Udinese-Napoli dovrà dire soprattutto se l'Uidnese ha benzina in corpo: la reazione con l'Az c'è stata, ma è apparsa "nervosa" più che dovuta alla forza mentale e, quindi, fisica, di chi sta bene. Del resto è da giorni che si supppone che questa squadra sia arrivata alla spia rossa, dopo una stagione di corsa. Inutile spiegare ancora che la causa è anche dovuta agli infortuni: Basta e Benatia sono fuori. Il promo non si sa se ce la farà nemmeno per Palermo, il secondo ha tempi di recupero attualmente incerti, sicuramente abbastanza lunghi. A loro si aggiungono Badu, Isla e l'acciaccato Feronetti che continua a giocare con un dolore alla spalla. Insomma dire che la squadra èincerottata non è una offessa. Solo che il 3-5-1-1 tanto caro a Guidolin basa le sue fondamenta proprio sulla forma fisica: se tutti stanno bene si vola, se la squadra sta male si soffre. Così nelle ultime 10 gare (coppa compresa), l'ìUidnese ha mantenuto una media da B in campionato ed è stata eliminata dall'Europa. Forse qualche accorgimento servirebbe. Guidolin ne parla dall'inizio dell'anno e solo i primi minuti contro l'Az si è visto PInzi dietro le punte, per poi dover tornare nei ranghi a causa dell'infortunio di Benatia. A questo punto gli uomini sono contati e il modulo diventa sempre più un vestito da adattare alla squadra e non vice versa: la logica direbbe che si potrebbe anche abbandonare la difesa a tre per un 4-3-3 che sfrutti il reparto che sta meglio, l'attacco. Guarda caso, quando è stato proposto giovedì con Fabbrini si sono avuti risultati eccellenti, anche se è mancato il gol. Insomm a la soluzione c'è anche in situazione d'emergenza. Un Handanovic; Ferronetti, Danilo, Domizzi, Pasquale; Pinzi, Pazienza, Asamoh; Fabbrini, Di Natale, Floro non può non essere preso in considerazione. Attaccare anche per dimostarare che non si ha paura. Chiudersi col Napoli diventerebbe un suicidio. Oggi la rifinitura pomeridiana darà le ultime risposte. Dall'altra parte si pensa al turnover: lì la panchina lo consente. Non ci sarà Maggio, uscito claudicante dallo Stamford Bridge, ci sarà Zuniga. In mediana Dzemaili per Gargano. Gokhan Inler, alla sua prima a Udine da ex è inamovibile: non sono previsti fischi particolari, ma sicuramente non verrà abbracciato..Sulla sinistra l'ex Dossena. In difesa Aronica con Campagnaro a destra e Britos a sinistra. Davanti Pandev al posto di Lavezzi a fare coppia con Cavani. Hamsik, inamovibile come trequartista. Leggendo i nomi salta all'occhio proprio la disponibilità della panchina. A Udine sta venendo meno proprio quella. Finchè i titolari c'erano tutto bene, ora che le riserve sono chiamti a sostituirli, Fabbrini a parte, non si hanno risposte. La chiave di volta della gara è qui: serve una scossa anche a Udine. Ieri la squadra ha pranzato assieme proprio per cementare il gruppo, ma una cosa è il senso di squadra, un conto i valori personali.
di Napoli Magazine
06/04/2012 - 04:47
Udinese-Napoli dovrà dire soprattutto se l'Uidnese ha benzina in corpo: la reazione con l'Az c'è stata, ma è apparsa "nervosa" più che dovuta alla forza mentale e, quindi, fisica, di chi sta bene. Del resto è da giorni che si supppone che questa squadra sia arrivata alla spia rossa, dopo una stagione di corsa. Inutile spiegare ancora che la causa è anche dovuta agli infortuni: Basta e Benatia sono fuori. Il promo non si sa se ce la farà nemmeno per Palermo, il secondo ha tempi di recupero attualmente incerti, sicuramente abbastanza lunghi. A loro si aggiungono Badu, Isla e l'acciaccato Feronetti che continua a giocare con un dolore alla spalla. Insomma dire che la squadra èincerottata non è una offessa. Solo che il 3-5-1-1 tanto caro a Guidolin basa le sue fondamenta proprio sulla forma fisica: se tutti stanno bene si vola, se la squadra sta male si soffre. Così nelle ultime 10 gare (coppa compresa), l'ìUidnese ha mantenuto una media da B in campionato ed è stata eliminata dall'Europa. Forse qualche accorgimento servirebbe. Guidolin ne parla dall'inizio dell'anno e solo i primi minuti contro l'Az si è visto PInzi dietro le punte, per poi dover tornare nei ranghi a causa dell'infortunio di Benatia. A questo punto gli uomini sono contati e il modulo diventa sempre più un vestito da adattare alla squadra e non vice versa: la logica direbbe che si potrebbe anche abbandonare la difesa a tre per un 4-3-3 che sfrutti il reparto che sta meglio, l'attacco. Guarda caso, quando è stato proposto giovedì con Fabbrini si sono avuti risultati eccellenti, anche se è mancato il gol. Insomm a la soluzione c'è anche in situazione d'emergenza. Un Handanovic; Ferronetti, Danilo, Domizzi, Pasquale; Pinzi, Pazienza, Asamoh; Fabbrini, Di Natale, Floro non può non essere preso in considerazione. Attaccare anche per dimostarare che non si ha paura. Chiudersi col Napoli diventerebbe un suicidio. Oggi la rifinitura pomeridiana darà le ultime risposte. Dall'altra parte si pensa al turnover: lì la panchina lo consente. Non ci sarà Maggio, uscito claudicante dallo Stamford Bridge, ci sarà Zuniga. In mediana Dzemaili per Gargano. Gokhan Inler, alla sua prima a Udine da ex è inamovibile: non sono previsti fischi particolari, ma sicuramente non verrà abbracciato..Sulla sinistra l'ex Dossena. In difesa Aronica con Campagnaro a destra e Britos a sinistra. Davanti Pandev al posto di Lavezzi a fare coppia con Cavani. Hamsik, inamovibile come trequartista. Leggendo i nomi salta all'occhio proprio la disponibilità della panchina. A Udine sta venendo meno proprio quella. Finchè i titolari c'erano tutto bene, ora che le riserve sono chiamti a sostituirli, Fabbrini a parte, non si hanno risposte. La chiave di volta della gara è qui: serve una scossa anche a Udine. Ieri la squadra ha pranzato assieme proprio per cementare il gruppo, ma una cosa è il senso di squadra, un conto i valori personali.