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LA SFIDA AL SAN PAOLO - Sarri-Giampaolo, sarà un Napoli-Empoli da spettacolo
30.01.2016 13:58 di Napoli Magazine Fonte: Dario Marotta per il Roma
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Un girone fa, alla vigilia del rocambolesco pareggio con la compagine toscana, Maurizio Sarri raccontò una scomoda verità: «L’Empoli? È la squadra che diventeremo noi tra tre anni come evoluzione tattica». Una dichiarazione forte che da un lato raccontava ed elogiava la proposta di gioco degli avversari e dall’altra metteva a nudo le difficoltà del primo Napoli, impacciato, giù di tono e imbrigliato in un modulo che non esaltava le caratteristiche dei singoli. Si voleva, a torto o a ragione, snaturare la qualità degli esterni offensivi, soffocati in un imbuto senza via d’uscita. Poco dopo, il cambio di registro, accompagnato da un miglioramento complessivo della forma fisica. Primo posto, complimenti, elogi da ogni angolo del Mondo e Sarri sul gradino più alto del podio, dopo aver sfiorato il baratro.

 

L’AVVERSARIO. Belle storie, come quella per certi versi simile di Marco Giampaolo, figliol prodigo rinnegato e riabbracciato dal grande calcio, astro nascente della panchina prima di perdersi in una serie di esoneri e di incomprensioni, con società e tifosi di turno. Il rilancio in Toscana, a Empoli, terra di speranza e di rivincita. Prima di Giampaolo, Sarri, riscoperto tra i cadetti e consegnato, all’alba dei sessant’anni, ai grandi palcoscenici italiani ed europei dopo lo splendido lavoro compiuto con la piccola matricola del presidente Corsi. Un’eredità importante, raccolta dal collega ed amico Giampaolo che, con grande umiltà, ha proseguito sulla stessa strada tracciata dal suo predecessore, mettendo da parte le convinzioni personali e i teoremi che, talvolta, possono rivelarsi improduttivi: difesa alta, verticalizzazioni rapide e tanto, tantissimo pressing in fase di non possesso, proprio come il vecchio Empoli di Sarri. L’organizzazione, la cura maniacale di ogni dettaglio e, piccola grande differenza, una maggiore libertà di espressione per gli interpreti, prima troppo legati agli ordini tattici fissate dal mister. Un’annotazione messa a verbale dai vecchi pupilli dell’attuale allenatore del Napoli, Tonelli e Maccarone su tutti che, nel ricordare il grande lavoro svolto da Sarri, hanno evidenziato i meriti di Giampaolo. Evidentemente, c’ha messo del suo per proporre un nuovo episodio della favola empolese, arrivata sino alle soglie dell’Europa. Sogni da una parte e dall’altra, sul prato verde del San Paolo. Sogni e divertimento, senza speculazioni, con la voglia di affrontarsi a viso aperto, di godersi una gara d’alta classifica. Impensabile per l’ultimo Giampaolo, finito nel dimenticatoio. Impensabile, fino a qualche mese fa, per Sarri, lontano anni luce dalla serie A. Un premio alla cultura del lavoro, un riconoscimento all’espressione più gioiosa e divertente del calcio. Una bella favola da raccontare, con un lieto fine inevitabilmente azzurro.

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LA SFIDA AL SAN PAOLO - Sarri-Giampaolo, sarà un Napoli-Empoli da spettacolo

di Napoli Magazine

30/01/2016 - 13:58

Un girone fa, alla vigilia del rocambolesco pareggio con la compagine toscana, Maurizio Sarri raccontò una scomoda verità: «L’Empoli? È la squadra che diventeremo noi tra tre anni come evoluzione tattica». Una dichiarazione forte che da un lato raccontava ed elogiava la proposta di gioco degli avversari e dall’altra metteva a nudo le difficoltà del primo Napoli, impacciato, giù di tono e imbrigliato in un modulo che non esaltava le caratteristiche dei singoli. Si voleva, a torto o a ragione, snaturare la qualità degli esterni offensivi, soffocati in un imbuto senza via d’uscita. Poco dopo, il cambio di registro, accompagnato da un miglioramento complessivo della forma fisica. Primo posto, complimenti, elogi da ogni angolo del Mondo e Sarri sul gradino più alto del podio, dopo aver sfiorato il baratro.

 

L’AVVERSARIO. Belle storie, come quella per certi versi simile di Marco Giampaolo, figliol prodigo rinnegato e riabbracciato dal grande calcio, astro nascente della panchina prima di perdersi in una serie di esoneri e di incomprensioni, con società e tifosi di turno. Il rilancio in Toscana, a Empoli, terra di speranza e di rivincita. Prima di Giampaolo, Sarri, riscoperto tra i cadetti e consegnato, all’alba dei sessant’anni, ai grandi palcoscenici italiani ed europei dopo lo splendido lavoro compiuto con la piccola matricola del presidente Corsi. Un’eredità importante, raccolta dal collega ed amico Giampaolo che, con grande umiltà, ha proseguito sulla stessa strada tracciata dal suo predecessore, mettendo da parte le convinzioni personali e i teoremi che, talvolta, possono rivelarsi improduttivi: difesa alta, verticalizzazioni rapide e tanto, tantissimo pressing in fase di non possesso, proprio come il vecchio Empoli di Sarri. L’organizzazione, la cura maniacale di ogni dettaglio e, piccola grande differenza, una maggiore libertà di espressione per gli interpreti, prima troppo legati agli ordini tattici fissate dal mister. Un’annotazione messa a verbale dai vecchi pupilli dell’attuale allenatore del Napoli, Tonelli e Maccarone su tutti che, nel ricordare il grande lavoro svolto da Sarri, hanno evidenziato i meriti di Giampaolo. Evidentemente, c’ha messo del suo per proporre un nuovo episodio della favola empolese, arrivata sino alle soglie dell’Europa. Sogni da una parte e dall’altra, sul prato verde del San Paolo. Sogni e divertimento, senza speculazioni, con la voglia di affrontarsi a viso aperto, di godersi una gara d’alta classifica. Impensabile per l’ultimo Giampaolo, finito nel dimenticatoio. Impensabile, fino a qualche mese fa, per Sarri, lontano anni luce dalla serie A. Un premio alla cultura del lavoro, un riconoscimento all’espressione più gioiosa e divertente del calcio. Una bella favola da raccontare, con un lieto fine inevitabilmente azzurro.

Fonte: Dario Marotta per il Roma