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Anno XVI n° 8
martedì 19 febbraio 2019, ore
CULTURA & GOSSIP
SPETTACOLI - Agenda settimanale dall'11 al 17 febbraio 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
08.02.2019 11:17 di Napoli Magazine

Agenda settimanale dall'11 al 17 febbraio 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano:

 

Cinema Teatro Italia di Eboli

Info 0828365333

Martedì 12 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

Info 0818030270, 3292180679

Mercoledì 13 febbraio, ore 20.45

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

Giovedì 14 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Venerdì 15 febbraio, ore 21.00

 

Teatro delle Arti di Salerno

info 089221807

Sabato 16, ore 21.00, e domenica 17 febbraio, ore 18.30

 

Gitiesse Artisti Riuniti e Best Live

presentano

 

Geppy Gleijeses

 Marisa Laurito, Benedetto Casillo

in

 

Così parlò Bellavista

adattamento teatrale di Geppy Gleijeses

dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo

 

con Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Stefano Sarcinelli

Vittorio Ciorcalo, Patrizia Capuano

 

e con Elisabetta Mirra, Gregorio De Paola, Agostino Pannone

 

scene Roberto Crea, luci Luigi Ascione, musiche Claudio Mattone

 

regia Geppy Gleijeses

 

Non è la nebbia che fa venire voglia di lavorare, è la voglia di lavorare che fa venire la nebbia…     Oscar Wilde 

In occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo, Alessandro Siani e Geppy Gleijeses adattano per il teatro il film di culto e il romanzo “Così parlò Bellavista”.

E’ un omaggio doveroso, ma vivo e teatralissimo all’opera principale di Luciano. Grande affresco corale sugli “uomini d’amore” e “gli uomini di libertà”, lo spettacolo tenderà a riproporre le scene più esilaranti del film come “il cavalluccio rosso”,” la lavastoviglie", " il Banco Lotto", "la ‘500 tappezzata di giornali" e naturalmente il mitico contrasto tra il professor Bellavista e il direttore dell'Alfasud Cazzaniga.

Ma anche con inserti di grande filosofia di vita di De Crescenzo, che nel cenacolo snocciolerà deliziando i suoi discepoli. Con uno dei più grandi attori napoletani Geppy Gleijeses nel ruolo di Bellavista, e tanti altri attori di prestigio tra cui Marisa Laurito e Nunzia Schiano.

La scenografia riprodurrà la facciata del grande palazzo di via Foria dove fu girato il film, con scale praticabili dall'interno e vari elementi carrellati subentranti dai lati e raffiguranti il tavolo dei pomodori, il negozio di arredi sacri, l'ascensore, il cenacolo (questi ultimi due scenderanno dall'alto), ecc.

Con le musiche originali di Claudio Mattone e ricordando sempre lo storico coautore di quel film: Riccardo Pazzaglia. 

La regia è di Geppy Gleijeses, protagonista giovane del film, diventato poi l'artista che tutti conosciamo.

 

 

Teatro Diana/Sala Pasolini di Salerno

Info 0895648707 - 3791660265

Martedì 12 febbraio, ore 21.00

 

Gli Ipocriti Melina Balsamo

diretta da Roberto Andò

presenta

 

Isa Danieli

in

 

Raccontami

 

Un percorso di donna e di attrice che ha attraversato e attraversa, i generi più diversi delle forme teatrali esistenti. Dal gradino più basso, quello della Sceneggiata, alla tragedia greca di Euripide e di Eschilo, fino ad incarnare le parole di autori contemporanei che hanno scritto per lei.

Da L. Wertmuller a U.Chiti , Ruccello, Santanelli, Moscato, Letizia Russo e Antonio Tarantino, fino al recente Ruggiero Cappuccio. Una tradizione teatrale antichissima, tradita e amata al tempo stesso. Parole soffiate fino al cuore di chi ascolta, per trattenerle, perché rimbalzino in un eco mai rassegnato e muto.

Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco

Info 0818843409

Giovedì 14 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Venerdì 15 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Barone di Melito di Napoli

Info 0817113455

Sabato 16 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 - 3333782429

Domenica 17 febbraio, ore 18.30

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Carlo Buccirosso
in

 

Colpo di scena

scritto e diretto da Carlo Buccirosso

 

con

Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli

 

scene Gilda Cerullo e Renato Lori, musiche Paolo Petrella
costumi Zaira de Vincentiis, disegno luci Francesco Adinolfi
consulenza speciale Luciano Nigro, aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
foto di scena Gilda Valenza


produzione esecutiva A.G. Spettacoli

 

In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena…

Nell’ufficio del paladino Armando, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli.

Una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!

Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, Gina la sua bisbetica badante rumena, e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze ed i sacri comandamenti di Piscitelli!

E come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…

 

Carlo Buccirosso

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Giovedì 14 febbraio, ore 21.00

 

Light Eventi Srl - Balletto Flamenco Espanol

presentano

 

Bolero - Zapateando De Mozart Flamenco

 

con

Nadia Pascual, Pablo Fraile, Pedro Sanchez, Lisiane Sfair

 

regia Abraham Olayo De Diego

 

costumi Marta Aguero, musiche Ravel, Mozart

Nell'anno 2017, Tito Osuna fonda il Ballet Flamenco Español per mostrare al mondo la danza spagnola: classica spagnola e flamenco. Nasce così l'idea di creare un balletto che mostri tutti gli stili della danza ispanica rappresentati in scena da solisti appartenenti alle migliori compagnie di flamenco del mondo.

Ecco come viene creato lo spettacolo di Flamenco Live ". Fin dal primo mese di nascita del balletto nasce l'interesse da parte dei produttori da diverse parti del mondo: Dubai, Francia, Turchia, Romania, Polonia, Russia, Stati Uniti, Italia, Cina, Giappone

In scena il flamenco e la danza spagnola con i più talentuosi solisti contemporanei del genere.

Dopo il trionfale tour in Medio Oriente, il corpo di ballo formato dai solisti appartenenti alle migliori Compagnie di flamenco al mondo, si esibisce in tour in Italia.

Diretti da Tito Osuna e accompagnati da musicisti dal vivo, ci conducono attraverso tutti gli stili della danza spagnola.

Non solo flamenco quindi.

Un balletto unico per la sua capacità di raccontare e ripercorrere un’arte antica e affascinante, tipica delle culture gitane, che sul cammino dei popoli nomadi è giunta fino a noi.

Il flamenco è danza, musica e canto. Tre espressioni artistiche che si fondono in un linguaggio autentico inserito dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Il corpo stesso diventa strumento musicale al battere delle mani e dei piedi sul tablao. Un crescendo ritmico accompagnato dalla voce della mujer, passionale e sfrontata, melanconica e armoniosa.

Le emozioni e la poesia giungono al pubblico con la forza della gestualità resa ancor più maestosa e ritmica dall’elemento estetico, una continua e instancabile ricerca del colore sia nella tecnica delle luci che nei costumi di scena.

 

 

 

Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina

Info 3498713124

Venerdì 15 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Sabato 16, ore 21.00, e domenica 17 febbraio, ore 18.00

 

Gli Ipocriti Melina Balsamo

diretta da Roberto Andò

presenta

 

Miss Marple, giochi di prestigio

di Agatha Christie

adattamento teatrale di Edoardo Erba

 

con

Maria Amelia Monti, Roberto Citran, Sabrina Scuccimarra,

Sebastiano Bottari, Marco Celli, Giulia De Luca,

Stefano Guerrieri, Laura Serena

 

scena Luigi Ferrigno, costumi Alessandro Lai

luci Cesare Accetta, musiche Francesco Forni

 

regia Pierpaolo Sepe

 

Miss Marple – la più famosa detective di Agatha Christie – sale per la prima volta su un palcoscenico in Italia. E lo fa con la simpatia di Maria Amelia Monti che dà vita a un personaggio contagioso, in un’interpretazione che creerà dipendenza…

Siamo alla fine degli anni ’40, in una casa vittoriana della campagna inglese. Miss Marple è andata a trovare la sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive lì col terzo marito, Lewis, e vari figli e figliastri dei matrimoni precedenti.

Di questa famiglia allargata, fa parte anche un strano giovane, Edgard, che aiuta Lewis a dirigere le attività filantropiche.

Il gruppo è attraversato da malumori e odi sotterranei, di cui Miss Marple si accorge ben presto. Durante un tranquillo dopocena, improvvisamente Edgard perde i nervi: pistola in pugno minaccia Lewis e lo costringe a entrare nel suo studio.

Il delitto avviene sotto gli occhi terrorizzati di tutti. Ma le cose non sono come sembrano. Toccherà a Miss Marple, in attesa dell’arrivo della polizia, capire che ciò che è successo non è quello che tutti credono di aver visto. Il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato. Come a teatro. Come in un Gioco di Prestigio.
Adattando il romanzo, Edoardo Erba riesce a creare una commedia contemporanea, che la regia di Pierpaolo Sepe valorizza con originalità, senza intaccare l’inconfondibile spirito di Agatha Christie.

 

 

Note di regia

Non stupisce come tra tutti i generi – letterari e non – il Giallo rimanga il più popolare. Come del resto testimonia il proliferarsi di serie tv che portano questo marchio, e quello dei suoi vari sottogeneri: noir, thriller, poliziesco. Ciò che sorprende invece è il fatto che un ambito così truculento abbia tra i capostipiti un’anziana signora inglese, Agatha Christie, e che proprio a lei dobbiamo l’invenzione di una delle prime “criminologhe” della storia: Miss Jane Marple.

Da abile conoscitrice della natura umana, Christie ha saputo sfruttare, come nessun altro, la sottile seduzione che l’uomo avverte nei confronti del suo aspetto più letale, dei suoi istinti più cruenti, e se ne è servita per costruire trame che rimangono tutt’oggi capolavori di suspense e di mistero.

I lavori di Agatha Christie non sono certo una novità per Edoardo Erba, traduttore italiano dei suoi testi teatrali e autore del nostro adattamento, ma è stato solo con l’apporto di un’attrice del calibro di Maria Amelia Monti che è stato possibile immaginarsi di portare per la prima volta sul palcoscenico la sua detective più famosa; Miss Marple, per l’appunto.

Ho lasciato libera Maria Amelia di inventare la ‘sua’ Marple, e quel che ne è risultato è un personaggio molto diverso dalla placida vecchina di campagna, come siamo soliti vederla. Questa Marple assomiglia molto di più a quella dei primi romanzi della Christie; più dispettosa, rustica e imprevedibile, ma sempre dotata di quella logica affilata che le permette di arrivare al cuore delle vicende. La vediamo seduta a fare la sua maglia, come chi insegue una linea di pensiero intrecciato su se stesso, per sbrogliare la matassa e ritrovare il filo della verità.

Come un fool scespiriano in continuo contrappunto con il resto dei personaggi – indaffarati a inseguire i propri affanni – Miss Marple sottolinea con ironia e leggerezza le ridicole passioni da cui nessuno è immune, restituendoci con sfrontata franchezza la natura umana per quella che è, senza lasciarsi abbindolare dalle maschere che quotidianamente indossiamo per celarla agli occhi degli altri.

Le scene, le luci, i costumi e le musiche, concorrono a costruire un thriller cupo e carico di tensione, continuamente alleggerito dall’intelligente e irresistibile ironia di Maria Amelia Monti.

Bisogna veramente essere dei grandi prestigiatori per raccontare i Gialli, e dove, se non a teatro – il luogo della dissimulazione per eccellenza – può riuscire il trucco più rischioso di tutti?

Pierpaolo Sepe

 

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Sabato 16, ore 20.45, e domenica 17 febbraio, ore 18.00

 

Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Teatro Stabile di Catania

presentano

 

Fronte del porto

di Budd Schulberg con Stan Silverman
traduzione e adattamento Enrico Ianniello

 

con Daniele Russo

e Antimo Casertano, Orlando Cinque, Sergio Del Prete, Francesca De Nicolais,

Vincenzo Esposito, Ernesto Lama, Daniele Marino, Biagio Musella,

Edoardo Sorgente, Pierluigi Tortora, Bruno Tràmice

 

scene Alessandro Gassman, costumi Mariano Tufano
luci Marco Palmieri, videografie Marco Schiavoni
musiche Pivio e Aldo De Scalzi, sound designer Alessio Foglia

 

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

 

Dopo lo straordinario successo di Qualcuno volò sul nido del cuculo sul palco del Teatro Bellini prende vita un’altra “storia cinematografica”, quella di Fronte del porto.

Stavolta Alessandro Gassmann dirige Daniele Russo e altri 10 attori in una riscrittura in cui Enrico Ianniello fonde le suggestioni del testo originale con quelle dei poliziotteschi napoletani degli anni ‘80.

Assistiamo a una storia ambientata nella Napoli di 40 anni fa che gioca, dal punto di vista formale, con le musiche dei film, con i colori sgargianti della moda, con i riferimenti culturali di quegli anni in cui, dice Ianniello, «la città stava cambiando pelle nella sua organizzazione criminale, gli anni del terremoto, gli anni di Cutolo.

Anni in cui il porto era sempre di più al centro di interessi diversi, legali e illegali». Sulla scena la storia prende vita tra la baraccopoli di Calata Marinella, la Chiesa del Carmine, il molo Bausan, la Darsena Granili e l’avveniristica Casa del Portuale di Aldo Rossi.

Uno spettacolo che sarà capace di restituirci la forza della storia, facendoci immedesimare nelle intense e rabbiose relazioni tra i personaggi che la popolano, raccontate con la cifra inconfondibile di Alessandro Gassmann, che sottolinea: «Come già avvenuto per Qualcuno volò sul nido del cuculo, anche in questo caso la scelta è caduta su un testo ed una tematica che mi coinvolgono profondamente e che portano verso una ricerca di libertà faticosa. Ricostruiremo la vita del porto, le vite degli operai, i loro aguzzini, attaccandoci ai suoni, ai rumori, ai profumi ed alla lingua di questa città.»

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Sabato 16, ore 21,00, e domenica 17, ore 18,00

 

Cose Production

presenta

 

Sal da Vinci in

 

Sinfonie in Sal maggiore

scritto da Sal Da Vinci e Ciro Villano

 

coreografie Patrick King

 

con

Sal Da Vinci, Gianni Parisi, Floriana De Martino, Ciro Villano, Francesco Da Vinci

 

dancer

Patrick King, Sarah Grether

 

musicisti

Orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino

 

band

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Ciro Manna 

 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Massimo Comune

scenotecnica Speedy Scenografie

ideazione e progettazione costumi Paola Pugliese e Rita Boccarossa

sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone

 

regia Marco Carniti

 

C’era un tempo in cui per unire i due mondi, il vecchio e il nuovo continente, esistevano solo due modi, la nave e la fantasia. E Sal da Vinci, in sinfonie in Sal Maggiore, proverà a viaggiare con entrambi i mezzi, partendo dall’Eterna Santa Lucia e approdando ai piedi della statua della Libertà. Su un mare di note riscritte in una sinfonia di ricordi e di ambizioni, la nave di Sal percorre l’oceano delle sensazioni e delle emozioni, senza barriere di tempo o di linguaggio.

In questo fantastico cammino rivivono le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili ed eterni: eterni come il mare, come l’oceano. Compagni di viaggio di Sal, oltre ad un’orchestra formata da 50 elementi diretti dal maestro Adriano Pennino e la sua voglia di cantare i suoi cavalli di battaglia e non solo, in un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore, ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata anche molto divertente.

Si realizza, dunque, un sogno per Sal, protagonista in una colossale produzione che ancora una volta vuole scommettere sulla bellezza e sulla qualità, portando in scena uno spettacolo ricchissimo anche da un punto di vista estetico e – se vogliamo anacronistico: in un’epoca in cui il suono della musica viene riprodotto dagli MP3, impiantare un’orchestra di 50 elementi può sembrare una follia…

E forse lo è: ma i veri artisti vivono solo di folli sogni. A dirigere i lavori come saggio timoniere, Marco Carniti (che vanta un curriculum eccezionale, avendo curato gli allestimenti di molti lavori da Strehler al teatro lirico e non solo), visionario regista che proverà ad assemblare i vari reparti, dalla prosa  (scritta dallo stesso Sal e da Ciro Villano in scena con Gianni Parisi e Floriana De Martino), guidando la nave tra le canzoni riarrangiate dal direttore d’orchestra Pennino e i monologhi  che raccontano i ricordi e i sogni del cantautore napoletano, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre, visto che i grandi temi, come la bellezza della musica sono sempre attuali. Buon viaggio a tutti. Si SALpa.

 

Note di regia 

Sinfonie in Sal Maggiore e’ un viaggio.  Un viaggio nella musica. Un viaggio nella storia. Un viaggio come senso di unione  tra  presente passato e futuro.  Un viaggio di ricordi e di emozioni  eterne a  volte anche difficili da affrontare.  Uno di quei viaggi che fanno crescere. Crescere il cuore e l’ anima .  Storie di italiani ,  poeti dell’amore, ma con una ferita al cuore.

Tutti a bordo di una nave popolata da divertenti viaggiatori  diretti da Napoli a New York,    SAL DA VINCI  ci immerge in un mondo di ricordi ripercorrendo  la sua e la nostra  storia di italiani. Ricordi di un passato che  ha permesso alle nuove generazioni di essere quello che sono oggi. Un passato di sforzi  compiuti dai padri nella speranza  di  migliorare la condizione dei  figli. Una lotta per la sopravvivenza delle proprie origini che oggi piu’ che mai continua a coinvolgere   popolazioni intere del nostro  pianeta. Un viaggio nel segno della forza dell’ amore per la vita che lotta . Un seme che curato   restituisce sempre Nuova Vita.

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 16, ore 21.00, e domenica 17 febbraio, ore 18.30

 

Lo chiamavano Scarfalietto

liberamente ispirato a Scarpetta

 

 adattamento e regia di Fabio Brescia

 

Il secondo spettacolo della trilogia Scarpettiana vede in scena gli stessi attori, di Miseria e Nobiltà, impegnati a dar vita a quello che sembra, e probabilmente è, a tutti gli effetti, un esempio molto efficace di “teatro dell’assurdo”.

Ho riscritto il testo dividendolo in due blocchi precisi: la “commedia” e il “vaudeville”, nella prima parte conosciamo i personaggi e la storia che, per quanto improbabile, abbiamo trasportato ai giorni nostri, nell’ambientazione e nel linguaggio.

Dopo una brevissima introduzione a sipario chiuso del “secondo atto” che è solo il trait d’union con il processo, va in scena la seconda parte che è il vero motore comico di tutta l’operazione che ho riscritto ispirandomi alla drammaturgia di Achille Campanile.

La comicità è continua, ad ogni battuta, in un crescendo che lascia lo spettatore senza fiato.

Fabio Brescia

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