Pasquale Mazzocchi, terzino del Venezia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa: "Sto bene, sto recuperando. Penso che manchino ancora pochi giorni e tornerò in gruppo. Sicuramente è stato un bel bagaglio di esperienza, che cerco di portare oggi qui a Venezia. Sono stati anni emozionanti, sia a Salerno che a Napoli, e sicuramente mi porto dietro anche l'emozione che ho vissuto qui a Venezia. Da cosa è nata la decisione di tornare a Venezia? Io avevo varie soluzioni, però sia io che mia moglie ci siamo trovati veramente bene qui a Venezia. Il fatto che conoscessi bene l'ambiente ha fatto sì che tornassi qui, senza parlare, tra l'altro, del grande progetto che si sta creando a Venezia. Dopo cinque anni, che differenze ho trovato rispetto alla prima esperienza? Sicuramente ho trovato tutto nuovo. Hanno creato una struttura enorme, che sicuramente serve a lavorare bene, sia per noi che per tutto quello che ci circonda. La cosa positiva è che siamo a inizio campionato. Ovviamente è inutile dire che non dobbiamo essere contenti, però credo che ci siano tutti i presupposti per fare, secondo me, un grande campionato. Perché, al di là del grande gruppo che ho trovato, siamo anche una grande squadra, dotata di ottimi calciatori. Quindi, da questo punto di vista, sono tranquillissimo. Come nacque la scelta di andare alla Salernitana? Nasceva da tante motivazioni. All'epoca non stavo vivendo un buon periodo. Avendo vissuto sempre nel Nord Italia, anche per la scuola e quant'altro, arrivò un momento in cui stavo giocando relativamente poco, mi sentivo messo in dubbio e si fece avanti la Salernitana. Presi quella scelta anche per tornare un po', diciamo, in Campania. Ecco, tutto qui. Sicuramente, secondo me, in alcune partite si poteva incastrare qualcosina, anche con un po' di fortuna. È normale, come ho detto prima, che non dobbiamo essere contenti. Siamo, secondo me, un grande gruppo, dobbiamo ancora capire il concetto di squadra. Quello sicuramente: dobbiamo aiutarci soprattutto in fase difensiva, perché credo che una squadra faccia più paura quando tende a non prendere gol piuttosto che a farne. Stroppa? Sicuramente è un allenatore che ha le idee chiare, ha un concetto di gioco importante e ci sta facendo capire tantissime cose per quanto riguarda la fase offensiva e il palleggio. In questo periodo stiamo lavorando soprattutto sulla fase difensiva per cercare di avere un po' più di equilibrio. Però lo conosco da poco come allenatore, io credo che sicuramente lavoreremo bene insieme. I giovani in rosa? Come ho detto prima, ci sono tantissimi ottimi calciatori. A livello calcistico è normale che anche da parte nostra, che siamo un po' quelli più esperti, dobbiamo far capire cosa significa il senso di appartenenza, perché quando andiamo in campo non indossiamo solo una maglia, ma indossiamo la storia della città. E quella, al di là del risultato, deve essere sempre rispettata. Cosa ha significato vincere lo scudetto con il Napoli? Per me è il sogno di una vita. Io sono partito da un campetto in una periferia di Napoli e quel sogno era talmente grande che non arrivavo neanche a immaginarlo. Sono quei sogni che non pensi mai di realizzare, però li metti lì e dici: 'Non si sa mai'. Invece ci sono arrivato, sono stato uno dei napoletani che ha coronato questo sogno e lo porterò sicuramente sempre nel cassetto. Napoli è casa mia e lo sarà sempre. Sto bene. Ovviamente mi manca solamente un po' di minutaggio in gara, ma mi sento in forma, sto bene. Quando sono stato a Napoli ho sempre fatto tutti gli allenamenti, sono sempre andato forte, anche perché sono uno che non si risparmia, anche in condizioni di emergenza e quant'altro. Quindi aspetto qualche giorno per ritornare in gruppo e poi sono disponibile. In questi cinque anni, tra Salernitana e Napoli, cosa ho aggiunto al bagaglio tecnico? Sicuramente il fattore tattico, che all'epoca mi mancava un pochettino, perché pensavo sempre a spingere, a creare superiorità e accompagnavo sempre l'azione. Sicuramente in questi cinque anni ho capito anche cosa significa, in alcuni tratti della partita, risparmiarsi, perché, come ho detto prima, sono sempre uno che dava tutto e spesso e volentieri arrivavo al 70' che non ne avevo più. È il bagaglio di esperienza che ti insegna anche, in alcuni tratti della partita, a risparmiarti un pochettino. Sicuramente il fatto di giocare a destra o a sinistra cambia solamente per quanto riguarda le caratteristiche. A destra sei un po' più lineare, mentre a sinistra, ovviamente essendo un destro, vai un po' più a ricercare il tiro e l'azione un po' più interna. Con il mister non ho avuto modo di parlare ancora di queste cose, però sicuramente avremo un confronto a breve. Io mi sento di giocare su entrambi i lati, anche perché a destra ho fatto dei campionati importanti, mentre a sinistra sono riuscito ad arrivare in Nazionale. Quindi sono tranquillo da questo punto di vista".
di Napoli Magazine
01/10/2026 - 17:45
Pasquale Mazzocchi, terzino del Venezia, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa: "Sto bene, sto recuperando. Penso che manchino ancora pochi giorni e tornerò in gruppo. Sicuramente è stato un bel bagaglio di esperienza, che cerco di portare oggi qui a Venezia. Sono stati anni emozionanti, sia a Salerno che a Napoli, e sicuramente mi porto dietro anche l'emozione che ho vissuto qui a Venezia. Da cosa è nata la decisione di tornare a Venezia? Io avevo varie soluzioni, però sia io che mia moglie ci siamo trovati veramente bene qui a Venezia. Il fatto che conoscessi bene l'ambiente ha fatto sì che tornassi qui, senza parlare, tra l'altro, del grande progetto che si sta creando a Venezia. Dopo cinque anni, che differenze ho trovato rispetto alla prima esperienza? Sicuramente ho trovato tutto nuovo. Hanno creato una struttura enorme, che sicuramente serve a lavorare bene, sia per noi che per tutto quello che ci circonda. La cosa positiva è che siamo a inizio campionato. Ovviamente è inutile dire che non dobbiamo essere contenti, però credo che ci siano tutti i presupposti per fare, secondo me, un grande campionato. Perché, al di là del grande gruppo che ho trovato, siamo anche una grande squadra, dotata di ottimi calciatori. Quindi, da questo punto di vista, sono tranquillissimo. Come nacque la scelta di andare alla Salernitana? Nasceva da tante motivazioni. All'epoca non stavo vivendo un buon periodo. Avendo vissuto sempre nel Nord Italia, anche per la scuola e quant'altro, arrivò un momento in cui stavo giocando relativamente poco, mi sentivo messo in dubbio e si fece avanti la Salernitana. Presi quella scelta anche per tornare un po', diciamo, in Campania. Ecco, tutto qui. Sicuramente, secondo me, in alcune partite si poteva incastrare qualcosina, anche con un po' di fortuna. È normale, come ho detto prima, che non dobbiamo essere contenti. Siamo, secondo me, un grande gruppo, dobbiamo ancora capire il concetto di squadra. Quello sicuramente: dobbiamo aiutarci soprattutto in fase difensiva, perché credo che una squadra faccia più paura quando tende a non prendere gol piuttosto che a farne. Stroppa? Sicuramente è un allenatore che ha le idee chiare, ha un concetto di gioco importante e ci sta facendo capire tantissime cose per quanto riguarda la fase offensiva e il palleggio. In questo periodo stiamo lavorando soprattutto sulla fase difensiva per cercare di avere un po' più di equilibrio. Però lo conosco da poco come allenatore, io credo che sicuramente lavoreremo bene insieme. I giovani in rosa? Come ho detto prima, ci sono tantissimi ottimi calciatori. A livello calcistico è normale che anche da parte nostra, che siamo un po' quelli più esperti, dobbiamo far capire cosa significa il senso di appartenenza, perché quando andiamo in campo non indossiamo solo una maglia, ma indossiamo la storia della città. E quella, al di là del risultato, deve essere sempre rispettata. Cosa ha significato vincere lo scudetto con il Napoli? Per me è il sogno di una vita. Io sono partito da un campetto in una periferia di Napoli e quel sogno era talmente grande che non arrivavo neanche a immaginarlo. Sono quei sogni che non pensi mai di realizzare, però li metti lì e dici: 'Non si sa mai'. Invece ci sono arrivato, sono stato uno dei napoletani che ha coronato questo sogno e lo porterò sicuramente sempre nel cassetto. Napoli è casa mia e lo sarà sempre. Sto bene. Ovviamente mi manca solamente un po' di minutaggio in gara, ma mi sento in forma, sto bene. Quando sono stato a Napoli ho sempre fatto tutti gli allenamenti, sono sempre andato forte, anche perché sono uno che non si risparmia, anche in condizioni di emergenza e quant'altro. Quindi aspetto qualche giorno per ritornare in gruppo e poi sono disponibile. In questi cinque anni, tra Salernitana e Napoli, cosa ho aggiunto al bagaglio tecnico? Sicuramente il fattore tattico, che all'epoca mi mancava un pochettino, perché pensavo sempre a spingere, a creare superiorità e accompagnavo sempre l'azione. Sicuramente in questi cinque anni ho capito anche cosa significa, in alcuni tratti della partita, risparmiarsi, perché, come ho detto prima, sono sempre uno che dava tutto e spesso e volentieri arrivavo al 70' che non ne avevo più. È il bagaglio di esperienza che ti insegna anche, in alcuni tratti della partita, a risparmiarti un pochettino. Sicuramente il fatto di giocare a destra o a sinistra cambia solamente per quanto riguarda le caratteristiche. A destra sei un po' più lineare, mentre a sinistra, ovviamente essendo un destro, vai un po' più a ricercare il tiro e l'azione un po' più interna. Con il mister non ho avuto modo di parlare ancora di queste cose, però sicuramente avremo un confronto a breve. Io mi sento di giocare su entrambi i lati, anche perché a destra ho fatto dei campionati importanti, mentre a sinistra sono riuscito ad arrivare in Nazionale. Quindi sono tranquillo da questo punto di vista".