In Evidenza
AIAC - Ulivieri: "Conte c.t. della Nazionale? E chi avrebbe parlato con lui? Noi non sappiamo neanche chi sarà il Presidente federale”
09.04.2026 16:35 di Napoli Magazine
aA

Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori, è intervenuto a Radio Marte per analizzare la questione Conte-Nazionale e l’avvicinamento a Parma-Napoli: "Scenari FIGC in chiave Nazionale sono ancora imprevedibili. La scelta del CT dipende dal Presidente Federale, che ancora non sappiamo chi sarà. Io ero presente alla convocazione di Gravina, dimissionario. Non sappiamo nulla di quanto succederà, non sappiamo chi sarà il presidente della Federazione, figuriamoci se sappiamo chi sarà il nuovo commissario tecnico! C’è la persona ma ci sono anche i programmi e bisogna studiarli per capire quale programma rispecchia di più la nostra filosofia. Spero si esca dalla dittatura dei nomi in forza dei programmi! Noi abbiamo sostenuto Gravina e ne abbiamo condiviso la politica, quindi la responsabilità è certamente di Gravina ma anche di tutto il consiglio federale. C’è da pensare che i risultati delle Nazionali giovanili sono importanti, gli allenatori del settore dilettantistico non lavorano male. I ragazzi che arrivano in C, B od A trovano allenatori bravi. Le Nazionali giovanili fanno un grande percorso negli Europei e nei Mondiali. Credo che quindi la criticità sia proprio nel passaggio da quando arrivano ad un determinato livello, a squadre di prima fascia. Non si è candidato ancora nessuno, siamo in fase interlocutoria: quando si candiderà qualcuno, dovrà presentare un programma e sulla base di quello valuteremo. Chiunque si candidi, deve sapere di economia, regole, calcio. Che sia un ex calciatore o un economista, dev’essere preparato sotto tutti gli aspetti. Abbreviare i tempi non è possibile: chi potrebbe convocare prima il Consiglio Federale? Sento dire che hanno parlato con Conte: chi ci parla con Conte o con chiunque altro? Non c’è la figura che dovrebbe farlo! Il mio pensiero – e su questo dovremmo lavorare – nelle Nazionali giovanili ci sono allenatori che dovrebbero fare carriera come Bearzot e Maldini. Per fare il ct non è sufficiente essere allenatori di club,  l’abbiamo visto con Spalletti: Spalletti è un grande allenatore, un GRANDE allenatore e con la Nazionale ha avuto problemi anche nella gestione. Non mi sono divertito particolarmente nel guardare Napoli-Milan, è stata una partita poco coinvolgente. Ho varato a suo tempo la difesa a 3. Se le maggiori squadre europee vincono, non dipende dalla difesa a 4. Certo, la difesa a 3 offre maggiore copertura ma le squadre che vincono e dominano le partite non hanno bisogno del difensore in più. Non vincono le partite perché hanno la difesa a 4 ma perché hanno giocatori bravi. Le loro difese sono impegnate relativamente perché tendono ad avere la palla sempre loro. Per questo vincono, hanno una filosofia di calcio diversa. Noi venivamo dalla Serie B e temevamo di essere inferiori a tanti altri. Il modulo con la difesa a 3 andò bene i primi due anni perché era una sorpresa, i cui vantaggi finirono dopo 2 anni! Oggi l’adattamento alla sorpresa richiede due ore: in due ore finisce la sorpresa. Il settore tecnico pensa a squadre flessibili: questa dovrebbe essere la nostra forza. Saper passare da un modo di difendere o attaccare o fare possesso palla a un altro. Il campionato non lo giudico ancora chiuso: aspettiamo la sentenza della matematica”.

ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
AIAC - Ulivieri: "Conte c.t. della Nazionale? E chi avrebbe parlato con lui? Noi non sappiamo neanche chi sarà il Presidente federale”

di Napoli Magazine

09/04/2026 - 16:35

Renzo Ulivieri, presidente Assoallenatori, è intervenuto a Radio Marte per analizzare la questione Conte-Nazionale e l’avvicinamento a Parma-Napoli: "Scenari FIGC in chiave Nazionale sono ancora imprevedibili. La scelta del CT dipende dal Presidente Federale, che ancora non sappiamo chi sarà. Io ero presente alla convocazione di Gravina, dimissionario. Non sappiamo nulla di quanto succederà, non sappiamo chi sarà il presidente della Federazione, figuriamoci se sappiamo chi sarà il nuovo commissario tecnico! C’è la persona ma ci sono anche i programmi e bisogna studiarli per capire quale programma rispecchia di più la nostra filosofia. Spero si esca dalla dittatura dei nomi in forza dei programmi! Noi abbiamo sostenuto Gravina e ne abbiamo condiviso la politica, quindi la responsabilità è certamente di Gravina ma anche di tutto il consiglio federale. C’è da pensare che i risultati delle Nazionali giovanili sono importanti, gli allenatori del settore dilettantistico non lavorano male. I ragazzi che arrivano in C, B od A trovano allenatori bravi. Le Nazionali giovanili fanno un grande percorso negli Europei e nei Mondiali. Credo che quindi la criticità sia proprio nel passaggio da quando arrivano ad un determinato livello, a squadre di prima fascia. Non si è candidato ancora nessuno, siamo in fase interlocutoria: quando si candiderà qualcuno, dovrà presentare un programma e sulla base di quello valuteremo. Chiunque si candidi, deve sapere di economia, regole, calcio. Che sia un ex calciatore o un economista, dev’essere preparato sotto tutti gli aspetti. Abbreviare i tempi non è possibile: chi potrebbe convocare prima il Consiglio Federale? Sento dire che hanno parlato con Conte: chi ci parla con Conte o con chiunque altro? Non c’è la figura che dovrebbe farlo! Il mio pensiero – e su questo dovremmo lavorare – nelle Nazionali giovanili ci sono allenatori che dovrebbero fare carriera come Bearzot e Maldini. Per fare il ct non è sufficiente essere allenatori di club,  l’abbiamo visto con Spalletti: Spalletti è un grande allenatore, un GRANDE allenatore e con la Nazionale ha avuto problemi anche nella gestione. Non mi sono divertito particolarmente nel guardare Napoli-Milan, è stata una partita poco coinvolgente. Ho varato a suo tempo la difesa a 3. Se le maggiori squadre europee vincono, non dipende dalla difesa a 4. Certo, la difesa a 3 offre maggiore copertura ma le squadre che vincono e dominano le partite non hanno bisogno del difensore in più. Non vincono le partite perché hanno la difesa a 4 ma perché hanno giocatori bravi. Le loro difese sono impegnate relativamente perché tendono ad avere la palla sempre loro. Per questo vincono, hanno una filosofia di calcio diversa. Noi venivamo dalla Serie B e temevamo di essere inferiori a tanti altri. Il modulo con la difesa a 3 andò bene i primi due anni perché era una sorpresa, i cui vantaggi finirono dopo 2 anni! Oggi l’adattamento alla sorpresa richiede due ore: in due ore finisce la sorpresa. Il settore tecnico pensa a squadre flessibili: questa dovrebbe essere la nostra forza. Saper passare da un modo di difendere o attaccare o fare possesso palla a un altro. Il campionato non lo giudico ancora chiuso: aspettiamo la sentenza della matematica”.