Cultura & Gossip
TEATRO SAN CARLO - Danza, una soirée omaggio a George Balanchine
24.04.2026 10:39 di Napoli Magazine
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È dedicato a George Balanchine e alla sua eredità e per aver ispirato tutto il XX secolo il prossimo appuntamento della Stagione di Danza 2025/26 del Teatro di San Carlo, che conclude il mese di aprile con una soirée incentrata sul linguaggio neoclassico: da “Serenade” alle successive declinazioni del secondo Novecento, con “Black Cake” di Hans van Manen e “Sinfonia n. 7” di Uwe Scholz.

Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly.

Cinque le recite, da martedì 28 aprile (ore 20:00) a domenica 3 maggio, ciascuna preceduta da “Incontro agli specchi”: 30 minuti prima di ogni spettacolo, il Direttore del Balletto Renato Zanella incontrerà il pubblico nel Salone degli Specchi per una introduzione alla soirée tra storia, musica, aneddoti e curiosità.

In occasione della replica di mercoledì 29 aprile (ore 20:00), nella Giornata Internazionale della Danza, Casa Ronald McDonald promuoverà un’azione di sensibilizzazione a sostegno dell’apertura di una struttura a Napoli - la prima del Sud Italia - che offrirà ospitalità gratuita ai genitori dei piccoli pazienti in cura nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

La soirée si presenta come un viaggio affascinante attraverso le molteplici dimensioni del balletto neoclassico con tre opere distinte, ognuna delle quali aggiunge una nuova sfumatura alla narrazione complessiva, creando un mosaico di emozioni e riflessioni - dichiara il Direttore Zanella - Il rigore richiesto da Serenade, l’ironia raffinata di Black Cake e la potenza espressiva della Sinfonia n. 7 mettono in luce la versatilità e l’intenso lavoro di precisione del Corpo di Ballo, nonché la maestria dei Professori d’Orchestra impegnati nell’esecuzione di questi capolavori”.

“Una serenata, una danza, se si preferisce, al chiaro di luna”: così George Balanchine descrive la sua “Serenade”, creata nel 1934 sulla “Serenata per archi in do maggiore”, op. 48 di Pëtr Il'ic Cajkovskij. A riprendere la coreografia è Soimita Lupu. Primo balletto che il coreografo realizza negli Stati Uniti, si sviluppa in una costruzione astratta, fondata sul rapporto diretto tra movimento e partitura: “Serenade racconta la sua storia attraverso la musica e la coreografia, senza alcuna narrazione accessoria”, sottolinea lo stesso Balanchine.

Feline van Dijken riprende “Black Cake” di Hans van Manen: il lavoro nasce nel 1989 per il trentesimo anniversario del Nederlands Dans Theater, su richiesta di Jirí Kylián. Su un collage musicale che accosta pagine di Pëtr Il'ic Cajkovskij, Leoš Janácek, Igor’ Stravinskij, Pietro Mascagni e Jules Massenet, la coreografia si articola in cinque quadri ambientati in un contesto di alta società. Al centro, una serie di pas de deux in cui van Manen indaga il rapporto tra codici della danza sociale e individualità dei danzatori facendo emergere, sotto la superficie delle relazioni affettive, dinamiche di potere tra uomo e donna declinate con diversi registri espressivi.

Con “Sinfonia n. 7”, Uwe Scholz si confronta con la celebre partitura di Ludwig van Beethoven che Richard Wagner definì “l’apoteosi della danza”. Riprendono la coreografia Tatjana Thierbach ed Eleonora Demichelis Polian. Creata originariamente per lo Stuttgart Ballet, la coreografia è considerata uno dei capolavori di Scholz: il lavoro sviluppa una scrittura coreografica strettamente aderente alla struttura musicale, traducendone in termini di spazio, ritmo e dinamica l’impianto sinfonico.

 

 

 

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TEATRO SAN CARLO - Danza, una soirée omaggio a George Balanchine

di Napoli Magazine

24/04/2026 - 10:39

È dedicato a George Balanchine e alla sua eredità e per aver ispirato tutto il XX secolo il prossimo appuntamento della Stagione di Danza 2025/26 del Teatro di San Carlo, che conclude il mese di aprile con una soirée incentrata sul linguaggio neoclassico: da “Serenade” alle successive declinazioni del secondo Novecento, con “Black Cake” di Hans van Manen e “Sinfonia n. 7” di Uwe Scholz.

Impegnati Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. A dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli sarà Paul Connelly.

Cinque le recite, da martedì 28 aprile (ore 20:00) a domenica 3 maggio, ciascuna preceduta da “Incontro agli specchi”: 30 minuti prima di ogni spettacolo, il Direttore del Balletto Renato Zanella incontrerà il pubblico nel Salone degli Specchi per una introduzione alla soirée tra storia, musica, aneddoti e curiosità.

In occasione della replica di mercoledì 29 aprile (ore 20:00), nella Giornata Internazionale della Danza, Casa Ronald McDonald promuoverà un’azione di sensibilizzazione a sostegno dell’apertura di una struttura a Napoli - la prima del Sud Italia - che offrirà ospitalità gratuita ai genitori dei piccoli pazienti in cura nell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

La soirée si presenta come un viaggio affascinante attraverso le molteplici dimensioni del balletto neoclassico con tre opere distinte, ognuna delle quali aggiunge una nuova sfumatura alla narrazione complessiva, creando un mosaico di emozioni e riflessioni - dichiara il Direttore Zanella - Il rigore richiesto da Serenade, l’ironia raffinata di Black Cake e la potenza espressiva della Sinfonia n. 7 mettono in luce la versatilità e l’intenso lavoro di precisione del Corpo di Ballo, nonché la maestria dei Professori d’Orchestra impegnati nell’esecuzione di questi capolavori”.

“Una serenata, una danza, se si preferisce, al chiaro di luna”: così George Balanchine descrive la sua “Serenade”, creata nel 1934 sulla “Serenata per archi in do maggiore”, op. 48 di Pëtr Il'ic Cajkovskij. A riprendere la coreografia è Soimita Lupu. Primo balletto che il coreografo realizza negli Stati Uniti, si sviluppa in una costruzione astratta, fondata sul rapporto diretto tra movimento e partitura: “Serenade racconta la sua storia attraverso la musica e la coreografia, senza alcuna narrazione accessoria”, sottolinea lo stesso Balanchine.

Feline van Dijken riprende “Black Cake” di Hans van Manen: il lavoro nasce nel 1989 per il trentesimo anniversario del Nederlands Dans Theater, su richiesta di Jirí Kylián. Su un collage musicale che accosta pagine di Pëtr Il'ic Cajkovskij, Leoš Janácek, Igor’ Stravinskij, Pietro Mascagni e Jules Massenet, la coreografia si articola in cinque quadri ambientati in un contesto di alta società. Al centro, una serie di pas de deux in cui van Manen indaga il rapporto tra codici della danza sociale e individualità dei danzatori facendo emergere, sotto la superficie delle relazioni affettive, dinamiche di potere tra uomo e donna declinate con diversi registri espressivi.

Con “Sinfonia n. 7”, Uwe Scholz si confronta con la celebre partitura di Ludwig van Beethoven che Richard Wagner definì “l’apoteosi della danza”. Riprendono la coreografia Tatjana Thierbach ed Eleonora Demichelis Polian. Creata originariamente per lo Stuttgart Ballet, la coreografia è considerata uno dei capolavori di Scholz: il lavoro sviluppa una scrittura coreografica strettamente aderente alla struttura musicale, traducendone in termini di spazio, ritmo e dinamica l’impianto sinfonico.