minori si trova questa condizione.

 

Dal rapporto di Save the Children emerge, infine, una connessione molto forte anche tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione e formazione. Come in un circolo vizioso, infatti, i bambini e gli adolescenti che nascono in zone dove maggiore è l’incidenza della povertà economica e che offrono poche opportunità di apprendimento a scuola e sul territorio, una volta diventati giovani adulti rischiano di essere esclusi, perpetrando questa condizione per le generazioni successive. 

 

“I bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione economica sono i più esposti alla povertà educativa, che li colpisce spesso già nei primi anni di vita, determinando un ritardo nell’apprendimento e nella crescita personale ed emotiva, che difficilmente potrà essere colmato crescendo”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Coloro che nascono in condizioni di svantaggio e ai quali vengono negate le opportunità di apprendere, saranno gli esclusi di domani. Un Paese che non garantisce diritti, doveri e opportunità uguali per tutti, soffocando sul nascere le aspirazioni e i talenti dei nostri figli, non è solo un Paese ingiusto, ma un Paese senza futuro”.

 

Per contrastare la povertà educativa, nel maggio 2014 Save the Children ha lanciato la campagna Illuminiamo il Futuro, per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno. “La povertà educativa che Save the Children ha individuato come una delle più gravi emergenze del nostro Paese, è finalmente entrata anche nell’agenda delle istituzioni, con la creazione del Fondo per il contrasto alla povertà educativa istituito in via sperimentare con l’ultima legge di Stabilità, e questo rappresenta certamente un passo importante”, continua Valerio Neri. “Per far sì che tutti i bambini possano apprendere, sviluppare talenti e aspirazioni, che possano aver accesso ad un’offerta educativa di qualità e che si possa eliminare la povertà minorile – i tre obiettivi che la campagna Illuminiamo il Futuro promossa dalla nostra organizzazione si è proposta di perseguire entro il 2030 - è necessario creare delle vere e propriecomunità educanti. Per questo abbiamo coinvolto attorno a questo obiettivo un movimento ampio di associazioni, enti, persone, impegnate nel contrasto alla povertà educativa”. 

 

La campagna si caratterizza quest’anno per la nuova iniziativa “7 giorni per il futuro”, una settimana con circa 400 eventi e iniziative in tutta Italia, promossi da più di 250 tra enti e associazioni, dedicati ai bambini e alle famiglie per informare e sensibilizzare sull’importanza delle risorse educative per la crescita dei più piccoli.

 

“La Campania è una delle regioni con i peggiori indicatori sia dal punto di vista dell’offerta formativa, che da quello dell’apprendimento di bambini e ragazzi” spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “La condizione economica difficile in cui vivono molte famiglie, certamente contribuisce a peggiorare le performance scolastiche di bambini e ragazzi, molti dei quali si sentono sconfitti e abbandonano precocemente la scuola. Incontriamo ogni giorno famiglie e ragazzi che faticano ad affrontare le spese per l’acquisto di testi scolastici, per pagare il trasporto dei bambini da casa a scuola o assolvere alla retta della mensa, nonché l’impossibilità di garantire ai figli la partecipazione alle attività extrascolastiche. Tutto questo ci conferma che eliminare la povertà minorile è uno degli elementi indispensabili per favorire la crescita educativa dei bambini e dei ragazzi. Non possiamo permettere che ci siano ragazzi che vengono lasciati indietro”.

 

L’intervento programmatico di Save the Children in Campania per il contrasto alla povertà educativa

 

Dall’inizio della campagna, Save the Children ha attivato in tutto il territorio nazionale 16 Punti Luce, in 9 regioni: Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Gioiosa Ionica, Scalea, Napoli (3 Punti Luce), Roma (2 Punti Luce), Genova, Torino, Milano (2 Punti Luce), Sassari. In occasione del rilancio della campagna, verranno inaugurati altri due Punti Luce, a L’Aquila e tra qualche settimana a Potenza. I Punti Luce spazi ad alta densità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati delle città, all’interno dei quali i bambini tra i 6 e i 16 anni e le loro famiglie usufruiscono di diverse attività gratuite, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, educazione alla genitorialità, consulenze pedagogiche, pediatriche e legali. I Punti Luce hanno finora accolto complessivamente circa 5500 minori. Nel solo 2015 sono stati più di 4800 i bambini e ragazzi ad essere stati coinvolti nelle attività, di cui quasi 3100 sono iscritti e frequentano regolarmente i centri. Sono inoltre state assegnate 500 doti educative, piani formativi personalizzati per bambini in condizioni accertate di povertà, che prevedono anche un contributo economico per l’acquisto, ad esempio, di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino. A Napoli sono tre i Punti Luce aperti da Save the Children nei rioni Sanità, Barra e Chiaiano, con circa 400 bambini e adolescenti che frequentano regolarmente i centri e quasi 800 coinvolti in almeno un’attività dall’inizio del progetto.

 

La Campagna “Illuminiamo il futuro 2016” e i “7 Giorni per il Futuro”

 

La campagna ripartirà il 9 maggio, con un evento di lancio a Roma in cui verrà diffuso il nuovo Indice della Povertà educativa.

 

Dal 9 al 15 maggio, il Segretariato Sociale della Rai dedicherà alla campagna Illuminiamo il Futuro degli spazi per la sensibilizzazione e l’informazione sul tema della povertà educativa. La Rai ha inoltre voluto ulteriormente supportare la campagna attraverso una media partnership con la TGR – Testata Giornalistica Regionale, per dare rilievo al lavoro sul territorio di Save the Children e agli appuntamenti dell’iniziativa “7 giorni per l’infanzia”.

 

L’idea creativa dello spot della campagna “Illuminiamo il futuro 2016”, che mette al centro l’importanza di offrire opportunità educative ai proprio figli per dare loro gli strumenti per realizzarsi pienamente, è dell’agenzia Publicis.

 

Tra i media partner anche Boing (canale 40 del DTT), RTL e Vita.

 

Hanno prestato la loro immagine a supporto della campagna Illuminiamo il Futuro, per il video e gli scatti realizzati dal noto fotografo Fabio Lovino: Cesare Bocci, Irene Ferri, Anna Foglietta, Vinicio Marchioni, Maya Sansa e Andrea Sartoretti.

 

Insieme sul territorio per Illuminiamo il Futuro

 

Tantissime le realtà sul territorio che hanno aderito alla campagna Illuminiamo il Futuro di Save the Children, anche attraverso una serie di iniziative ed eventi in tutta Italia, volti a contrastare la povertà educativa e che rientrano nel calendario dell’iniziativa “7 Giorni per il Futuro”. Ciascun giorno di questa settimana sarà dedicato ad un tema, a partire dal lunedì, dedicato alla scuola, per seguire poi con i temi ambiente e spazi, arte e cultura, servizi da 0 a 6 anni e lettura per i bambini, musica, sport e sani stili di vita, concludendo la domenica con quello della partecipazione attiva dei ragazzi e delle famiglie.

 

Tantissimi gli eventi che coinvolgeranno migliaia di bambini e famiglie in tutta Campania, dal concerto dell’orchestra giovanile Sanitaensamble alla Giornata del Libro dedicata alle mamme, all’interno del Progetto Fiocchi in Ospedale al Cardarelli. Molte le manifestazioni sportive dedicate ai più piccoli in tutto il territorio regionale. Infine, domenica 14 maggio, un flashmob a Piazza del Gesù a Napoli, cui parteciperanno bambini e genitori per sensibilizzare sull’importanza degli stimoli e le opportunità educative.

 

Foto di Paolo Patruno

ULTIMISSIME ATTUALITÀ
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'ANALISI - Infanzia: Save the Children, Campania al 1° posto in Italia per “povertà educativa” di bambini e adolescenti, a pari merito con la Sicilia

di Napoli Magazine

09/05/2016 - 11:09

È la Campania, a pari merito con la Sicilia, a detenere il triste primato delle regioni italiane con la maggiore “povertà educativa”, cioè quelle in cui è più scarsa e inadeguata l’offerta di servizi e opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. La classifica, che accorpa le regioni italiane in 8 fasce, ciascuna delle quali comprende un intervallo di 5 punti percentuali, vede come contraltare Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, le aree più “ricche” di offerta formativa ed extracurriculare per i minori. In questo ritratto dell’Italia, che emerge dal rapporto inedito di Save the Children Liberare i bambini dalla povertà educativa: a che punto siamo? e dal relativo indice di povertà educativa (IPE)[1] regionale presentato oggi a Roma in occasione della Conferenza di rilancio della Campagna Illuminiamo il Futuro, la situazione della Campania è certamente molto preoccupante.  Una regione in cui è gravemente insufficiente l’offerta educativa, che si ripercuote sulle opportunità e capacità di apprendimento dei ragazzi, che hanno gravi lacune nelle competenze e pochissime possibilità di partecipare ad attività ricreative e culturali.

 

In Campania è quasi nulla l’offerta di servizi all’infanzia, dove solo il 3% dei bambini tra 0 e 2 anni può accedere ad un asilo nido pubblico o usufruire di un servizio integrativo. Solo la Calabria riesce peggio (2%), a fronte di una media nazionale del 13%. Anche il tempo pieno sembra essere un miraggio per la maggior parte dei bambini e ragazzi campani: nelle classi delle scuole primarie è assente nell’89% dei casi e la situazione non migliora molto nelle scuole secondarie di rimo grado, dove è l’84% dei ragazzi a non poter frequentare la scuola tutto il giorno. Ancora una volta risultati molto al di sotto non soltanto delle regioni più virtuose, ma anche dalla media nazionale, soprattutto nel caso della scuola primaria, dove a livello nazionale si ha una percentuale del 68%, dato che per la secondaria di primo grado è dell’80%.

 

L’offerta di mense scolastiche, già inadeguata a livello nazionale (48% senza mensa), peggiora drasticamente in Campania, dove il 65% delle classi non hanno a disposizione questo servizio. E, per concludere la lista nera delle mancanze della regione nell’offerta formativa, i dati OCSE –PISA, ci raccontano di un 72% di studenti che frequenta scuole dotate di infrastrutture insufficienti a garantire l’approfondimento. Un dato relativamente positivo è invece rappresentato dal progetto Scuola 2.0, rappresentato dalle aule dotate di connessione internet, che in Campania manca nel 27% delle classi. Restano però ancora molto limitati i programmi didattici volti a favorire l’acquisizione di competenze digitali da parte dei minori.

 

A risentire per primi delle mancanze formative sono i ragazzi, che ottengono risultati non sufficienti nelle performance scolastiche, anche in questo caso molto al di sotto della media nazionale: quasi il 28% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenze in lettura e il 36% in matematica (20% e 25% le rispettive media nazionali).  Tra le conseguenze peggiori, però, c’è il fenomeno della dispersione scolastica[2], che mostra una percentuale altissima di ragazzi che lascia precocemente la scuola, arrivando ad una quota del 20% nella regione Campania. Si tratta di un dato drammatico, secondo solo a quella di Sicilia e Sardegna (24%), lontano dalla media nazionale del 15% e lontanissimo dalla soglia massima del 10% fissata dall’Unione Europea per il 2020 e dal 5% per il 2030.

 

Oltre al percorso scolastico uno degli elementi fondamentali per contrastare la povertà educativa è determinato dal contesto di vita al di fuori delle mura scolastiche: andare a teatro, o ad un concerto, visitare musei, siti archeologici o monumenti, svolgere regolarmente attività sportive, leggere libri o utilizzare internet, sono tutti fondamentali indicatori dell’opportunità o della privazione educativa. Nel Sud e nelle Isole la privazione culturale e ricreativa è più marcata, arrivando all’84% della Campania, nelle regioni del Nord riguarda comunque circa la metà dei minori considerati, dove solo le province di Trento e Bolzano scendono al di sotto di questa soglia (rispettivamente 49% e 41%).

 

L’analisi di Save the Children conferma la stretta correlazione tra povertà materiale e povertà educativa: è proprio nelle regioni ai primi posti nella classifica di Save the Children sulla povertà educativa che si registrano i tassi di povertà più elevati d’Italia. In Italia sono 1.045.000 i bambini che vivono in povertà assoluta e poco meno di due milioni quelli che vivono in povertà relativa (il 19%), ma ancora una volta è il Sud a vivere la situazione peggiore, dove più di un terzo dei minori si trova questa condizione.

 

Dal rapporto di Save the Children emerge, infine, una connessione molto forte anche tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione e formazione. Come in un circolo vizioso, infatti, i bambini e gli adolescenti che nascono in zone dove maggiore è l’incidenza della povertà economica e che offrono poche opportunità di apprendimento a scuola e sul territorio, una volta diventati giovani adulti rischiano di essere esclusi, perpetrando questa condizione per le generazioni successive. 

 

“I bambini che vivono in condizioni di forte deprivazione economica sono i più esposti alla povertà educativa, che li colpisce spesso già nei primi anni di vita, determinando un ritardo nell’apprendimento e nella crescita personale ed emotiva, che difficilmente potrà essere colmato crescendo”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Coloro che nascono in condizioni di svantaggio e ai quali vengono negate le opportunità di apprendere, saranno gli esclusi di domani. Un Paese che non garantisce diritti, doveri e opportunità uguali per tutti, soffocando sul nascere le aspirazioni e i talenti dei nostri figli, non è solo un Paese ingiusto, ma un Paese senza futuro”.

 

Per contrastare la povertà educativa, nel maggio 2014 Save the Children ha lanciato la campagna Illuminiamo il Futuro, per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno. “La povertà educativa che Save the Children ha individuato come una delle più gravi emergenze del nostro Paese, è finalmente entrata anche nell’agenda delle istituzioni, con la creazione del Fondo per il contrasto alla povertà educativa istituito in via sperimentare con l’ultima legge di Stabilità, e questo rappresenta certamente un passo importante”, continua Valerio Neri. “Per far sì che tutti i bambini possano apprendere, sviluppare talenti e aspirazioni, che possano aver accesso ad un’offerta educativa di qualità e che si possa eliminare la povertà minorile – i tre obiettivi che la campagna Illuminiamo il Futuro promossa dalla nostra organizzazione si è proposta di perseguire entro il 2030 - è necessario creare delle vere e propriecomunità educanti. Per questo abbiamo coinvolto attorno a questo obiettivo un movimento ampio di associazioni, enti, persone, impegnate nel contrasto alla povertà educativa”. 

 

La campagna si caratterizza quest’anno per la nuova iniziativa “7 giorni per il futuro”, una settimana con circa 400 eventi e iniziative in tutta Italia, promossi da più di 250 tra enti e associazioni, dedicati ai bambini e alle famiglie per informare e sensibilizzare sull’importanza delle risorse educative per la crescita dei più piccoli.

 

“La Campania è una delle regioni con i peggiori indicatori sia dal punto di vista dell’offerta formativa, che da quello dell’apprendimento di bambini e ragazzi” spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. “La condizione economica difficile in cui vivono molte famiglie, certamente contribuisce a peggiorare le performance scolastiche di bambini e ragazzi, molti dei quali si sentono sconfitti e abbandonano precocemente la scuola. Incontriamo ogni giorno famiglie e ragazzi che faticano ad affrontare le spese per l’acquisto di testi scolastici, per pagare il trasporto dei bambini da casa a scuola o assolvere alla retta della mensa, nonché l’impossibilità di garantire ai figli la partecipazione alle attività extrascolastiche. Tutto questo ci conferma che eliminare la povertà minorile è uno degli elementi indispensabili per favorire la crescita educativa dei bambini e dei ragazzi. Non possiamo permettere che ci siano ragazzi che vengono lasciati indietro”.

 

L’intervento programmatico di Save the Children in Campania per il contrasto alla povertà educativa

 

Dall’inizio della campagna, Save the Children ha attivato in tutto il territorio nazionale 16 Punti Luce, in 9 regioni: Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Gioiosa Ionica, Scalea, Napoli (3 Punti Luce), Roma (2 Punti Luce), Genova, Torino, Milano (2 Punti Luce), Sassari. In occasione del rilancio della campagna, verranno inaugurati altri due Punti Luce, a L’Aquila e tra qualche settimana a Potenza. I Punti Luce spazi ad alta densità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati delle città, all’interno dei quali i bambini tra i 6 e i 16 anni e le loro famiglie usufruiscono di diverse attività gratuite, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, educazione alla genitorialità, consulenze pedagogiche, pediatriche e legali. I Punti Luce hanno finora accolto complessivamente circa 5500 minori. Nel solo 2015 sono stati più di 4800 i bambini e ragazzi ad essere stati coinvolti nelle attività, di cui quasi 3100 sono iscritti e frequentano regolarmente i centri. Sono inoltre state assegnate 500 doti educative, piani formativi personalizzati per bambini in condizioni accertate di povertà, che prevedono anche un contributo economico per l’acquisto, ad esempio, di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica o sportivo, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative individuate sulla base anche delle inclinazioni e talenti del singolo bambino. A Napoli sono tre i Punti Luce aperti da Save the Children nei rioni Sanità, Barra e Chiaiano, con circa 400 bambini e adolescenti che frequentano regolarmente i centri e quasi 800 coinvolti in almeno un’attività dall’inizio del progetto.

 

La Campagna “Illuminiamo il futuro 2016” e i “7 Giorni per il Futuro”

 

La campagna ripartirà il 9 maggio, con un evento di lancio a Roma in cui verrà diffuso il nuovo Indice della Povertà educativa.

 

Dal 9 al 15 maggio, il Segretariato Sociale della Rai dedicherà alla campagna Illuminiamo il Futuro degli spazi per la sensibilizzazione e l’informazione sul tema della povertà educativa. La Rai ha inoltre voluto ulteriormente supportare la campagna attraverso una media partnership con la TGR – Testata Giornalistica Regionale, per dare rilievo al lavoro sul territorio di Save the Children e agli appuntamenti dell’iniziativa “7 giorni per l’infanzia”.

 

L’idea creativa dello spot della campagna “Illuminiamo il futuro 2016”, che mette al centro l’importanza di offrire opportunità educative ai proprio figli per dare loro gli strumenti per realizzarsi pienamente, è dell’agenzia Publicis.

 

Tra i media partner anche Boing (canale 40 del DTT), RTL e Vita.

 

Hanno prestato la loro immagine a supporto della campagna Illuminiamo il Futuro, per il video e gli scatti realizzati dal noto fotografo Fabio Lovino: Cesare Bocci, Irene Ferri, Anna Foglietta, Vinicio Marchioni, Maya Sansa e Andrea Sartoretti.

 

Insieme sul territorio per Illuminiamo il Futuro

 

Tantissime le realtà sul territorio che hanno aderito alla campagna Illuminiamo il Futuro di Save the Children, anche attraverso una serie di iniziative ed eventi in tutta Italia, volti a contrastare la povertà educativa e che rientrano nel calendario dell’iniziativa “7 Giorni per il Futuro”. Ciascun giorno di questa settimana sarà dedicato ad un tema, a partire dal lunedì, dedicato alla scuola, per seguire poi con i temi ambiente e spazi, arte e cultura, servizi da 0 a 6 anni e lettura per i bambini, musica, sport e sani stili di vita, concludendo la domenica con quello della partecipazione attiva dei ragazzi e delle famiglie.

 

Tantissimi gli eventi che coinvolgeranno migliaia di bambini e famiglie in tutta Campania, dal concerto dell’orchestra giovanile Sanitaensamble alla Giornata del Libro dedicata alle mamme, all’interno del Progetto Fiocchi in Ospedale al Cardarelli. Molte le manifestazioni sportive dedicate ai più piccoli in tutto il territorio regionale. Infine, domenica 14 maggio, un flashmob a Piazza del Gesù a Napoli, cui parteciperanno bambini e genitori per sensibilizzare sull’importanza degli stimoli e le opportunità educative.

 

Foto di Paolo Patruno