Il presidente dimissionario della FIGC, Gravina, aveva chiesto parere alla sezione consultiva dell'organo giudicante CONI. Non ci sono i presupposti. A meno di ulteriori novità, l’Aia andrà al voto senza passare da un commissariamento. E la questione, semmai, spetterà al futuro presidente federale, per quanto difficilmente Giancarlo Abete o Giovanni Malagò - il secondo è favorito - avranno questo come primo pensiero dal 23 giugno in poi. È, nei fatti, l’effetto del parere arrivato dalla sezione consultiva del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, chiamata a esprimersi dopo la richiesta formulata dal consiglio federale (che si riunirà nuovamente domani) su indicazione di Gabriele Gravina. Una risposta che frena l’ipotesi più forte circolata in Figc dopo la decadenza di Antonio Zappi e che rimette la gestione della fase di transizione nelle mani degli attuali vertici arbitrali.
Il punto centrale non è soltanto il regime di prorogatio, ma l’assenza dei presupposti necessari per un atto di straordinaria amministrazione come il commissariamento. Secondo il Collegio, la funzionalità dell’associazione arbitri può essere garantita dal vicepresidente vicario Francesco Massini, al quale spetta anche il compito di avviare il percorso verso le nuove elezioni. La linea del commissario, che Gravina avrebbe considerato da tempo, si è quindi fermata davanti alla prudenza istituzionale. In un momento particolarmente delicato, la Figc ha scelto di non procedere senza una copertura solida, evitando il rischio di aprire un nuovo fronte. Non ha trovato spazio neppure l’ipotesi del commissario ad acta, avanzata dal Comitato nazionale Aia e giudicata “confusa” nel parere del Collegio.
Ora il calendario porta verso il rinnovo degli organi dell’associazione: le elezioni dovranno essere celebrate entro 135 giorni, quindi oltre la tornata di nomine prevista a luglio. Saranno gli stessi dirigenti oggi in carica, nonostante tutto, a occuparsene.
di Napoli Magazine
25/05/2026 - 22:22
Il presidente dimissionario della FIGC, Gravina, aveva chiesto parere alla sezione consultiva dell'organo giudicante CONI. Non ci sono i presupposti. A meno di ulteriori novità, l’Aia andrà al voto senza passare da un commissariamento. E la questione, semmai, spetterà al futuro presidente federale, per quanto difficilmente Giancarlo Abete o Giovanni Malagò - il secondo è favorito - avranno questo come primo pensiero dal 23 giugno in poi. È, nei fatti, l’effetto del parere arrivato dalla sezione consultiva del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni, chiamata a esprimersi dopo la richiesta formulata dal consiglio federale (che si riunirà nuovamente domani) su indicazione di Gabriele Gravina. Una risposta che frena l’ipotesi più forte circolata in Figc dopo la decadenza di Antonio Zappi e che rimette la gestione della fase di transizione nelle mani degli attuali vertici arbitrali.
Il punto centrale non è soltanto il regime di prorogatio, ma l’assenza dei presupposti necessari per un atto di straordinaria amministrazione come il commissariamento. Secondo il Collegio, la funzionalità dell’associazione arbitri può essere garantita dal vicepresidente vicario Francesco Massini, al quale spetta anche il compito di avviare il percorso verso le nuove elezioni. La linea del commissario, che Gravina avrebbe considerato da tempo, si è quindi fermata davanti alla prudenza istituzionale. In un momento particolarmente delicato, la Figc ha scelto di non procedere senza una copertura solida, evitando il rischio di aprire un nuovo fronte. Non ha trovato spazio neppure l’ipotesi del commissario ad acta, avanzata dal Comitato nazionale Aia e giudicata “confusa” nel parere del Collegio.
Ora il calendario porta verso il rinnovo degli organi dell’associazione: le elezioni dovranno essere celebrate entro 135 giorni, quindi oltre la tornata di nomine prevista a luglio. Saranno gli stessi dirigenti oggi in carica, nonostante tutto, a occuparsene.