A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Come giudica la sfida tra Atalanta e Napoli?
“È complesso valutare una partita nella quale l’attenzione si è inevitabilmente focalizzata su alcuni episodi arbitrali che hanno accompagnato l’andamento dell’incontro. Il Napoli aveva interpretato la gara con grande intensità, mettendo sotto pressione l’Atalanta e trovando il gol del vantaggio con Bekeuma. Per quanto prodotto sul campo, gli azzurri avrebbero anche potuto consolidare il risultato con il raddoppio. Il rigore revocato e l’annullamento del gol di Gutiérrez, insieme ad alcune occasioni non sfruttate, hanno trasformato un possibile 2-0 in un ribaltamento dell’incontro. L’Atalanta, superato il momento di difficoltà, ha ritrovato fiducia ed energia grazie anche alle scelte giuste in termini di sostituzioni. Rimane la sensazione che il Napoli abbia interpretato al meglio la partita per lunghi tratti. Nota positiva per gli azzurri è il tridente giovanissimo, che rappresenta non solo il presente ma anche il potenziale futuro del club. Nonostante fosse la prima volta che giocavano insieme dal primo minuto, hanno dimostrato buon affiatamento. In particolare, Alisson Santos continua a stupire per qualità e mezzi a disposizione: con Conte potrà certamente proseguire il suo percorso di crescita”.
Come valuta gli episodi che hanno caratterizzato la partita?
“È un dispiacere osservare come, settimana dopo settimana, l’attenzione finisca per concentrarsi sugli episodi arbitrali, come dimostrano anche le polemiche di Milan-Parma. Il rigore su Hojlund, personalmente, poteva non essere assegnato; tuttavia, una volta decretato il calcio di rigore, è sempre stato ribadito che il Var non può intervenire per valutare l’intensità del contatto. Pertanto, la discussione non riguarda l’episodio in sé, ma il fatto che in questa occasione il protocollo sia stato bypassato, mentre in passato episodi simili hanno sempre visto il Var vincolato ai principi di contatto e intensità. Per quanto riguarda il gol annullato di Gutierrez, il duello fisico tra Hojlund e Hien rientra nei normali contatti di gioco: durante l’intera partita si sono registrati scontri analoghi che non hanno mai portato a fischi. Non è chiaro perché si sia fatto proseguire l’azione per poi intervenire in un momento successivo, anziché al momento del contatto. Si parla spesso di arbitrare “all’europea”: in una competizione come la Champions League, in circostanze simili, probabilmente non ci sarebbe stato alcun fischio. Il vero problema di questa stagione è la mancanza di uniformità nei giudizi e nell’applicazione degli strumenti a disposizione, talvolta anche all’interno della stessa partita. Questo inevitabilmente genera polemiche e rischia di creare disaffezione verso lo sport, in un momento in cui il calcio italiano è in difficoltà: dovremo passare per i playoff per partecipare al Mondiale allargato a 48 squadre, mentre le nostre squadre in Champions League si trovano a rischio eliminazione dopo aver subito sconfitte significative”.
Quanto è pesante la sconfitta con il Como per la Juventus?
“Si era consapevoli che il calendario di febbraio per la Juventus sarebbe stato complicato, ma nelle partite precedenti si era vista una squadra capace di produrre gioco e che, contro Lazio e Inter, avrebbe meritato qualcosa in più. Con il Como, invece, non si è vista la squadra a cui Spalletti è riuscito a dare un’identità in così poco tempo. Il gol del vantaggio del Como ha aumentato la pressione su una Juventus che non è riuscita a reagire né a trovare energie sul piano psicologico. Il 2-0, arrivato intorno al quarto d’ora del secondo tempo, è nato da un errore collettivo dei bianconeri in fase di ripiego dopo un calcio d’angolo a proprio favore. L’azione corale del Como ha saputo sfruttare l’imprecisione difensiva, trovando Caqueret a porta vuota, che ha depositato la palla in rete, segnando il gol che ha deciso l’incontro. In generale, il Como è riuscito a sviluppare la sua partita, costruita su trame di gioco ben organizzate e sulla ricerca costante dell’uomo. La Juventus, dal canto suo, ha incontrato difficoltà, senza riuscire a trovare misure e spazi per contrastare il ritmo imposto dalla squadra guidata da Fabregas. Purtroppo, l’assenza di Bremer pesa come un macigno: è un giocatore fondamentale per la retroguardia bianconera e la sua mancanza si è fatta sentire nettamente. Inoltre, la squadra aveva bisogno di innesti determinanti nella sessione invernale, in primis un centrocampista d’ordine”.
Che partita si aspetta tra Roma e Juventus?
“Si tratta di uno scontro diretto e, per la Juventus, rappresenta una delle ultime occasioni per rientrare nella corsa al quarto posto. Una sconfitta contro la Roma significherebbe ritrovarsi a meno sette punti, rendendo complicato il recupero e con il rischio, inoltre, di essere superata da Como e Atalanta. A complicare il quadro c’è anche la sfida di Champions League contro il Galatasaray, che comporterà un dispendio di energie fisiche, visto che, a prescindere dal risultato, la Juventus dovrà riscattarsi davanti al suo pubblico. La Roma, invece, potrà contare su una settimana tipo per preparare l’incontro, un vantaggio da non sottovalutare. I giallorossi, dopo un momento particolare, hanno ritrovato convinzione e morale, raggiungendo il terzo posto. Inoltre, il mercato ha fornito alla squadra gli innesti giusti, in primis Malen, che sta facendo la differenza, e Zaragoza; intanto, giovani come Pisilli e Ghilardi sono cresciuti fino a diventare punti fermi per Gian Piero Gasperini”.
di Napoli Magazine
24/02/2026 - 12:01
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Come giudica la sfida tra Atalanta e Napoli?
“È complesso valutare una partita nella quale l’attenzione si è inevitabilmente focalizzata su alcuni episodi arbitrali che hanno accompagnato l’andamento dell’incontro. Il Napoli aveva interpretato la gara con grande intensità, mettendo sotto pressione l’Atalanta e trovando il gol del vantaggio con Bekeuma. Per quanto prodotto sul campo, gli azzurri avrebbero anche potuto consolidare il risultato con il raddoppio. Il rigore revocato e l’annullamento del gol di Gutiérrez, insieme ad alcune occasioni non sfruttate, hanno trasformato un possibile 2-0 in un ribaltamento dell’incontro. L’Atalanta, superato il momento di difficoltà, ha ritrovato fiducia ed energia grazie anche alle scelte giuste in termini di sostituzioni. Rimane la sensazione che il Napoli abbia interpretato al meglio la partita per lunghi tratti. Nota positiva per gli azzurri è il tridente giovanissimo, che rappresenta non solo il presente ma anche il potenziale futuro del club. Nonostante fosse la prima volta che giocavano insieme dal primo minuto, hanno dimostrato buon affiatamento. In particolare, Alisson Santos continua a stupire per qualità e mezzi a disposizione: con Conte potrà certamente proseguire il suo percorso di crescita”.
Come valuta gli episodi che hanno caratterizzato la partita?
“È un dispiacere osservare come, settimana dopo settimana, l’attenzione finisca per concentrarsi sugli episodi arbitrali, come dimostrano anche le polemiche di Milan-Parma. Il rigore su Hojlund, personalmente, poteva non essere assegnato; tuttavia, una volta decretato il calcio di rigore, è sempre stato ribadito che il Var non può intervenire per valutare l’intensità del contatto. Pertanto, la discussione non riguarda l’episodio in sé, ma il fatto che in questa occasione il protocollo sia stato bypassato, mentre in passato episodi simili hanno sempre visto il Var vincolato ai principi di contatto e intensità. Per quanto riguarda il gol annullato di Gutierrez, il duello fisico tra Hojlund e Hien rientra nei normali contatti di gioco: durante l’intera partita si sono registrati scontri analoghi che non hanno mai portato a fischi. Non è chiaro perché si sia fatto proseguire l’azione per poi intervenire in un momento successivo, anziché al momento del contatto. Si parla spesso di arbitrare “all’europea”: in una competizione come la Champions League, in circostanze simili, probabilmente non ci sarebbe stato alcun fischio. Il vero problema di questa stagione è la mancanza di uniformità nei giudizi e nell’applicazione degli strumenti a disposizione, talvolta anche all’interno della stessa partita. Questo inevitabilmente genera polemiche e rischia di creare disaffezione verso lo sport, in un momento in cui il calcio italiano è in difficoltà: dovremo passare per i playoff per partecipare al Mondiale allargato a 48 squadre, mentre le nostre squadre in Champions League si trovano a rischio eliminazione dopo aver subito sconfitte significative”.
Quanto è pesante la sconfitta con il Como per la Juventus?
“Si era consapevoli che il calendario di febbraio per la Juventus sarebbe stato complicato, ma nelle partite precedenti si era vista una squadra capace di produrre gioco e che, contro Lazio e Inter, avrebbe meritato qualcosa in più. Con il Como, invece, non si è vista la squadra a cui Spalletti è riuscito a dare un’identità in così poco tempo. Il gol del vantaggio del Como ha aumentato la pressione su una Juventus che non è riuscita a reagire né a trovare energie sul piano psicologico. Il 2-0, arrivato intorno al quarto d’ora del secondo tempo, è nato da un errore collettivo dei bianconeri in fase di ripiego dopo un calcio d’angolo a proprio favore. L’azione corale del Como ha saputo sfruttare l’imprecisione difensiva, trovando Caqueret a porta vuota, che ha depositato la palla in rete, segnando il gol che ha deciso l’incontro. In generale, il Como è riuscito a sviluppare la sua partita, costruita su trame di gioco ben organizzate e sulla ricerca costante dell’uomo. La Juventus, dal canto suo, ha incontrato difficoltà, senza riuscire a trovare misure e spazi per contrastare il ritmo imposto dalla squadra guidata da Fabregas. Purtroppo, l’assenza di Bremer pesa come un macigno: è un giocatore fondamentale per la retroguardia bianconera e la sua mancanza si è fatta sentire nettamente. Inoltre, la squadra aveva bisogno di innesti determinanti nella sessione invernale, in primis un centrocampista d’ordine”.
Che partita si aspetta tra Roma e Juventus?
“Si tratta di uno scontro diretto e, per la Juventus, rappresenta una delle ultime occasioni per rientrare nella corsa al quarto posto. Una sconfitta contro la Roma significherebbe ritrovarsi a meno sette punti, rendendo complicato il recupero e con il rischio, inoltre, di essere superata da Como e Atalanta. A complicare il quadro c’è anche la sfida di Champions League contro il Galatasaray, che comporterà un dispendio di energie fisiche, visto che, a prescindere dal risultato, la Juventus dovrà riscattarsi davanti al suo pubblico. La Roma, invece, potrà contare su una settimana tipo per preparare l’incontro, un vantaggio da non sottovalutare. I giallorossi, dopo un momento particolare, hanno ritrovato convinzione e morale, raggiungendo il terzo posto. Inoltre, il mercato ha fornito alla squadra gli innesti giusti, in primis Malen, che sta facendo la differenza, e Zaragoza; intanto, giovani come Pisilli e Ghilardi sono cresciuti fino a diventare punti fermi per Gian Piero Gasperini”.