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RADIO CRC - Avv. Croce: "Presentai un esposto alla Procura di Milano per Inter-Verona del 2024, non era stato applicato il regolamento e vi erano i termini per un reato di frode sportiva"
27.04.2026 14:07 di Napoli Magazine
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Oggi nel corso di "A Pranzo con Chiariello" su Radio CRC, emittente partner della SSC Napoli, è intervenuto l'avv. Michele Croce, il primo che ha denunciato alla Procura di Milano il comportamento del Var in Inter-Verona.

Di seguito le sue parole: «Il 6 gennaio del 2024 - in occasione di Inter-Verona - andai a Milano con i miei due figli. La partita finì 2-1 per i nerazzurri, ma nel tempo di recupero avvenne un episodio estremamente ingiusto. Presi spunto dalle perplessità dei miei figli per studiarmi il regolamento Var, le leggi sulla frode sportiva e capire che secondo me c'era lo spazio per un esposto, perché era integrato un reato. Il regolamento Var in situazioni come quella è chiaro e obbliga Var ed Avar all'on-field review. A noi parve un dolo, più che un errore: come un'omissione d'atti d'ufficio. La legge 401 sulla frode sportiva prevede due fattispecie criminose, ossia quella corruttiva o quella che determina un diverso risultato sportivo. In tal senso mi parve integrato il reato, scrissi l'esposto e lo depositai telematicamente alla Procura di Repubblica del Tribunale di Milano. Mi sono sentito con la Guardia di Finanza, che poi ha collaborato con Ascione (il pubblico ministero n.d.r.) e mi sono poi confrontato anche con lui a Milano: era il luglio del 2025 e gli ho dato degli spunti. C'è stata una manovra per favorire l'Inter? In quell'episodio il risultato è chiaro. È stata una frode sportiva ed è stata favorita una squadra. Chiaramente mi riferisco solo a quella circostanza. C'è stata un'omissione di intervento - che da regolamento doveva essere obbligatorio - che ha compromesso il risultato finale della gara. In quel caso al Var c'era Nasca e come Avar Vuolo. Io l'ho fatto per senso di giustizia, mi sono sentito in dovere di farlo, perché ritengo odioso che queste circostanze possano travolgere la passione anche di ragazzi e bambini. Segnali dal vetro dei designatori? Sarebbe un abuso di ufficio ed è terrificante: già questo dovrebbe portare all'allontanamento di questi personaggi dal calcio. Che funzione poteva avere Rocchi in sala Var rispetto agli arbitri che avrebbero dovuto giudicare autonomamente? L'unica è quella di imprimere una sua decisione o influire. Non è previsto dal regolamento che il designatore faccia assistenza: bisogna attenersi al regolamento».

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27/04/2026 - 14:07

Oggi nel corso di "A Pranzo con Chiariello" su Radio CRC, emittente partner della SSC Napoli, è intervenuto l'avv. Michele Croce, il primo che ha denunciato alla Procura di Milano il comportamento del Var in Inter-Verona.

Di seguito le sue parole: «Il 6 gennaio del 2024 - in occasione di Inter-Verona - andai a Milano con i miei due figli. La partita finì 2-1 per i nerazzurri, ma nel tempo di recupero avvenne un episodio estremamente ingiusto. Presi spunto dalle perplessità dei miei figli per studiarmi il regolamento Var, le leggi sulla frode sportiva e capire che secondo me c'era lo spazio per un esposto, perché era integrato un reato. Il regolamento Var in situazioni come quella è chiaro e obbliga Var ed Avar all'on-field review. A noi parve un dolo, più che un errore: come un'omissione d'atti d'ufficio. La legge 401 sulla frode sportiva prevede due fattispecie criminose, ossia quella corruttiva o quella che determina un diverso risultato sportivo. In tal senso mi parve integrato il reato, scrissi l'esposto e lo depositai telematicamente alla Procura di Repubblica del Tribunale di Milano. Mi sono sentito con la Guardia di Finanza, che poi ha collaborato con Ascione (il pubblico ministero n.d.r.) e mi sono poi confrontato anche con lui a Milano: era il luglio del 2025 e gli ho dato degli spunti. C'è stata una manovra per favorire l'Inter? In quell'episodio il risultato è chiaro. È stata una frode sportiva ed è stata favorita una squadra. Chiaramente mi riferisco solo a quella circostanza. C'è stata un'omissione di intervento - che da regolamento doveva essere obbligatorio - che ha compromesso il risultato finale della gara. In quel caso al Var c'era Nasca e come Avar Vuolo. Io l'ho fatto per senso di giustizia, mi sono sentito in dovere di farlo, perché ritengo odioso che queste circostanze possano travolgere la passione anche di ragazzi e bambini. Segnali dal vetro dei designatori? Sarebbe un abuso di ufficio ed è terrificante: già questo dovrebbe portare all'allontanamento di questi personaggi dal calcio. Che funzione poteva avere Rocchi in sala Var rispetto agli arbitri che avrebbero dovuto giudicare autonomamente? L'unica è quella di imprimere una sua decisione o influire. Non è previsto dal regolamento che il designatore faccia assistenza: bisogna attenersi al regolamento».