Venerdì 20 marzo 2026, alle ore 21.00, al Teatro Bolivar (Via Bartolomeo Caracciolo, 30), diretto da Nu’Tracks, sarà di scena la musica con Chiara Civello – Acustica. Il progetto è un’intima esplorazione dove la musica diventa meditazione tra improvvisazione e canzone. Pochi strumenti e qualche incursione di elettronica dipingono paesaggi sonori che nascono e si dissolvono, seguendo un ritmo che sfida la linearità, come frammenti di pensieri incompiuti.
La voce inconfondibile di Chiara, fragile e potente al tempo stesso, racconta la vulnerabilità, un’emozione che ci avvicina alla nostra essenza più profonda. Sia come cantautrice che come interprete la Civello crea le sue composizioni, dando anche nuova vita al lavoro degli altri. Le canzoni non sono punti di partenza, ma tappe di ristoro: oasi di calma in un viaggio che si svolge nell’incertezza. In questo flusso la musica si fa cammino senza fretta, un percorso che attraversa il tempo dove l’unica meta è la trasformazione: quella che avviene nel moneto in cui ci arrendiamo alla bellezza effimera e ci permettiamo di essere presenti, in ascolto, nel cuore del suono.
Insieme a lei sul palco:
Livia de Romanis violoncello
Marco Acquarrelli chitarra classica
Stefano Costanzo percussioni
Simone Alessandrini sassofono e fiati

di Napoli Magazine
16/03/2026 - 10:50
Venerdì 20 marzo 2026, alle ore 21.00, al Teatro Bolivar (Via Bartolomeo Caracciolo, 30), diretto da Nu’Tracks, sarà di scena la musica con Chiara Civello – Acustica. Il progetto è un’intima esplorazione dove la musica diventa meditazione tra improvvisazione e canzone. Pochi strumenti e qualche incursione di elettronica dipingono paesaggi sonori che nascono e si dissolvono, seguendo un ritmo che sfida la linearità, come frammenti di pensieri incompiuti.
La voce inconfondibile di Chiara, fragile e potente al tempo stesso, racconta la vulnerabilità, un’emozione che ci avvicina alla nostra essenza più profonda. Sia come cantautrice che come interprete la Civello crea le sue composizioni, dando anche nuova vita al lavoro degli altri. Le canzoni non sono punti di partenza, ma tappe di ristoro: oasi di calma in un viaggio che si svolge nell’incertezza. In questo flusso la musica si fa cammino senza fretta, un percorso che attraversa il tempo dove l’unica meta è la trasformazione: quella che avviene nel moneto in cui ci arrendiamo alla bellezza effimera e ci permettiamo di essere presenti, in ascolto, nel cuore del suono.
Insieme a lei sul palco:
Livia de Romanis violoncello
Marco Acquarrelli chitarra classica
Stefano Costanzo percussioni
Simone Alessandrini sassofono e fiati
