Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, scrive su X dopo aver partecipato a "A Fil di Spada", festa della scherma inclusiva, svoltasi in Piazza della Rotonda, al Pantheon: "Vedere sulla stessa pedana campioni olimpici, paralimpici, atleti non vedenti e appassionati di ogni età è un messaggio straordinario perché lo sport non lascia indietro nessuno e trova nella diversità una delle sue ricchezze più grandi. La scherma nella sua dimensione più autentica, che si fonde per il settimo anno con la cultura, la storia e la bellezza in un luogo straordinario come il Pantheon, esempio di perfezione geometrica e di unicità con il suo oculus che ha rivoluzionato il rapporto tra luce naturale, architettura e spazio sacro. Un insieme di elementi studiati e calcolati esattamente come la scherma e le sue forme sportive che, nel cuore di Roma e davanti a uno dei monumenti più iconici della nostra Nazione, ci ricordano quanto lo sport sappia dialogare con il patrimonio culturale italiano, creando occasioni di partecipazione e socialità che vanno oltre la competizione. Faccio un plauso alla Federscherma e all'Accademia d'Armi Musumeci Greco per la passione e la visione con le quali portano questo affascinante sport e le sue discipline anche fuori dalle palestre e sempre più spesso in luoghi simbolici, offrendo opportunità alla portata di tutti".
di Napoli Magazine
13/09/2026 - 00:41
Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, scrive su X dopo aver partecipato a "A Fil di Spada", festa della scherma inclusiva, svoltasi in Piazza della Rotonda, al Pantheon: "Vedere sulla stessa pedana campioni olimpici, paralimpici, atleti non vedenti e appassionati di ogni età è un messaggio straordinario perché lo sport non lascia indietro nessuno e trova nella diversità una delle sue ricchezze più grandi. La scherma nella sua dimensione più autentica, che si fonde per il settimo anno con la cultura, la storia e la bellezza in un luogo straordinario come il Pantheon, esempio di perfezione geometrica e di unicità con il suo oculus che ha rivoluzionato il rapporto tra luce naturale, architettura e spazio sacro. Un insieme di elementi studiati e calcolati esattamente come la scherma e le sue forme sportive che, nel cuore di Roma e davanti a uno dei monumenti più iconici della nostra Nazione, ci ricordano quanto lo sport sappia dialogare con il patrimonio culturale italiano, creando occasioni di partecipazione e socialità che vanno oltre la competizione. Faccio un plauso alla Federscherma e all'Accademia d'Armi Musumeci Greco per la passione e la visione con le quali portano questo affascinante sport e le sue discipline anche fuori dalle palestre e sempre più spesso in luoghi simbolici, offrendo opportunità alla portata di tutti".