In principio è stato Dani Carvajal. A due anni dalla stagione che poteva segnargli la carriera per avere deciso sia la Champions che l'Europeo, l'infortunio del 2024 lo aveva tolto di mezzo per tutta l'annata, conquistando un prolungamento di una stagione. Non di più, perché poi sarebbe stata troppa grazia. Ieri sono andati via Alvaro Arbeloa e David Alaba. Il primo come allenatore, dopo un anno quasi ad interim dopo l'addio di Xabi Alonso, il secondo come difensore centrale ma con solamente 505 minuti giocati in tutte le competizioni. Dieci partite in campionato, poco più di 300 minuti, non è stato l'addio che si sarebbe sognato, anzi. Non è andato via invece Antonio Rudiger che ha praticamente accettato il rinnovo contrattuale con il Real Madrid, dietro l'egida di José Mourinho. I veri addii però non sono ancora cominciati. Perché da una parte c'è Mbappé che non ha avuto - per modo di dire - una stagione straordinariamente positiva per le amicizie portate a termine. Valverde e Tchouameni sono finiti alle mani e l'uruguagio di certo non è il più ben visto, al netto della sua posizione da capitano. Poi i vari Mastantuono, Brahim e compagnia, ancora da capire se rimarranno tutti. Quel che è certo è che siamo solamente all'inizio.
di Napoli Magazine
23/05/2026 - 15:20
In principio è stato Dani Carvajal. A due anni dalla stagione che poteva segnargli la carriera per avere deciso sia la Champions che l'Europeo, l'infortunio del 2024 lo aveva tolto di mezzo per tutta l'annata, conquistando un prolungamento di una stagione. Non di più, perché poi sarebbe stata troppa grazia. Ieri sono andati via Alvaro Arbeloa e David Alaba. Il primo come allenatore, dopo un anno quasi ad interim dopo l'addio di Xabi Alonso, il secondo come difensore centrale ma con solamente 505 minuti giocati in tutte le competizioni. Dieci partite in campionato, poco più di 300 minuti, non è stato l'addio che si sarebbe sognato, anzi. Non è andato via invece Antonio Rudiger che ha praticamente accettato il rinnovo contrattuale con il Real Madrid, dietro l'egida di José Mourinho. I veri addii però non sono ancora cominciati. Perché da una parte c'è Mbappé che non ha avuto - per modo di dire - una stagione straordinariamente positiva per le amicizie portate a termine. Valverde e Tchouameni sono finiti alle mani e l'uruguagio di certo non è il più ben visto, al netto della sua posizione da capitano. Poi i vari Mastantuono, Brahim e compagnia, ancora da capire se rimarranno tutti. Quel che è certo è che siamo solamente all'inizio.