In scena al Teatro Civico 14, in data unica, sabato 10 gennaio alle ore 20.00, Elogio del disordine. Variazioni sul tema dell’attore vede protagonista Marco D’Amore. L’incontro/spettacolo si presenta come una lezione aperta al pubblico sul mestiere dell’attore, sul lavoro e sulla responsabilità che questa professione comporta. I biglietti sono disponibili online su www.teatrocivico14.it al costo di €15 (intero) e €12 (ridotto: under 30, over 65 e convenzioni).
Al centro dello spettacolo c’è il percorso umano e artistico di Marco D’Amore, attore, regista e interprete di personaggi noti al pubblico nazionale e internazionale. Nato nel 1981 e di origini casertane, si è diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e ha costruito la propria carriera attraverso studio, scelte radicali e grandi sacrifici. Come egli stesso afferma: «Il mio è un percorso di studio, di scelte, di grandissimi sacrifici perché ho abdicato a gran parte della mia vita per fare questo lavoro. Oltre ogni aspetto di fama e gloria dell’essere attore, questo è un mestiere difficilissimo. L’attore si arroga la responsabilità di farsi altro, di portare vite altrui, dolori altrui, sofferenze altrui, addii altrui e questa è una cosa altissima».
Nel racconto si intrecciano le esperienze teatrali e cinematografiche che hanno segnato la sua formazione, dai lavori con Toni Servillo, Andrea Renzi, Elena Bucci e Marco Sgrosso, fino al cinema con Claudio Cupellini, Susanne Bier ed Edoardo De Angelis. La consacrazione presso il grande pubblico arriva con il personaggio di Ciro Di Marzio in Gomorra – La serie, interpretazione vissuta come una profonda responsabilità: «Essere Ciro è stato difficile perché sapevamo di raccontare nella realtà e sapevamo di mettere le mani nel dolore della gente». Dopo la morte del personaggio nella terza stagione, D’Amore prosegue il suo percorso all’interno dell’universo di Gomorra debuttando alla regia con L’Immortale, film campione di incassi e miglior film d’esordio del 2019, completando così un racconto che in Elogio del disordine si fa riflessione aperta sul senso profondo dell’essere attore.
di Napoli Magazine
07/01/2026 - 08:55
In scena al Teatro Civico 14, in data unica, sabato 10 gennaio alle ore 20.00, Elogio del disordine. Variazioni sul tema dell’attore vede protagonista Marco D’Amore. L’incontro/spettacolo si presenta come una lezione aperta al pubblico sul mestiere dell’attore, sul lavoro e sulla responsabilità che questa professione comporta. I biglietti sono disponibili online su www.teatrocivico14.it al costo di €15 (intero) e €12 (ridotto: under 30, over 65 e convenzioni).
Al centro dello spettacolo c’è il percorso umano e artistico di Marco D’Amore, attore, regista e interprete di personaggi noti al pubblico nazionale e internazionale. Nato nel 1981 e di origini casertane, si è diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e ha costruito la propria carriera attraverso studio, scelte radicali e grandi sacrifici. Come egli stesso afferma: «Il mio è un percorso di studio, di scelte, di grandissimi sacrifici perché ho abdicato a gran parte della mia vita per fare questo lavoro. Oltre ogni aspetto di fama e gloria dell’essere attore, questo è un mestiere difficilissimo. L’attore si arroga la responsabilità di farsi altro, di portare vite altrui, dolori altrui, sofferenze altrui, addii altrui e questa è una cosa altissima».
Nel racconto si intrecciano le esperienze teatrali e cinematografiche che hanno segnato la sua formazione, dai lavori con Toni Servillo, Andrea Renzi, Elena Bucci e Marco Sgrosso, fino al cinema con Claudio Cupellini, Susanne Bier ed Edoardo De Angelis. La consacrazione presso il grande pubblico arriva con il personaggio di Ciro Di Marzio in Gomorra – La serie, interpretazione vissuta come una profonda responsabilità: «Essere Ciro è stato difficile perché sapevamo di raccontare nella realtà e sapevamo di mettere le mani nel dolore della gente». Dopo la morte del personaggio nella terza stagione, D’Amore prosegue il suo percorso all’interno dell’universo di Gomorra debuttando alla regia con L’Immortale, film campione di incassi e miglior film d’esordio del 2019, completando così un racconto che in Elogio del disordine si fa riflessione aperta sul senso profondo dell’essere attore.