A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, coordinatore del Corriere dello Sport online. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Direttore, le ultime da lei su quello che sarà il futuro del calcio italiano, partendo da chi potrebbe essere il presidente della FIGC?
“Mi sembra che la strada sia indirizzata verso Giovanni Malagò. Credo che in questo momento sia l’unico candidato forte. Ovviamente c’è tempo fino all’inizio di maggio per la presentazione delle candidature, mentre le elezioni si svolgeranno il 22 giugno, quindi bisogna ancora aspettare. Al momento Malagò mi sembra il candidato più solido, direi anche l’unico di un certo spessore. Per questo Le dico che, secondo me, la poltrona di presidente FIGC è fortemente indirizzata verso Giovanni Malagò. Poi bisognerà capire che tipo di scelta farà per il commissario tecnico, perché è la decisione più immediata. Mi aspetto che il nuovo corso porti finalmente un rinnovamento all’interno del calcio italiano, sul quale ci sarà molto da discutere, ma soprattutto da lavorare per trovare soluzioni su come rilanciare il nostro movimento. Le idee possono essere tante, ma c’è bisogno di studiare tutto con calma, coscienza, professionalità ed esperienza, per consentire al calcio italiano di tornare ai livelli che competono a un Paese che ha vinto quattro Mondiali. Questo nel medio-lungo periodo. Nel breve, invece, andrà scelto il nuovo CT e ci aspettiamo che la scelta ricada su un grande nome. Vedremo quale sarà la preferenza di Malagò. È chiaro che il primo ostacolo nella scelta di un top allenatore riguarda i costi: la FIGC non può arrivare alle cifre dei club, perché gestisce anche risorse pubbliche. Quindi si potrebbe ricorrere a soluzioni simili a quella adottata con Antonio Conte, quando una parte dell’ingaggio fu coperta da uno sponsor".
Se il prossimo commissario tecnico sarà scelto dal prossimo presidente della FIGC, i nomi che circolano oggi, ovvero Conte, Allegri e Mancini, sono da ritenere credibili? Se sì, come si fa a pronosticare tra questi nomi?
“È chiaro che quando parli di allenatori top in Italia non hai tantissimi nomi. I più esperti e vincenti sono sicuramente Conte e Allegri, poi ci sono Mancini e anche Simone Inzaghi. Parliamo però di allenatori con ingaggi molto elevati, quindi bisognerà capire se sono operazioni sostenibili. Dal punto di vista tecnico è evidente che, quando si cercano profili di alto livello, vengono in mente questi nomi, che hanno curriculum importanti e parlano da soli".
Secondo lei, tra i due attualmente impegnati, ovvero Conte e Allegri, e quello libero, ovvero Mancini, quale strada è più percorribile?
“Sicuramente Mancini, perché è libero e quindi rappresenta l’opzione più semplice. È un profilo molto forte in questa corsa. Però bisogna aspettare, perché da qui a due mesi possono cambiare tante cose. Il commissario tecnico non può essere scelto prima delle elezioni, quindi è probabile che i candidati facciano dei sondaggi e magari si creino delle associazioni tra candidato presidente e possibile CT. È un meccanismo simile a quello che si vede nelle elezioni dei club spagnoli, dove chi si candida spesso presenta anche il nome dell’allenatore per rafforzare la propria campagna. È possibile che accada qualcosa di simile anche qui, ma prima del 22 giugno non ci saranno decisioni ufficiali. Serve pazienza, perché è una scelta da fare con grande attenzione, senza fretta, costruendo un progetto solido".
Un weekend importantissimo, partendo da Inter-Roma. Una Roma che nell’ultimo periodo non sta attraversando un grande momento di forma, mentre l’Inter sembra un po’ nervosa e ha perso punti per strada. Chi ci arriva meglio a questa sfida e come si concluderà secondo lei?
“Sulla carta l’Inter non ci arriva benissimo, per gli ultimi risultati e per un certo nervosismo che si è visto. Credo che sia una partita molto delicata. La Roma può creare difficoltà all’Inter, e non dimentichiamo che l’anno scorso Inter-Roma fu decisa da un gol che ebbe un impatto importante anche nella corsa scudetto. Quest’anno, un eventuale passo falso dell’Inter,pareggio o sconfitta, non darebbe motivazioni solo al Napoli, ma anche al Milan. Se l’Inter dovesse rallentare ancora, Napoli e Milan ne approfitterebbero, e questo renderebbe la corsa al titolo ancora più aperta e interessante già dalla giornata successiva".
La seconda partita più importante di questo weekend è quella di lunedì di Pasquetta tra Napoli e Milan. Nonostante il Milan sia avanti di un punto, leggo pronostici completamente a favore del Napoli. È d’accordo?
“Queste sono partite da tripla. Quando si affrontano allenatori che hanno vinto 11 degli ultimi 15 scudetti, parliamo di tecnici che hanno grande esperienza e sanno gestire queste sfide. Sarà una partita molto tattica, con entrambe le squadre attente a non concedere nulla. Probabilmente sarà decisa dagli episodi, come spesso accade in gare così sentite. Bisognerà essere bravi a indirizzarli a proprio favore. I pronostici tutti a favore del Napoli non mi sembrano corretti: il Milan ha dimostrato di essere una squadra forte ed esperta, con giocatori capaci di determinare, come Pulisic e Leão. Le dico anche che, se Leão non dovesse partire titolare, il Milan potrebbe guadagnarci in fluidità di manovra, perché a volte gioca meglio senza di lui. Detto questo, Leão resta un giocatore decisivo e ha già fatto male spesso al Napoli, anche al Maradona".
Si è parlato del nome di Antonio Conte per la nazionale italiana. Le chiedo se ci sono aggiornamenti sulla sua permanenza sulla panchina del Napoli, indipendentemente dalla nazionale.
“No, il suo futuro a Napoli, al di là della nazionale, passerà comunque dal confronto con il presidente Aurelio De Laurentiis, come è successo già l’anno scorso. Bisogna aspettare quel faccia a faccia, senza creare allarmismi, perché al momento non mi risultano divergenze. Per quanto riguarda la nazionale, un eventuale accordo dipende sempre da entrambe le parti: se la FIGC dovesse sceglierlo, bisognerà capire se lui ha voglia di tornare a fare il commissario tecnico. Questo è un punto fondamentale, perché oggi non conosciamo la sua posizione: potrebbe considerare chiusa l’esperienza in nazionale oppure essere disposto a riaprirla. Prima, però, bisogna capire cosa succederà con De Laurentiis. Anche in questo caso servirà un po’ di tempo, sia per gli impegni attuali sia perché certi confronti arrivano solo quando la stagione è conclusa e gli obiettivi sono definiti".
di Napoli Magazine
04/04/2026 - 12:03
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, coordinatore del Corriere dello Sport online. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Direttore, le ultime da lei su quello che sarà il futuro del calcio italiano, partendo da chi potrebbe essere il presidente della FIGC?
“Mi sembra che la strada sia indirizzata verso Giovanni Malagò. Credo che in questo momento sia l’unico candidato forte. Ovviamente c’è tempo fino all’inizio di maggio per la presentazione delle candidature, mentre le elezioni si svolgeranno il 22 giugno, quindi bisogna ancora aspettare. Al momento Malagò mi sembra il candidato più solido, direi anche l’unico di un certo spessore. Per questo Le dico che, secondo me, la poltrona di presidente FIGC è fortemente indirizzata verso Giovanni Malagò. Poi bisognerà capire che tipo di scelta farà per il commissario tecnico, perché è la decisione più immediata. Mi aspetto che il nuovo corso porti finalmente un rinnovamento all’interno del calcio italiano, sul quale ci sarà molto da discutere, ma soprattutto da lavorare per trovare soluzioni su come rilanciare il nostro movimento. Le idee possono essere tante, ma c’è bisogno di studiare tutto con calma, coscienza, professionalità ed esperienza, per consentire al calcio italiano di tornare ai livelli che competono a un Paese che ha vinto quattro Mondiali. Questo nel medio-lungo periodo. Nel breve, invece, andrà scelto il nuovo CT e ci aspettiamo che la scelta ricada su un grande nome. Vedremo quale sarà la preferenza di Malagò. È chiaro che il primo ostacolo nella scelta di un top allenatore riguarda i costi: la FIGC non può arrivare alle cifre dei club, perché gestisce anche risorse pubbliche. Quindi si potrebbe ricorrere a soluzioni simili a quella adottata con Antonio Conte, quando una parte dell’ingaggio fu coperta da uno sponsor".
Se il prossimo commissario tecnico sarà scelto dal prossimo presidente della FIGC, i nomi che circolano oggi, ovvero Conte, Allegri e Mancini, sono da ritenere credibili? Se sì, come si fa a pronosticare tra questi nomi?
“È chiaro che quando parli di allenatori top in Italia non hai tantissimi nomi. I più esperti e vincenti sono sicuramente Conte e Allegri, poi ci sono Mancini e anche Simone Inzaghi. Parliamo però di allenatori con ingaggi molto elevati, quindi bisognerà capire se sono operazioni sostenibili. Dal punto di vista tecnico è evidente che, quando si cercano profili di alto livello, vengono in mente questi nomi, che hanno curriculum importanti e parlano da soli".
Secondo lei, tra i due attualmente impegnati, ovvero Conte e Allegri, e quello libero, ovvero Mancini, quale strada è più percorribile?
“Sicuramente Mancini, perché è libero e quindi rappresenta l’opzione più semplice. È un profilo molto forte in questa corsa. Però bisogna aspettare, perché da qui a due mesi possono cambiare tante cose. Il commissario tecnico non può essere scelto prima delle elezioni, quindi è probabile che i candidati facciano dei sondaggi e magari si creino delle associazioni tra candidato presidente e possibile CT. È un meccanismo simile a quello che si vede nelle elezioni dei club spagnoli, dove chi si candida spesso presenta anche il nome dell’allenatore per rafforzare la propria campagna. È possibile che accada qualcosa di simile anche qui, ma prima del 22 giugno non ci saranno decisioni ufficiali. Serve pazienza, perché è una scelta da fare con grande attenzione, senza fretta, costruendo un progetto solido".
Un weekend importantissimo, partendo da Inter-Roma. Una Roma che nell’ultimo periodo non sta attraversando un grande momento di forma, mentre l’Inter sembra un po’ nervosa e ha perso punti per strada. Chi ci arriva meglio a questa sfida e come si concluderà secondo lei?
“Sulla carta l’Inter non ci arriva benissimo, per gli ultimi risultati e per un certo nervosismo che si è visto. Credo che sia una partita molto delicata. La Roma può creare difficoltà all’Inter, e non dimentichiamo che l’anno scorso Inter-Roma fu decisa da un gol che ebbe un impatto importante anche nella corsa scudetto. Quest’anno, un eventuale passo falso dell’Inter,pareggio o sconfitta, non darebbe motivazioni solo al Napoli, ma anche al Milan. Se l’Inter dovesse rallentare ancora, Napoli e Milan ne approfitterebbero, e questo renderebbe la corsa al titolo ancora più aperta e interessante già dalla giornata successiva".
La seconda partita più importante di questo weekend è quella di lunedì di Pasquetta tra Napoli e Milan. Nonostante il Milan sia avanti di un punto, leggo pronostici completamente a favore del Napoli. È d’accordo?
“Queste sono partite da tripla. Quando si affrontano allenatori che hanno vinto 11 degli ultimi 15 scudetti, parliamo di tecnici che hanno grande esperienza e sanno gestire queste sfide. Sarà una partita molto tattica, con entrambe le squadre attente a non concedere nulla. Probabilmente sarà decisa dagli episodi, come spesso accade in gare così sentite. Bisognerà essere bravi a indirizzarli a proprio favore. I pronostici tutti a favore del Napoli non mi sembrano corretti: il Milan ha dimostrato di essere una squadra forte ed esperta, con giocatori capaci di determinare, come Pulisic e Leão. Le dico anche che, se Leão non dovesse partire titolare, il Milan potrebbe guadagnarci in fluidità di manovra, perché a volte gioca meglio senza di lui. Detto questo, Leão resta un giocatore decisivo e ha già fatto male spesso al Napoli, anche al Maradona".
Si è parlato del nome di Antonio Conte per la nazionale italiana. Le chiedo se ci sono aggiornamenti sulla sua permanenza sulla panchina del Napoli, indipendentemente dalla nazionale.
“No, il suo futuro a Napoli, al di là della nazionale, passerà comunque dal confronto con il presidente Aurelio De Laurentiis, come è successo già l’anno scorso. Bisogna aspettare quel faccia a faccia, senza creare allarmismi, perché al momento non mi risultano divergenze. Per quanto riguarda la nazionale, un eventuale accordo dipende sempre da entrambe le parti: se la FIGC dovesse sceglierlo, bisognerà capire se lui ha voglia di tornare a fare il commissario tecnico. Questo è un punto fondamentale, perché oggi non conosciamo la sua posizione: potrebbe considerare chiusa l’esperienza in nazionale oppure essere disposto a riaprirla. Prima, però, bisogna capire cosa succederà con De Laurentiis. Anche in questo caso servirà un po’ di tempo, sia per gli impegni attuali sia perché certi confronti arrivano solo quando la stagione è conclusa e gli obiettivi sono definiti".