Calcio
TMW - Juventus, Comolli verso l'addio: l'indiziato numero uno dopo questa stagione fallimentare
18.05.2026 14:19 di Napoli Magazine
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Alla fine sarà Damien Comolli a pagare per il fallimento della stagione della Juventus. A meno di un ennesimo colpo di scena, che comunque, visti i precedenti in questa stagione, non è da escludere a priori, la Juve non parteciperà alla prossima edizione della Champions League e se questa proiezione, visto l'attuale sesto posto dei bianconeri a una giornata dalla fine del campionato, dovesse essere confermata il disastro sportivo e, soprattutto, economico, sarebbe cosa fatta per la Vecchia Signora, che dovrebbe vivere un'estate non certo da protagonista sul mercato in entrata. Sarà Comolli a rimetterci il posto. La sua prima e probabilmente unica stagione da dirigente della Juventus verrà ricordata come fallimentare, a cominciare dal mercato fatto nel 2025, con gli acquisti di Edon Zhegrova, 15,5 milioni di euro, Joao Mario, nello scambio con Alberto Costa, Luis Openda, per 46 milioni tra prestito e obbligo di riscatto, e Jonathan David, arrivato sì a parametro zero ma con 12,5 milioni di commissioni che la Juventus pagherà. Tutti acquisti fallimentari, dal primo all'ultimo, e il risultato finale di una probabilissima esclusione dalla Champions della prossima stagione. Durante il mercato invernale la Juve ha poi provato a mettere una pezza con gli arrivi di Jeremie Boga ed Emil Holm, entrambi in prestito con diritto di riscatto, ma la storia non è cambiata e il fallimento è arrivato, quasi, all'epilogo. Se ci aggiungiamo poi l'errore relativo alla conferma di Igor Tudor dopo il Mondiale per Club, è facile capire il perché del licenziamento che arriverà per Comolli. La sua teoria degli algoritmi non ha funzionato, ma avevamo pochi dubbi. Nel calcio il moneyball non ha mai funzionato, e non ci voleva certo Damien Comolli per darci la conferma.

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TMW - Juventus, Comolli verso l'addio: l'indiziato numero uno dopo questa stagione fallimentare

di Napoli Magazine

18/05/2026 - 14:19

Alla fine sarà Damien Comolli a pagare per il fallimento della stagione della Juventus. A meno di un ennesimo colpo di scena, che comunque, visti i precedenti in questa stagione, non è da escludere a priori, la Juve non parteciperà alla prossima edizione della Champions League e se questa proiezione, visto l'attuale sesto posto dei bianconeri a una giornata dalla fine del campionato, dovesse essere confermata il disastro sportivo e, soprattutto, economico, sarebbe cosa fatta per la Vecchia Signora, che dovrebbe vivere un'estate non certo da protagonista sul mercato in entrata. Sarà Comolli a rimetterci il posto. La sua prima e probabilmente unica stagione da dirigente della Juventus verrà ricordata come fallimentare, a cominciare dal mercato fatto nel 2025, con gli acquisti di Edon Zhegrova, 15,5 milioni di euro, Joao Mario, nello scambio con Alberto Costa, Luis Openda, per 46 milioni tra prestito e obbligo di riscatto, e Jonathan David, arrivato sì a parametro zero ma con 12,5 milioni di commissioni che la Juventus pagherà. Tutti acquisti fallimentari, dal primo all'ultimo, e il risultato finale di una probabilissima esclusione dalla Champions della prossima stagione. Durante il mercato invernale la Juve ha poi provato a mettere una pezza con gli arrivi di Jeremie Boga ed Emil Holm, entrambi in prestito con diritto di riscatto, ma la storia non è cambiata e il fallimento è arrivato, quasi, all'epilogo. Se ci aggiungiamo poi l'errore relativo alla conferma di Igor Tudor dopo il Mondiale per Club, è facile capire il perché del licenziamento che arriverà per Comolli. La sua teoria degli algoritmi non ha funzionato, ma avevamo pochi dubbi. Nel calcio il moneyball non ha mai funzionato, e non ci voleva certo Damien Comolli per darci la conferma.