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RADIO CRC - Napoli Basket, l'ex coach Sacripanti: "Se ci sono carenze strutturali è giusto cambiare, ci possono essere state scommesse sbagliate"
21.02.2026 14:55 di Napoli Magazine
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Pino Sacripanti, attuale coach dell’Estra Pistoia ed ex tecnico del Napoli Basket, è intervenuto nel corso della puntata numero 18 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di #RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC.

Piena di spunti l’intervista nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”.

A seguire le sue principali dichiarazioni, nel corso del talk tutto dedicato all’analisi del quarto di finale di Coppa Italia perso dagli azzurri a Torino contro i campioni d’Italia dell’Olidata Virtus Bologna.

PINO SACRIPANTI E LE SENSAZIONI SULLA NAPOLI ATTUALE - "Quando si viene da tante sconfitte consecutive si cercano dei cambiamenti. Vedendo la singola partita di coppa, il primo tempo mi è sembrato solido e in ritmo, nel secondo tempo Bologna ha alzato l'asticella, non facendolo sfruttare pick and roll e le uscite ai partenopei. La Coppa Italia si sa è la competizione dei miracoli, purtroppo non è accaduto stavolta. Per Napoli è ancora tutto aperto, però sono usciti dei difetti, come dei giocatori che non sono stati connessi per tutta la partita. Io credo che Mitrou-Long sia un giocatore di assoluto livello, che è ovvio che sia in un momento no. Se poi c'è qualche giocatore che ha problemi personali è un altro discorso, ma non mi sembra il caso di esprimermi".

PINO SACRIPANTI E IL MOMENTO "NO" DI MITROU-LONG - "Abbiamo tutti in mente il giocatore clamoroso che fu nell' esperienza a Brescia. Il greco è un giocatore che ha tutte le caratteristiche tecniche dalla sua. Ho letto qualche sua dichiarazione dove dice che tornerà più forte di prima, io un giocatore del genere lo terrei sempre e gli darei sempre fiducia. Ovvio che il contesto in cui si gioca fa tutto, avere dei compagni che sanno bene i meccanismi aiuta, ora sta a lui fare dei passi in avanti".

PINO SACRIPANTI E LA PRESA DI UN PLAY PURO PER NAPOLI - "Mi affiderei sempre a Mitrou-Long, non lo metterei in un angolo a tirare, andrei avanti con lui con tutto il bagaglio della fiducia".

PINO SACRIPANTI E IL CAMBIAMENTO DEI GIOCATORI A STAGIONE IN CORSO - "Se c'è una carenza strutturale è giusto cambiare. Ci possono essere state scommesse sbagliate, giocatori non adatti, il bagaglio di incertezze è multiplo. Personalmente sono molto più conservatore, io cerco di mantenere tutti, per esempio nell’anno della promozione a Napoli volevo prendere Burns perché ci mancava quel qualcosa di da poter mettere vicino ad Antonio Iannuzzi, e la proprietà mi aiutò ai tempi. Non credo, anche vedendo la partita di Coppa Italia, che ci siano tutti questi cambi da fare".

PINO SACRIPANTI E L'INTERESSE DEI FONDI AMERICANI NEL BASKET ITALIANO - "Ci sono tante realtà che sono in un momento di transizione: da un lato è un bene perché se c'è gente coi soldi in piazze più povere ben venga; dall' altro lato bisogna capire come si compirà NBA Europe, perché sì attira tanti soldi, ma forse si perderebbe quell'essenza di basket provinciale e casalingo. Vanno bene i consorzi perché più si va su più il budget deve aumentare e il presidente da solo ormai non può più esistere. Questo era anche il progetto di Napoli, che in partenza aveva tre proprietari tutti molto solidi. Anche sulle strutture e sui diritti televisivi si potrebbe fare meglio, ma soprattutto sui diritti per dare un prodotto che non sia solamente a pagamento”.

PINO SACRIPANTI, I RICORDI POSITIVI E NEGATIVI DELL' ESPERIENZA A NAPOLI - "È chiaro che si pensa anche alle difficoltà, ma io per antonomasia cerco di ricordare le cose belle della squadra e della città e fatemi aggiungere una parentesi sul teatro Sannazaro, luogo meraviglioso come tanti altri teatri in cui cercavo di andare ogni venerdì o quasi.

Ho nella testa la ricostruzione della squadra il primo anno, poi il covid, l’anno in A2 con la Coppa Italia - Jordan Parks che sembrava non dovesse giocare la finale poi strinse i denti - e naturalmente i playoff che abbiamo vinto. La stagione in A è stata troppo particolare: dopo 15 giornate fui scelto come miglior allenatore del campionato, nelle prime 11 partite abbiamo vinto sette gare giocando una bella pallacanestro fatta di contropiede, di sovrannumeri, di giocate sia di pick and roll sia all’interno, con una bella circolazione dentro-fuori. Abbiamo poi avuto una serie di vicissitudini come il covid in squadra, l'infortuno di Elegar, un leader come Josh Mayo che ci dovette lasciare. Ma lo ripeto: conservo solo i ricordi belli e vengo a Napoli sempre con moltissimo piacere".

PINO SACRIPANTI, COSA NON RIFAREBBE DELLA SUA ESPERIENZA A NAPOLI - "Domanda molto difficile: fui travolto dagli eventi, forse ingenuamente ho pensato che con un po' di calma e tranquillità si potevano risolvere certe dinamiche. Prendemmo Pargo, poi Lynch, poi Vitali e Totè ma abbiamo oggettivamente cambiato troppo. Anche per questo oggi sono sempre più dell'idea di mantenere la squadra così com'è, perché ripeto si rischia la confusione sull'identità tecnica e forse quello ha portato alle sconfitte e all' esonero. E tra le sconfitte, più che quella con Varese a decidere tutto fu la maledetta partita a Cremona che avevamo praticamente vinto".

PINO SACRIPANTI E UN PRONOSTICO SULLA COPPA ITALIA - "Per simpatia nei confronti dell’amico Mario Fioretti direi Tortona, ma Bologna se vuole sa essere molto molto solida in difesa, Brescia è collaudata e Milano ha sia il talento incredibile sia l’abitudine a giocare più spesso delle altre le partite ravvicinate. Vedo grandissimo equilibrio".

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21/02/2026 - 14:55

Pino Sacripanti, attuale coach dell’Estra Pistoia ed ex tecnico del Napoli Basket, è intervenuto nel corso della puntata numero 18 di “Speak&Roll”, in onda ogni venerdì dalle 20.30 alle 21.30 sulle frequenze (FM 100,5 MHZ, Canale 84 del digitale terrestre Campania) e piattaforme (Streaming video su www.crcnews.it, app gratuita di #RadioCRC in live su YouTube) di Radio CRC.

Piena di spunti l’intervista nel programma ideato da Stefano Prestisimone - storica firma de “Il Mattino” - e Davide Uccella, con le domande in studio e gli stimoli arrivati dai tifosi attraverso la linea WhatsApp di CRC, i social Facebook, Instagram e Telegram di Speak&Roll e dei partner “MemeNapoli” e “CanestroAzzurro”.

A seguire le sue principali dichiarazioni, nel corso del talk tutto dedicato all’analisi del quarto di finale di Coppa Italia perso dagli azzurri a Torino contro i campioni d’Italia dell’Olidata Virtus Bologna.

PINO SACRIPANTI E LE SENSAZIONI SULLA NAPOLI ATTUALE - "Quando si viene da tante sconfitte consecutive si cercano dei cambiamenti. Vedendo la singola partita di coppa, il primo tempo mi è sembrato solido e in ritmo, nel secondo tempo Bologna ha alzato l'asticella, non facendolo sfruttare pick and roll e le uscite ai partenopei. La Coppa Italia si sa è la competizione dei miracoli, purtroppo non è accaduto stavolta. Per Napoli è ancora tutto aperto, però sono usciti dei difetti, come dei giocatori che non sono stati connessi per tutta la partita. Io credo che Mitrou-Long sia un giocatore di assoluto livello, che è ovvio che sia in un momento no. Se poi c'è qualche giocatore che ha problemi personali è un altro discorso, ma non mi sembra il caso di esprimermi".

PINO SACRIPANTI E IL MOMENTO "NO" DI MITROU-LONG - "Abbiamo tutti in mente il giocatore clamoroso che fu nell' esperienza a Brescia. Il greco è un giocatore che ha tutte le caratteristiche tecniche dalla sua. Ho letto qualche sua dichiarazione dove dice che tornerà più forte di prima, io un giocatore del genere lo terrei sempre e gli darei sempre fiducia. Ovvio che il contesto in cui si gioca fa tutto, avere dei compagni che sanno bene i meccanismi aiuta, ora sta a lui fare dei passi in avanti".

PINO SACRIPANTI E LA PRESA DI UN PLAY PURO PER NAPOLI - "Mi affiderei sempre a Mitrou-Long, non lo metterei in un angolo a tirare, andrei avanti con lui con tutto il bagaglio della fiducia".

PINO SACRIPANTI E IL CAMBIAMENTO DEI GIOCATORI A STAGIONE IN CORSO - "Se c'è una carenza strutturale è giusto cambiare. Ci possono essere state scommesse sbagliate, giocatori non adatti, il bagaglio di incertezze è multiplo. Personalmente sono molto più conservatore, io cerco di mantenere tutti, per esempio nell’anno della promozione a Napoli volevo prendere Burns perché ci mancava quel qualcosa di da poter mettere vicino ad Antonio Iannuzzi, e la proprietà mi aiutò ai tempi. Non credo, anche vedendo la partita di Coppa Italia, che ci siano tutti questi cambi da fare".

PINO SACRIPANTI E L'INTERESSE DEI FONDI AMERICANI NEL BASKET ITALIANO - "Ci sono tante realtà che sono in un momento di transizione: da un lato è un bene perché se c'è gente coi soldi in piazze più povere ben venga; dall' altro lato bisogna capire come si compirà NBA Europe, perché sì attira tanti soldi, ma forse si perderebbe quell'essenza di basket provinciale e casalingo. Vanno bene i consorzi perché più si va su più il budget deve aumentare e il presidente da solo ormai non può più esistere. Questo era anche il progetto di Napoli, che in partenza aveva tre proprietari tutti molto solidi. Anche sulle strutture e sui diritti televisivi si potrebbe fare meglio, ma soprattutto sui diritti per dare un prodotto che non sia solamente a pagamento”.

PINO SACRIPANTI, I RICORDI POSITIVI E NEGATIVI DELL' ESPERIENZA A NAPOLI - "È chiaro che si pensa anche alle difficoltà, ma io per antonomasia cerco di ricordare le cose belle della squadra e della città e fatemi aggiungere una parentesi sul teatro Sannazaro, luogo meraviglioso come tanti altri teatri in cui cercavo di andare ogni venerdì o quasi.

Ho nella testa la ricostruzione della squadra il primo anno, poi il covid, l’anno in A2 con la Coppa Italia - Jordan Parks che sembrava non dovesse giocare la finale poi strinse i denti - e naturalmente i playoff che abbiamo vinto. La stagione in A è stata troppo particolare: dopo 15 giornate fui scelto come miglior allenatore del campionato, nelle prime 11 partite abbiamo vinto sette gare giocando una bella pallacanestro fatta di contropiede, di sovrannumeri, di giocate sia di pick and roll sia all’interno, con una bella circolazione dentro-fuori. Abbiamo poi avuto una serie di vicissitudini come il covid in squadra, l'infortuno di Elegar, un leader come Josh Mayo che ci dovette lasciare. Ma lo ripeto: conservo solo i ricordi belli e vengo a Napoli sempre con moltissimo piacere".

PINO SACRIPANTI, COSA NON RIFAREBBE DELLA SUA ESPERIENZA A NAPOLI - "Domanda molto difficile: fui travolto dagli eventi, forse ingenuamente ho pensato che con un po' di calma e tranquillità si potevano risolvere certe dinamiche. Prendemmo Pargo, poi Lynch, poi Vitali e Totè ma abbiamo oggettivamente cambiato troppo. Anche per questo oggi sono sempre più dell'idea di mantenere la squadra così com'è, perché ripeto si rischia la confusione sull'identità tecnica e forse quello ha portato alle sconfitte e all' esonero. E tra le sconfitte, più che quella con Varese a decidere tutto fu la maledetta partita a Cremona che avevamo praticamente vinto".

PINO SACRIPANTI E UN PRONOSTICO SULLA COPPA ITALIA - "Per simpatia nei confronti dell’amico Mario Fioretti direi Tortona, ma Bologna se vuole sa essere molto molto solida in difesa, Brescia è collaudata e Milano ha sia il talento incredibile sia l’abitudine a giocare più spesso delle altre le partite ravvicinate. Vedo grandissimo equilibrio".