Aspettando i recuperi per le partite non giocate a causa della Supercoppa Italiana, e che potrebbero modificare la classifica, l'attesissima sfida-scudetto è andata negli archivi. Se l'Inter può dirsi soddisfatta per una grande prestazione e la personalità mostrata nei momenti-chiave della partita, dall'altro si lecca le ferite per l'ennesimo big match non vinto. Il Napoli, di contro, ha riconquistato un punto d'oro con un sontuoso McTominay, doppietta e ruolo da assoluto protagonista. L'analisi del big match.
L'occasione sprecata dell'Inter. L'Inter aveva una chance imperdibile per tentare di dare una spallata alla Serie A. Con una vittoria, i nerazzurri avrebbero allungato la classifica: +5 sul Milan, fermato dalla Fiorentina, e +7 sul Napoli. Quella vittoria sembrava in pugno dopo il rigore segnato da Hakan Calhanoglu, che ha completato il suo redemption arc dopo l'errore di un anno fa contro il Napoli, invece è sfumata col 2-2 azzurro firmato da McTominay. L'atteggiamento dell'Inter, dominante nel primo tempo e cinica nella ripresa, era stato quello giusto. A condannare i nerazzurri è stata ancora la difesa, imprecisa e distratta in una delle partite più importanti della stagione. Nel match più atteso è mancato Akanji, sovrastato da Hojlund e in tilt sui gol, e sono tornati quei vecchi problemi nei big match. La statistica deve far riflettere, perché dalla scorsa stagione l'Inter non ha vinto nessuna sfida contro Milan, Napoli e Juventus in tutte le competizioni. Sono tredici i match senza successi, con sei pari e sette sconfitte. Numeri che sono costati lo scudetto l'anno scorso e hanno impedito la fuga quest'anno, visto che Chivu e i suoi sono stati quasi perfetti con le piccole. I nerazzurri speravano di essersi sbloccati con le vittorie sull'Atalanta e sul Bologna, e quella prestazione da urlo col Como, invece hanno ritrovato le vecchie distrazioni contro Conte.
La classifica resta cortissima, con l'Inter a quota 43 punti e il +3 sul Milan, mentre il Napoli resta a -4. Al suo fianco la Roma e, potenzialmente, la Juventus qualora vincesse stasera contro la Cremonese. Potrebbe non essere corsa a due per lo scudetto, e Conte deve ringraziare McTominay. McTominay tiene in vita la lotta-scudetto Già, McTominay, l'uomo della provvidenza di un Napoli che ha rischiato di perdere sia col Verona che contro l'Inter. In entrambe occasioni è apparso lo scozzese, col suo mantello dai colori bianco e Azure Blue, per salvare la formazione guidata da un nervosissimo Conte (espulso per proteste). Sono stati tre i gol in quattro giorni per McTominay, che ha consentito a un Napoli imbottito d'assenti di aggrapparsi con le unghie e con i denti alla lotta scudetto. Lo scozzese è tornato a segnare e incidere in zona-gol proprio nel momento del maggior bisogno, nonostante l'arretramento nello scacchiere di Conte, e ieri sera ha chiuso da Mvp. I suoi inserimenti sono stati sontuosi e hanno mandato in tilt l'impianto difensivo di Chivu, con due gol che hanno consentito al Napoli di riprendere la sfida. McTominay è stato il volto del Napoli, impreciso in difesa, Hojlund invece la presenza oscura che ha disinnescato Akanji. Il danese è stato perfetto per tutto l'arco del match, stravincendo il duello con lo svizzero, e gli è mancato solo il gol. Avrebbe potuto trovarlo in quel quarto d'ora di dominio del Napoli nell'avvio della ripresa, che invece è stato seguito dal 2-1 nerazzurro e dalla reazione a fine gara. Sia Conte che Chivu l'hanno raddrizzata coi cambi (Mkhitaryan e Lang), ed entrambi hanno avuto delle grandi delusioni: malissimo Akanji e male gli attaccanti per l'Inter, deludenti Rrahmani e i veterani per Conte.
Il pari, tutto sommato, è giusto e la lotta-scudetto resta apertissima dopo un pari-spettacolo, che è stato un manifesto del nostro calcio. Non sono chiaramente mancate le polemiche, con l'Inter a chiedere l'espulsione di Juan Jesus per due body-check su Thuram non puniti neanche col giallo, e Conte furioso dopo il rigore assegnato su Mkhitaryan. Il penalty, però, c'era e l'arbitraggio permissivo di Doveri (pochissimi falli fischiati) ci ha consentito di vivere una sfida dai ritmi inglesi.
di Napoli Magazine
12/01/2026 - 09:44
Aspettando i recuperi per le partite non giocate a causa della Supercoppa Italiana, e che potrebbero modificare la classifica, l'attesissima sfida-scudetto è andata negli archivi. Se l'Inter può dirsi soddisfatta per una grande prestazione e la personalità mostrata nei momenti-chiave della partita, dall'altro si lecca le ferite per l'ennesimo big match non vinto. Il Napoli, di contro, ha riconquistato un punto d'oro con un sontuoso McTominay, doppietta e ruolo da assoluto protagonista. L'analisi del big match.
L'occasione sprecata dell'Inter. L'Inter aveva una chance imperdibile per tentare di dare una spallata alla Serie A. Con una vittoria, i nerazzurri avrebbero allungato la classifica: +5 sul Milan, fermato dalla Fiorentina, e +7 sul Napoli. Quella vittoria sembrava in pugno dopo il rigore segnato da Hakan Calhanoglu, che ha completato il suo redemption arc dopo l'errore di un anno fa contro il Napoli, invece è sfumata col 2-2 azzurro firmato da McTominay. L'atteggiamento dell'Inter, dominante nel primo tempo e cinica nella ripresa, era stato quello giusto. A condannare i nerazzurri è stata ancora la difesa, imprecisa e distratta in una delle partite più importanti della stagione. Nel match più atteso è mancato Akanji, sovrastato da Hojlund e in tilt sui gol, e sono tornati quei vecchi problemi nei big match. La statistica deve far riflettere, perché dalla scorsa stagione l'Inter non ha vinto nessuna sfida contro Milan, Napoli e Juventus in tutte le competizioni. Sono tredici i match senza successi, con sei pari e sette sconfitte. Numeri che sono costati lo scudetto l'anno scorso e hanno impedito la fuga quest'anno, visto che Chivu e i suoi sono stati quasi perfetti con le piccole. I nerazzurri speravano di essersi sbloccati con le vittorie sull'Atalanta e sul Bologna, e quella prestazione da urlo col Como, invece hanno ritrovato le vecchie distrazioni contro Conte.
La classifica resta cortissima, con l'Inter a quota 43 punti e il +3 sul Milan, mentre il Napoli resta a -4. Al suo fianco la Roma e, potenzialmente, la Juventus qualora vincesse stasera contro la Cremonese. Potrebbe non essere corsa a due per lo scudetto, e Conte deve ringraziare McTominay. McTominay tiene in vita la lotta-scudetto Già, McTominay, l'uomo della provvidenza di un Napoli che ha rischiato di perdere sia col Verona che contro l'Inter. In entrambe occasioni è apparso lo scozzese, col suo mantello dai colori bianco e Azure Blue, per salvare la formazione guidata da un nervosissimo Conte (espulso per proteste). Sono stati tre i gol in quattro giorni per McTominay, che ha consentito a un Napoli imbottito d'assenti di aggrapparsi con le unghie e con i denti alla lotta scudetto. Lo scozzese è tornato a segnare e incidere in zona-gol proprio nel momento del maggior bisogno, nonostante l'arretramento nello scacchiere di Conte, e ieri sera ha chiuso da Mvp. I suoi inserimenti sono stati sontuosi e hanno mandato in tilt l'impianto difensivo di Chivu, con due gol che hanno consentito al Napoli di riprendere la sfida. McTominay è stato il volto del Napoli, impreciso in difesa, Hojlund invece la presenza oscura che ha disinnescato Akanji. Il danese è stato perfetto per tutto l'arco del match, stravincendo il duello con lo svizzero, e gli è mancato solo il gol. Avrebbe potuto trovarlo in quel quarto d'ora di dominio del Napoli nell'avvio della ripresa, che invece è stato seguito dal 2-1 nerazzurro e dalla reazione a fine gara. Sia Conte che Chivu l'hanno raddrizzata coi cambi (Mkhitaryan e Lang), ed entrambi hanno avuto delle grandi delusioni: malissimo Akanji e male gli attaccanti per l'Inter, deludenti Rrahmani e i veterani per Conte.
Il pari, tutto sommato, è giusto e la lotta-scudetto resta apertissima dopo un pari-spettacolo, che è stato un manifesto del nostro calcio. Non sono chiaramente mancate le polemiche, con l'Inter a chiedere l'espulsione di Juan Jesus per due body-check su Thuram non puniti neanche col giallo, e Conte furioso dopo il rigore assegnato su Mkhitaryan. Il penalty, però, c'era e l'arbitraggio permissivo di Doveri (pochissimi falli fischiati) ci ha consentito di vivere una sfida dai ritmi inglesi.