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GOLAZO - Mollichelli su "NM": "Ringhio non è l'ultima ruota del carro!"
17.03.2021 19:35 di Napoli Magazine

NAPOLI - Dov'eravamo rimasti? Ah! si, alla querelle sul tecnico, alla necessità di cambiare subito il manico - ma con chi, poi? -, al gioco non gioco, alle tattiche confusionarie. Quante se ne sono dette e scritte su Ringhio. Senza tenere in debito conto che questo in corso è un campionato strano, a dir poco, per gli effetti della pandemia e per le tante partite ravvicinate che hanno messo a dura prova mente e muscoli. E' stato sufficiente poter allenare per sette giorni la squadra - e va bene che fa ancora male l'eliminazione in Europa League e comunque il Granada non è scarso - per rivedere una squadra degna di tal nome. Miracolo a Milano, dicono i denigratori. Eh no, proprio non ci sto. E' stata una grande partita quella che i ragazzi di Ringhio hanno disputato nel Meazza vuoto. Per atteggiamento tattico e per tecnica. Ma al Milan mancavano sette titolari!, sempre i denigratori. Quelli che quasi mai hanno voluto ricordare i tanti problemi avuti in casa azzurra per quanto concerne l'organico. Ora che sono tornati un po' tutti - da Mertens ad Osimhen a Koulibaly - si cominciano a vedere i frutti del lavoro di Ringhio che non sarà il tecnico migliore possibile ma neppure l'ultima ruota del carro. Penso all'osannato Simone Inzaghi, ad esempio, che ha visto la sua Lazio stritolata dal Bayern in Champions e vincere di misura contro il modesto, ma sempre vivo Crotone, ultimo in classifica. Non vinceva il Napoli in trasferta da quella di Udine, due mesi fa. E' tornato a farlo nel tempio del calcio italiano contro un MIlan reduce comunque dalla bella prestazione sciorinata a Manchester, sponda United. Rare volte, quest'anno, s'era visto un Milan in grave difficoltà nel contenimento dell'avversario. Aggredito nella sua metà campo, a volte deriso nella manovra e surclassato nella tecnica. Grazie alla genialità di Insigne ed alla classe adamantina di Zielinski nel quale rivedo De Bruyne, il gioiellino belga del City di Guardiola. Troppe lodi? non credo, partendo dal presupposto che ogni partita fa storia a sé. Comincia ora un campionato di undici giornate più una, il recupero con la Juve, per centrare, almeno, l'obiettivo della quarta poltrona che significa poter giocare la Champions che vuol dire soldoni e gloria, naturalmente. S'inizierà con quello che una volta era chiamato il derby del sole. In casa della Roma inviperita per il rinvio al sette aprile del recupero di Juve-Napoli. Secondo la società giallorossa, a stelle e strisce, gli azzurri sarebbero stati avvantaggiati, in quanto gli uomini di Fonseca avranno in più nelle gambe la trasferta a Donetsk di giovedì. Quisquilie, direbbe Totò. A proposito, va segnalato l'unanime accordo trovato da ADL e Agnelli che sono avversari soltanto sul campo, avendo in comune molte idee sulla necessità di rendere più moderna - e adatta ai tempi - la "politica" calcistica, nazionale ed europea. Sarà un finale di stagione tutto da vivere. Credo che, alla fine, il Napoli di Gattuso resterà nella coppa che conta.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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