Jurgen Klopp, ex tecnico del Liverpool, nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport si è soffermato sui Mondiali in corso: "Prime impressioni su questo Mondiale? Molto positive. Sono partito dal Messico ed è stato incredibile. Sono andato allo stadio sei ore prima del calcio d'inizio e c'era una fila ininterrotta di gente che partiva dal centro. Un entusiasmo bestiale, contagioso, un'atmosfera unica. E poi a Dallas, a Houston, lo stesso. Magari con minore intensità ma l'ambiente è stato eccezionale ovunque sia andato. Non ho visto tutte le partite, però ne ho viste tante. In ogni incontro c'è una dimostrazione di qualità, e non è stato sempre così. Qui vedo una gran voglia di imporsi, di giocare, di segnare. Non ci sono speculazioni, le piccole vogliono impressionare, le grandi vogliono vincere. Mondiale a 48 squadre? Io lo ripeto da anni, ci sono troppe partite per i giocatori. Dicono che qui c'è solo una gara in più, una settimana in più, ma non è così. Per i top players in generale c'è troppo calcio. Quando vedo tutte queste nazioni piene di colore, felici, che si divertono, che si impegnano, penso a Curaçao, a Capo Verde, ad Haiti...È bellissimo. Butto fuori il professionista dal mio cervello e mi godo lo spettacolo. Hydration breaks? Capisco che ci sia una discussione, legittima. Allora: se ci sono 30-40 gradi sono necessari, assolutamente. Ma io non penso che ci sia un problema con le pause, c'è un problema con la loro lunghezza e con quello che le tv, o la Fifa, fanno durante gli stop. Mi piacerebbe aver avuto gli hydration breaks quando ero in panchina, sì, così come altre innovazioni tipo la Goal Line Technology, che ha preso piede quando ormai avevamo già perso una finale. La mia favorita? Dico Germania. Per ora una vittoria larga, un'altra vittoria, ma soprattutto, cambi che funzionano, ed è lì che si fa la squadra. Non vedo grandi margini per le sorprese e che dai quarti resterà solo il meglio del meglio. Ci saranno tutti i favoriti perché imporranno la propria qualità superiore e in più quelle nazioni che hanno alzato l'asticella per arrivare al livello delle grandi. Faccio due nomi, Norvegia, generazione e squadra straordinarie, e Giappone". In chiusura un pensiero su Ancelotti: "Se fossi stato brasiliano e mi avessero chiesto il nome dell'allenatore perfetto per la nazionale non avrei avuto dubbi: Carlo". Sul possibile ritorno in panchina Klopp scherza: "Mi alleno tutti i giorni, in palestra... Scherzi a parte, vedremo".
di Napoli Magazine
25/06/2026 - 11:25
Jurgen Klopp, ex tecnico del Liverpool, nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport si è soffermato sui Mondiali in corso: "Prime impressioni su questo Mondiale? Molto positive. Sono partito dal Messico ed è stato incredibile. Sono andato allo stadio sei ore prima del calcio d'inizio e c'era una fila ininterrotta di gente che partiva dal centro. Un entusiasmo bestiale, contagioso, un'atmosfera unica. E poi a Dallas, a Houston, lo stesso. Magari con minore intensità ma l'ambiente è stato eccezionale ovunque sia andato. Non ho visto tutte le partite, però ne ho viste tante. In ogni incontro c'è una dimostrazione di qualità, e non è stato sempre così. Qui vedo una gran voglia di imporsi, di giocare, di segnare. Non ci sono speculazioni, le piccole vogliono impressionare, le grandi vogliono vincere. Mondiale a 48 squadre? Io lo ripeto da anni, ci sono troppe partite per i giocatori. Dicono che qui c'è solo una gara in più, una settimana in più, ma non è così. Per i top players in generale c'è troppo calcio. Quando vedo tutte queste nazioni piene di colore, felici, che si divertono, che si impegnano, penso a Curaçao, a Capo Verde, ad Haiti...È bellissimo. Butto fuori il professionista dal mio cervello e mi godo lo spettacolo. Hydration breaks? Capisco che ci sia una discussione, legittima. Allora: se ci sono 30-40 gradi sono necessari, assolutamente. Ma io non penso che ci sia un problema con le pause, c'è un problema con la loro lunghezza e con quello che le tv, o la Fifa, fanno durante gli stop. Mi piacerebbe aver avuto gli hydration breaks quando ero in panchina, sì, così come altre innovazioni tipo la Goal Line Technology, che ha preso piede quando ormai avevamo già perso una finale. La mia favorita? Dico Germania. Per ora una vittoria larga, un'altra vittoria, ma soprattutto, cambi che funzionano, ed è lì che si fa la squadra. Non vedo grandi margini per le sorprese e che dai quarti resterà solo il meglio del meglio. Ci saranno tutti i favoriti perché imporranno la propria qualità superiore e in più quelle nazioni che hanno alzato l'asticella per arrivare al livello delle grandi. Faccio due nomi, Norvegia, generazione e squadra straordinarie, e Giappone". In chiusura un pensiero su Ancelotti: "Se fossi stato brasiliano e mi avessero chiesto il nome dell'allenatore perfetto per la nazionale non avrei avuto dubbi: Carlo". Sul possibile ritorno in panchina Klopp scherza: "Mi alleno tutti i giorni, in palestra... Scherzi a parte, vedremo".