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IL MISTER - Conte fino a tardi a Castel Volturno per studiare l'Hellas Verona, il retroscena
07.01.2026 10:36 di Napoli Magazine
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Il Mattino scrive le ultime su Napoli-Hellas Verona, gara valevole per la 19esima giornata di Serie A: "Le vittorie e gli scudetti, secondo il tecnico leccese, si costruiscono con la mentalità e il primo mattone è avere una mentalità vincente nelle partite in casa. Lo stesso avvenne pure ai tempi della Juventus. I giocatori sanno bene che il loro stadio è come se fosse un loro territorio esclusivo. E lo sanno perché Antonio li martella. E i suoi discorsi a cuore aperto, anche quelli di queste ore, fanno spesso leva sull'orgoglio, sulla fierezza, sullo spirito di squadra, sul sentirsi soli contro tutti e così trasformare la sindrome da accerchiamento in forza nervosa, prima ancora che tecnica. Una carica che parte da lui: guardate Conte negli ultimi minuti dell'Olimpico, quando tutto sembra ormai chiarissimo e la Lazio non pare avere chance di recuperare, schiantata in campo oltre che nella testa. Le immagini e le foto lo ritraggono come un Braveheart del Terzo Millennio, a spingere in avanti la truppa, con la tuta e la giacca inzuppati di pioggia gelida, gridando contro il mondo. E oggi con il Verona lui vuole che non si sia nessun intoppo: lui non fa differenza, tra una big e una 'piccola'. Anzi, sa bene che quelle in lotta per non retrocedere sono un bel grattacapo di questi tempi. Anche è rimasto fino a sera nel centro tecnico con il fratello Gianluca e con il vice Stellini per trovare gli antidoti alla disperazione degli scaligeri di Zanetti: vorrà provare a 'incartarli' come è riuscito domenica".

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07/01/2026 - 10:36

Il Mattino scrive le ultime su Napoli-Hellas Verona, gara valevole per la 19esima giornata di Serie A: "Le vittorie e gli scudetti, secondo il tecnico leccese, si costruiscono con la mentalità e il primo mattone è avere una mentalità vincente nelle partite in casa. Lo stesso avvenne pure ai tempi della Juventus. I giocatori sanno bene che il loro stadio è come se fosse un loro territorio esclusivo. E lo sanno perché Antonio li martella. E i suoi discorsi a cuore aperto, anche quelli di queste ore, fanno spesso leva sull'orgoglio, sulla fierezza, sullo spirito di squadra, sul sentirsi soli contro tutti e così trasformare la sindrome da accerchiamento in forza nervosa, prima ancora che tecnica. Una carica che parte da lui: guardate Conte negli ultimi minuti dell'Olimpico, quando tutto sembra ormai chiarissimo e la Lazio non pare avere chance di recuperare, schiantata in campo oltre che nella testa. Le immagini e le foto lo ritraggono come un Braveheart del Terzo Millennio, a spingere in avanti la truppa, con la tuta e la giacca inzuppati di pioggia gelida, gridando contro il mondo. E oggi con il Verona lui vuole che non si sia nessun intoppo: lui non fa differenza, tra una big e una 'piccola'. Anzi, sa bene che quelle in lotta per non retrocedere sono un bel grattacapo di questi tempi. Anche è rimasto fino a sera nel centro tecnico con il fratello Gianluca e con il vice Stellini per trovare gli antidoti alla disperazione degli scaligeri di Zanetti: vorrà provare a 'incartarli' come è riuscito domenica".