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A DIMARO - Napoli, l'era della Val di Sole e dei sette trionfi azzurri in sedici anni: matrimonio vincente con il Trentino, il punto
25.07.2026 20:50 di Napoli Magazine
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Sette trofei in quindici ritiri in Val di Sole, con l’unica eccezione dell’estate 2020 quando il campionato, stoppato e posticipato causa pandemia e lockdown, venne posticipato di diversi mesi, concludendosi solamente alla fine di luglio. Non c’è che dire, sui due scudetti (2022 - 2023 e 2024 - 2025), le tre Coppe Italia (2012, 2014 e 2020) e le due Supercoppe (2014 e 2025) c’è anche la “firma” trentina.

Quella di non cedere alle “sirene” estere e differenziarsi dalla linea adottata da tutti gli altri top club italiani, che prevede - di prassi - un breve periodo di preparazione in sede o all’estero e poi lunghe (e redditizie) tournée in America, Asia o Australia, è stata una scelta ben precisa operata dal presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, per il quale la preparazione “in quota” e il duro lavoro del ritiro sono punti “fermi”. Anzi, imprescindibili.

Insomma, si può tranquillamente parlare di “era Dimaro” perché, da quando il Napoli ha eletto la Val di Sole quale propria capitale estiva, sono arrivati ben sette titoli, con il club partenopeo che si è inserito - a suo di vittorie, con pieno diritto e in pianta stabile - tra le grandi del calcio italiano.

Curiosità che i tifosi hanno scoperto nell’esposizione dei Trofei allestito nel DOME della SKI.IT Arena da SSC Napoli nell’ambito delle Celebrazioni del Centenario che coincide con il 15.o ristoro precampionato svolto in Val di Sole. Una iniziativa voluta da Valentina De Laurentiis in collaborazione con Momenti Azzurri S.r.l., costituita da Eduardo Alinei e Giuseppe Montanino. L’esposizione accompagna i tifosi in un viaggio attraverso i momenti che hanno reso grande il Napoli: dalle prime affermazioni nazionali e internazionali ai quattro Scudetti, dalle Coppe Italia alla Coppa UEFA, fino ai successi più recenti. Ogni trofeo esposto rappresenta una pagina della storia del Club e diventa il punto di partenza per raccontare le imprese, i protagonisti e le emozioni che hanno contribuito a costruire l’identità della S.S.C. Napoli. Un’intera sezione è dedicata a Diego Armando Maradona, simbolo assoluto della storia azzurra, attraverso una selezione di memorabilia che ne celebra l’eredità sportiva e il legame indissolubile con Napoli.

LA STORIA - Pronti via e, già dopo il primo ritiro, quello del 2011, il Napoli guidato all’epoca da Walter Mazzarri vinse la quarta Coppa Italia della propria storia. Gli azzurri, come da formula “moderna”, entrarono in scena agli ottavi di finale, conquistando l’accesso ai quarti dopo la vittoria per 2 a 1 sul Cesena (gol di Cavani e Pandev nella ripresa). Il Napoli affrontò e supero poi l’Inter (2-0 con doppietta di Cavani) e in semifinale superarono il Siena dopo un tiratissimo doppio confronto. All’andata i toscani s’imposero per 2 a 1 (reti di Reginaldo e D’Agostino per il Siena, autogol di Pesoli per i partenopei), ma nel return match gli azzurri riuscirono a ribaltare l’esito grazie all’autorete di Vergassola e al gol di Cavani. L’epilogo finale andò in scena allo stadio Olimpico di Roma con il Napoli che superò per 2 a 0 la Juventus con gol di Cavani su calcio di rigore e acuto finale di Hamsik.

Due anni più tardi, nel 2014, il Napoli mise a segno un meraviglioso “double”. vincendo prima la Coppa Italia, la seconda in tre anni e poi la Supercoppa. Il cammino iniziò negli ottavi di finale con il successo per 3 a 1 sull’Atalanta (2 Callejon e Insigne, gol di De Luca per i nerazzurri) e proseguì con la vittoria per 1 a 0 sulla Lazio con marcatura di Higuain. In semifinale il Napoli affrontò la Roma, che s’impose per 3 a 2 nella partita d’andata (2 Gervinho e Strootman per i giallorossi, autorete di De Sanctis e Mertens per gli azzurri), ma nella sfida di ritorno la squadra partenopea s’impose con un netto 3-0 (Callejon, Higuain, Jorginho) e volò in finale. L’epilogo avvenne il 3 maggio allo stadio Olimpico: il Napoli vinse 3 a 1 con doppietta iniziale di Insigne, rete viola di Vargas e marcatura nel recupero di Mertens. Il tecnico spagnolo Rafa Benitez festeggiò il primo dei due trofei conquistati con il club campano.

Il trionfo in Supercoppa arrivò pochi mesi più tardo., praticamente a fine anno, segnatamente il 22 dicembre. A Doha, in Qatar, gli azzurri superarono nella sfida “secca” la Juventus al termine di un match semplicemente entusiasmante.  Alla rete iniziale di Tevez rispose Higuain nella ripresa e, nei supplementari, “l’Apache” riportò avanti i bianconeri ma, a due minuti dal 120’, Higuain firmò il secondo pareggio. I rigori furono contrassegnati da tanti errori: la Juventus sbagliò quattro tiri dal dischetto, il Napoli tre con rete decisiva di Koulibaly, che consegnò la seconda Supercoppa della storia al club di Aurelio De Laurentiis dopo quello conseguito nel 1990.

Nella stagione più complicata del calcio italiano, quella della “bolla” post lockdown, il Napoli trionfò ancora in Coppa Italia. Negli ottavi di finale gli azzurri eliminarono il Perugia (2-0 con doppietta di Insigne, che realizzò entrambe le reti dal dischetto) e nei quarti fu ancora decisivo l’attaccante “di casa”, che realizzò il gol decisivo contro la Lazio, sconfitta 1 a 0. Nella semifinale d’andata, disputata a febbraio, il Napoli espugnò “San Siro” per 1 a 0, con Fabian Ruiz che firmò il go partita contro l’Inter. Il return match si disputò a giugno, dopo il lunghissimo lockdown e il pareggio (1-1 con rete nerazzurra di Eriksen e pareggio di Mertens) permise al Napoli di conquistare l’accesso alla finale di Roma.

Il 17 giugno 2020 il Napoli di Gennaro Gattuso alzò al cielo la sua sesta Coppa Italia dopo aver battuto ai calci di rigore (4-2) la Juventus, dopo che i tempi supplementari si erano chiusi sullo 0 a 0.

Tre anni più tardi, nel 2023, il Napoli - a 33 anni di distanza dall’ultima volta - è tornato invece sul tetto d’Italia, conquistando il terzo scudetto della sua storia.

Sul ponte di comando c’era Luciano Spalletti che, dopo aver condotto i partenopei al terzo posto nella stagione precedente (dietro Milan e Inter), alla sua seconda (e ultima) annata in riva al Golfo ha portato il Napoli a dominare il campionato, chiuso a quota 90 punti con tutte le avversarie spedite a distanza “siderale”.

Il trionfo arriva alla 33esima giornata, con cinque turni d’anticipo rispetto alla fine del campionato e il pareggio conquistato a Udine permette agli azzurri di trionfare: a fine anno saranno 16 i punti di margine sulla Lazio, 18 sull’Inter e 20 sul Milan.

Dopo l’addio di Spalletti, la brevissima parentesi Garcia, il ritorno poco fortunato di Mazzarri e la gestione di Calzona nel finale, sulla panchina azzurra è stato il turno di Antonio Conte che, nei due ritiri di Dimaro, ha torchiato come nessun altro i giocatori dal punto di vista atletico.

E i risultati, un anno fa, si sono visti eccome, perché il Napoli ha conquistato il quarto successo della sua storia centenaria dopo un entusiasmante testa a testa con l’Inter, risoltosi solamente all’ultima giornata.

Nella bolgia del San Paolo le reti di Scott McTominay e Romelu Lukaku hanno certificato la superiorità dei partenopei, che hanno chiuso a quota 82 punti, uno in più rispetto all’Inter.

L’ultimo successo è, invece, storia di pochi mesi fa. A Riad, Arabia Saudita, il 22 dicembre - non una data casuale - il Napoli ha conquistato la sua terza Supercoppa dopo la vittoria in finale contro il Bologna, arrivata grazie alla doppietta di David Neres.

Quattro giorni prima, in semifinale, secondo la nuova formula del torneo, gli azzurri avevano avuto ragione dei campioni uscenti del Milan, superati per 2 a 0 con reti di Neres, capocannoniere della manifestazione e Hojlund.

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25/07/2026 - 20:50

Sette trofei in quindici ritiri in Val di Sole, con l’unica eccezione dell’estate 2020 quando il campionato, stoppato e posticipato causa pandemia e lockdown, venne posticipato di diversi mesi, concludendosi solamente alla fine di luglio. Non c’è che dire, sui due scudetti (2022 - 2023 e 2024 - 2025), le tre Coppe Italia (2012, 2014 e 2020) e le due Supercoppe (2014 e 2025) c’è anche la “firma” trentina.

Quella di non cedere alle “sirene” estere e differenziarsi dalla linea adottata da tutti gli altri top club italiani, che prevede - di prassi - un breve periodo di preparazione in sede o all’estero e poi lunghe (e redditizie) tournée in America, Asia o Australia, è stata una scelta ben precisa operata dal presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, per il quale la preparazione “in quota” e il duro lavoro del ritiro sono punti “fermi”. Anzi, imprescindibili.

Insomma, si può tranquillamente parlare di “era Dimaro” perché, da quando il Napoli ha eletto la Val di Sole quale propria capitale estiva, sono arrivati ben sette titoli, con il club partenopeo che si è inserito - a suo di vittorie, con pieno diritto e in pianta stabile - tra le grandi del calcio italiano.

Curiosità che i tifosi hanno scoperto nell’esposizione dei Trofei allestito nel DOME della SKI.IT Arena da SSC Napoli nell’ambito delle Celebrazioni del Centenario che coincide con il 15.o ristoro precampionato svolto in Val di Sole. Una iniziativa voluta da Valentina De Laurentiis in collaborazione con Momenti Azzurri S.r.l., costituita da Eduardo Alinei e Giuseppe Montanino. L’esposizione accompagna i tifosi in un viaggio attraverso i momenti che hanno reso grande il Napoli: dalle prime affermazioni nazionali e internazionali ai quattro Scudetti, dalle Coppe Italia alla Coppa UEFA, fino ai successi più recenti. Ogni trofeo esposto rappresenta una pagina della storia del Club e diventa il punto di partenza per raccontare le imprese, i protagonisti e le emozioni che hanno contribuito a costruire l’identità della S.S.C. Napoli. Un’intera sezione è dedicata a Diego Armando Maradona, simbolo assoluto della storia azzurra, attraverso una selezione di memorabilia che ne celebra l’eredità sportiva e il legame indissolubile con Napoli.

LA STORIA - Pronti via e, già dopo il primo ritiro, quello del 2011, il Napoli guidato all’epoca da Walter Mazzarri vinse la quarta Coppa Italia della propria storia. Gli azzurri, come da formula “moderna”, entrarono in scena agli ottavi di finale, conquistando l’accesso ai quarti dopo la vittoria per 2 a 1 sul Cesena (gol di Cavani e Pandev nella ripresa). Il Napoli affrontò e supero poi l’Inter (2-0 con doppietta di Cavani) e in semifinale superarono il Siena dopo un tiratissimo doppio confronto. All’andata i toscani s’imposero per 2 a 1 (reti di Reginaldo e D’Agostino per il Siena, autogol di Pesoli per i partenopei), ma nel return match gli azzurri riuscirono a ribaltare l’esito grazie all’autorete di Vergassola e al gol di Cavani. L’epilogo finale andò in scena allo stadio Olimpico di Roma con il Napoli che superò per 2 a 0 la Juventus con gol di Cavani su calcio di rigore e acuto finale di Hamsik.

Due anni più tardi, nel 2014, il Napoli mise a segno un meraviglioso “double”. vincendo prima la Coppa Italia, la seconda in tre anni e poi la Supercoppa. Il cammino iniziò negli ottavi di finale con il successo per 3 a 1 sull’Atalanta (2 Callejon e Insigne, gol di De Luca per i nerazzurri) e proseguì con la vittoria per 1 a 0 sulla Lazio con marcatura di Higuain. In semifinale il Napoli affrontò la Roma, che s’impose per 3 a 2 nella partita d’andata (2 Gervinho e Strootman per i giallorossi, autorete di De Sanctis e Mertens per gli azzurri), ma nella sfida di ritorno la squadra partenopea s’impose con un netto 3-0 (Callejon, Higuain, Jorginho) e volò in finale. L’epilogo avvenne il 3 maggio allo stadio Olimpico: il Napoli vinse 3 a 1 con doppietta iniziale di Insigne, rete viola di Vargas e marcatura nel recupero di Mertens. Il tecnico spagnolo Rafa Benitez festeggiò il primo dei due trofei conquistati con il club campano.

Il trionfo in Supercoppa arrivò pochi mesi più tardo., praticamente a fine anno, segnatamente il 22 dicembre. A Doha, in Qatar, gli azzurri superarono nella sfida “secca” la Juventus al termine di un match semplicemente entusiasmante.  Alla rete iniziale di Tevez rispose Higuain nella ripresa e, nei supplementari, “l’Apache” riportò avanti i bianconeri ma, a due minuti dal 120’, Higuain firmò il secondo pareggio. I rigori furono contrassegnati da tanti errori: la Juventus sbagliò quattro tiri dal dischetto, il Napoli tre con rete decisiva di Koulibaly, che consegnò la seconda Supercoppa della storia al club di Aurelio De Laurentiis dopo quello conseguito nel 1990.

Nella stagione più complicata del calcio italiano, quella della “bolla” post lockdown, il Napoli trionfò ancora in Coppa Italia. Negli ottavi di finale gli azzurri eliminarono il Perugia (2-0 con doppietta di Insigne, che realizzò entrambe le reti dal dischetto) e nei quarti fu ancora decisivo l’attaccante “di casa”, che realizzò il gol decisivo contro la Lazio, sconfitta 1 a 0. Nella semifinale d’andata, disputata a febbraio, il Napoli espugnò “San Siro” per 1 a 0, con Fabian Ruiz che firmò il go partita contro l’Inter. Il return match si disputò a giugno, dopo il lunghissimo lockdown e il pareggio (1-1 con rete nerazzurra di Eriksen e pareggio di Mertens) permise al Napoli di conquistare l’accesso alla finale di Roma.

Il 17 giugno 2020 il Napoli di Gennaro Gattuso alzò al cielo la sua sesta Coppa Italia dopo aver battuto ai calci di rigore (4-2) la Juventus, dopo che i tempi supplementari si erano chiusi sullo 0 a 0.

Tre anni più tardi, nel 2023, il Napoli - a 33 anni di distanza dall’ultima volta - è tornato invece sul tetto d’Italia, conquistando il terzo scudetto della sua storia.

Sul ponte di comando c’era Luciano Spalletti che, dopo aver condotto i partenopei al terzo posto nella stagione precedente (dietro Milan e Inter), alla sua seconda (e ultima) annata in riva al Golfo ha portato il Napoli a dominare il campionato, chiuso a quota 90 punti con tutte le avversarie spedite a distanza “siderale”.

Il trionfo arriva alla 33esima giornata, con cinque turni d’anticipo rispetto alla fine del campionato e il pareggio conquistato a Udine permette agli azzurri di trionfare: a fine anno saranno 16 i punti di margine sulla Lazio, 18 sull’Inter e 20 sul Milan.

Dopo l’addio di Spalletti, la brevissima parentesi Garcia, il ritorno poco fortunato di Mazzarri e la gestione di Calzona nel finale, sulla panchina azzurra è stato il turno di Antonio Conte che, nei due ritiri di Dimaro, ha torchiato come nessun altro i giocatori dal punto di vista atletico.

E i risultati, un anno fa, si sono visti eccome, perché il Napoli ha conquistato il quarto successo della sua storia centenaria dopo un entusiasmante testa a testa con l’Inter, risoltosi solamente all’ultima giornata.

Nella bolgia del San Paolo le reti di Scott McTominay e Romelu Lukaku hanno certificato la superiorità dei partenopei, che hanno chiuso a quota 82 punti, uno in più rispetto all’Inter.

L’ultimo successo è, invece, storia di pochi mesi fa. A Riad, Arabia Saudita, il 22 dicembre - non una data casuale - il Napoli ha conquistato la sua terza Supercoppa dopo la vittoria in finale contro il Bologna, arrivata grazie alla doppietta di David Neres.

Quattro giorni prima, in semifinale, secondo la nuova formula del torneo, gli azzurri avevano avuto ragione dei campioni uscenti del Milan, superati per 2 a 0 con reti di Neres, capocannoniere della manifestazione e Hojlund.