Calcio
IL PENSIERO - Piantanida: "McTominay è capace di prendersi il Napoli sulle spalle, Lang e Zielinski top, flop per Lautaro e Barella"
12.01.2026 12:38 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Qual è stato, secondo lei, il più grande calciatore che ha visto in campo in questa giornata di campionato?

“Il più grande di tutti? Kenneth Taylor della Lazio. Sì, proprio la Lazio. Onestamente non mi sento particolarmente laziale, però è stato il top della giornata. Probabilmente non sa neanche lui com’è successo, è arrivato praticamente ieri dall’Ajax, catapultato in una situazione complicata. Se lui sapesse tutto quello che c’è dietro questo momento storico della Lazio, tra il mercato, Sarri che dice ‘mi hanno preso l’acqua, non so manco chi è’, e tutto il contesto, forse si spaventerebbe. Invece no, è arrivato da due giorni, ha giocato titolare, messo lì in mezzo tranquillo tranquillo, e ha portato a casa la partita. Perché è un ottimo giocatore, al di là di tutto. Si parla sempre di mercato, di indici, di saldi, di bilanci, del Napoli, di questo e quell’altro, ma poi il punto è il giocatore. Se il giocatore è buono, arriva e gioca. Quindi secondo me merita questo mio inutile premio di top della giornata".

Veniamo al flop di giornata: chi è stato, secondo lei?

“Il flop per me è Pulisic. È stato pulito il dibattito per una settimana intera, tifosi di tutte le squadre a criticare non si sa bene per quale motivo il fatto che abbia insegnato a calciare a giro, non ho mai capito cosa ci fosse di scandaloso. L’Inter ieri sera ha segnato con Dimarco sul primo palo, è la stessa identica cosa, si può segnare così, ragazzi, state sereni. Tra l’altro ieri si è visto che puoi anche non segnare per un po’, ma poi torni decisivo. Il Milan, secondo me, può stare lassù fino alla fine, lo dico dalla prima giornata e lo penso ancora. Però quel pallone lì non si può sbagliare. Un giocatore come Pulisic, per lo status che si è creato e per merito suo, non può sbagliare certe occasioni. Ha voluto dimostrare qualcosa a tutti, ma se non si sveglia è un problema. È giusto dirlo chiaramente, perché altrimenti per il Milan le cose si mettono male".

Archiviamo il capitolo ed andiamo su Inter-Napoli. Mi dice i suoi tre top e i tre flop della partita?

“McTominay, Lang e Zielinski top, flop per Lautaro e Barella. Parto subito col primo top, Scott McTominay. Io credo sinceramente che il Napoli avesse un bisogno enorme di ritrovare un giocatore così decisivo in zona gol. Nel momento in cui sono mancati gli altri sotto porta, serviva esattamente quel tipo di centrocampista che abbiamo visto ieri sera. Negli anni abbiamo sempre lodato il centrocampo dell’Inter, Barella, Çalhanoglu, Mkhitaryan, sorretto da un impianto di squadra che ha portato risultati. McTominay invece ha la capacità, quasi da solo, di prendersi il Napoli sulle spalle. Non solo il centrocampo, tutta la squadra. Anche sull’1-0 dell’Inter le responsabilità pendono più da Lobotka, che non può dare una palla così rischiosa. Però McTominay non perde la testa e dieci minuti dopo fa l’1-1. Quando c’è questa connessione immediata tra allenatore e giocatore, anche se non segni per qualche partita, poi nei momenti chiave vieni fuori. Meglio segnare gol decisivi come questo che farne tanti in partite più semplici. È stata un’assunzione di responsabilità impressionante. Io ribadisco, dal giorno in cui ha messo piede in Italia non avrei mai pensato diventasse un giocatore di questo livello.” Il secondo top è Lang. Quello che fa non è una robetta, entra in un momento complicatissimo della stagione del Napoli. È stato fuori, a inizio partita gli è stato preferito persino Elmas. Tutte scelte che fanno capire che forse non è il giocatore preferito di Conte. Io però dico sempre che serve tempo per entrare nelle dinamiche di una squadra come il Napoli. Ma nel momento decisivo basta una giocata. Conte gli dice: ‘Entri tu, sei Lang, ti abbiamo pagato milioni, risolvila’ e lui lo fa. Quella giocata, quell’assist, può decidere un’intera stagione. L’ultimo top è Piotr Zielinski. A Napoli lo conoscono bene. Soprattutto nel primo tempo ha fatto una partita enorme, ha giocato per tre. Ha fatto quello che Barella non ha fatto e anche qualcosa in più rispetto a Çalhanoglu. È un giocatore diverso rispetto a quello visto a Napoli, è cresciuto, è maturato. Una prestazione davvero di altissimo livello".

Come commenta i suoi flop della partita?

“Il primo flop è Lautaro Martínez. Non si può ridurre la sua partita solo al fatto che non abbia segnato, è vero, però resta un attaccante. Nelle ultime 28 partite contro Juventus, Napoli e Inter in campionato ha segnato solo due gol. L’Inter ha un problema di decisività nei big match e da lui tutti si aspettano qualcosa in più. Se non è decisivo lui, chi deve esserlo? L'altro è Nicolò Barella. Se ne parla poco, ma da troppo tempo non è più decisivo. È un giocatore che dovrebbe cambiare il volto della squadra con la sua energia. Quando non ce l’ha, come ieri sera, secondo me crea più problemi che soluzioni".

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IL PENSIERO - Piantanida: "McTominay è capace di prendersi il Napoli sulle spalle, Lang e Zielinski top, flop per Lautaro e Barella"

di Napoli Magazine

12/01/2026 - 12:38

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Piantanida, giornalista Mediaset. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Qual è stato, secondo lei, il più grande calciatore che ha visto in campo in questa giornata di campionato?

“Il più grande di tutti? Kenneth Taylor della Lazio. Sì, proprio la Lazio. Onestamente non mi sento particolarmente laziale, però è stato il top della giornata. Probabilmente non sa neanche lui com’è successo, è arrivato praticamente ieri dall’Ajax, catapultato in una situazione complicata. Se lui sapesse tutto quello che c’è dietro questo momento storico della Lazio, tra il mercato, Sarri che dice ‘mi hanno preso l’acqua, non so manco chi è’, e tutto il contesto, forse si spaventerebbe. Invece no, è arrivato da due giorni, ha giocato titolare, messo lì in mezzo tranquillo tranquillo, e ha portato a casa la partita. Perché è un ottimo giocatore, al di là di tutto. Si parla sempre di mercato, di indici, di saldi, di bilanci, del Napoli, di questo e quell’altro, ma poi il punto è il giocatore. Se il giocatore è buono, arriva e gioca. Quindi secondo me merita questo mio inutile premio di top della giornata".

Veniamo al flop di giornata: chi è stato, secondo lei?

“Il flop per me è Pulisic. È stato pulito il dibattito per una settimana intera, tifosi di tutte le squadre a criticare non si sa bene per quale motivo il fatto che abbia insegnato a calciare a giro, non ho mai capito cosa ci fosse di scandaloso. L’Inter ieri sera ha segnato con Dimarco sul primo palo, è la stessa identica cosa, si può segnare così, ragazzi, state sereni. Tra l’altro ieri si è visto che puoi anche non segnare per un po’, ma poi torni decisivo. Il Milan, secondo me, può stare lassù fino alla fine, lo dico dalla prima giornata e lo penso ancora. Però quel pallone lì non si può sbagliare. Un giocatore come Pulisic, per lo status che si è creato e per merito suo, non può sbagliare certe occasioni. Ha voluto dimostrare qualcosa a tutti, ma se non si sveglia è un problema. È giusto dirlo chiaramente, perché altrimenti per il Milan le cose si mettono male".

Archiviamo il capitolo ed andiamo su Inter-Napoli. Mi dice i suoi tre top e i tre flop della partita?

“McTominay, Lang e Zielinski top, flop per Lautaro e Barella. Parto subito col primo top, Scott McTominay. Io credo sinceramente che il Napoli avesse un bisogno enorme di ritrovare un giocatore così decisivo in zona gol. Nel momento in cui sono mancati gli altri sotto porta, serviva esattamente quel tipo di centrocampista che abbiamo visto ieri sera. Negli anni abbiamo sempre lodato il centrocampo dell’Inter, Barella, Çalhanoglu, Mkhitaryan, sorretto da un impianto di squadra che ha portato risultati. McTominay invece ha la capacità, quasi da solo, di prendersi il Napoli sulle spalle. Non solo il centrocampo, tutta la squadra. Anche sull’1-0 dell’Inter le responsabilità pendono più da Lobotka, che non può dare una palla così rischiosa. Però McTominay non perde la testa e dieci minuti dopo fa l’1-1. Quando c’è questa connessione immediata tra allenatore e giocatore, anche se non segni per qualche partita, poi nei momenti chiave vieni fuori. Meglio segnare gol decisivi come questo che farne tanti in partite più semplici. È stata un’assunzione di responsabilità impressionante. Io ribadisco, dal giorno in cui ha messo piede in Italia non avrei mai pensato diventasse un giocatore di questo livello.” Il secondo top è Lang. Quello che fa non è una robetta, entra in un momento complicatissimo della stagione del Napoli. È stato fuori, a inizio partita gli è stato preferito persino Elmas. Tutte scelte che fanno capire che forse non è il giocatore preferito di Conte. Io però dico sempre che serve tempo per entrare nelle dinamiche di una squadra come il Napoli. Ma nel momento decisivo basta una giocata. Conte gli dice: ‘Entri tu, sei Lang, ti abbiamo pagato milioni, risolvila’ e lui lo fa. Quella giocata, quell’assist, può decidere un’intera stagione. L’ultimo top è Piotr Zielinski. A Napoli lo conoscono bene. Soprattutto nel primo tempo ha fatto una partita enorme, ha giocato per tre. Ha fatto quello che Barella non ha fatto e anche qualcosa in più rispetto a Çalhanoglu. È un giocatore diverso rispetto a quello visto a Napoli, è cresciuto, è maturato. Una prestazione davvero di altissimo livello".

Come commenta i suoi flop della partita?

“Il primo flop è Lautaro Martínez. Non si può ridurre la sua partita solo al fatto che non abbia segnato, è vero, però resta un attaccante. Nelle ultime 28 partite contro Juventus, Napoli e Inter in campionato ha segnato solo due gol. L’Inter ha un problema di decisività nei big match e da lui tutti si aspettano qualcosa in più. Se non è decisivo lui, chi deve esserlo? L'altro è Nicolò Barella. Se ne parla poco, ma da troppo tempo non è più decisivo. È un giocatore che dovrebbe cambiare il volto della squadra con la sua energia. Quando non ce l’ha, come ieri sera, secondo me crea più problemi che soluzioni".