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AUDIO - Regione Campania, De Luca: "L'obiettivo è ridurre l'espansione del contagio, serve un rigore spartano e verremo fuori da questo calvario, no a pizze a domicilio e cibo da asporto, i cittadini di Napoli hanno dato una prova straordinaria di serietà, ringrazio Insigne che ha chiesto dove rivolgersi per un dare un suo contributo ai nostri ospedali"
11.03.2020 11:35 di Napoli Magazine

Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha rilasciato alcune dichiarazioni su Radio Crc, durante la trasmissione Barba & Capelli, riguardo l'emergenza Coronavirus. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Ieri sera contavamo 147 persone contagiate, due guarite, 44 ricoverate in terapia intensiva e 10 intubate. La situazione ovviamente dei contagiati aumenta di giorno in giorno, con un aumento governabile, l'unica incognita è questa, c'è stata una ondata di rientri dal nord verso il sud, sono migliaia le persone rientrate e di queste abbiamo identificato 1733 persone in isolamento domiciliare. Invito chi è rientrato con i mezzi propri a segnalare la propria posizione all'Asl e a rimanere a casa segnalando il proprio domicilio alle autorità sanitarie, se dovessimo avere tra questi una percentuale elevata di contagiati avremmo una situazione pesante. Iniziamo a registrare contagi tra i medici, problema che rischia di aggravarsi nei prossimi giorni, con un sovraccarico per medici, infermieri, amministrativi, tecnici. Mi preoccupa in modo particolare la mancanza di sangue, ho detto ieri che abbiamo 7 bambini in attesa di trapianto di midollo al Santobono e c'è poco sangue disponibile, rivolgo un appello a tutti i donatori perchè riprendano a donare sangue, non c'è da avere preoccupazione, vedremo di mettere in campo un camper per stare più tranquilli. Abbiamo avuto ieri sera l'autorizzazione all'utilizzo di altri due laboratori per fare i tamponi oltre a quello al Cotugno, su questo dobbiamo essere prudenti, ci sono laboratori privati che si sono attivati per fare i tamponi, ma i tamponi vanno fatti con grande serietà e bisogna essere affidabili altrimenti c'è il rischio di risultati fantasiosi. Abbiamo in funzione da oggi anche il laboratorio del Moscati di Avellino e il Ruggi di Salerno. Mancanza di mascherine? Ci stiamo muovendo su due piani, ho autorizzato Asl e aziende ospedaliere a cercare autonomamente il materiale di protezione disponibile, il Governo ha fatto una gara con Consip per acquistare milioni di mascherine chirurgiche e non. Giovedì dovrebbero fornirci 300mila mascherine, ma finchè non sono a terra nelle nostre piattaforme logistiche non calcolo nulla, calcolo solo quello che è già arrivato. Abbiamo deciso di chiudere attività di barbieri, parrucchieri, estetiste, chiudiamo quelle attività che non garantiscono di osservare un metro di distanza tra chi fa quell'attività e il cliente. Abbiamo fatto per 15 giorni il lavoro di prevenzione. Quando si individuava un paziente positivo, si intervistava il malato e si ricostruiva la catena di contatti da lui avuti con familiari, amici, rapporti di lavoro, per due settimane siamo andati avanti così. Questa è la prevenzione individuale. Quando i numeri diventano di migliaia, situazione che abbiamo oggi in Italia, questo lavoro di indagine ad uomo diventa impossibile e l'unica possibilità è adottare misure di carattere individuale. Bisogna chiudere attività economiche, ridurre al minimo contatti personali, fare un sacrificio per le prime due settimane, chiudere l'Italia per evitare l'esplosione del contagio, se il tentativo non riesce avremo una situazione drammatica perchè dovremo poi solo ospedalizzare i pazienti che vanno crescendo in maniera esponenziale ma sapendo che possiamo portare negli ospedali un numero limitato di pazienti, questo è il punto drammatico a cui siamo arrivati, per questo è necessario avere il massimo di rigore, dare una mano, stare a casa, rispettare le regole, aiutare l'Italia a non farsi contagiare, dare una mano a raggiungere questo obiettivo. Evitiamo l'espansione del contagio. Ho fatto un'ordinanza di chiusura per barbieri, parrucchieri e così via. Mi hanno chiesto se dopo le 6 di sera, chiusi i ristoranti e pizzerie si può consegnare a casa le pizze di asporto e il cibo a domicilio. Io dico di no e farò un'ordinanza stamattina, perchè per dire, se abbiamo 100 pizzerie in tutta la Regione che fa questo lavoro di consegna delle pizze a domicilio, ognuno in una serata farà almeno 10 consegne a domicilio, se le fanno 100 pizzerie per 10 giorni sono 1000 contatti, per 20 giorni sono 2mila contatti. Tu vai a casa di una persona e stando a meno di un metro di distanza consegni le pizze. E' una piccola cosa che però rischia di creare migliaia di contatti personali e rischia di moltiplicare i contagi. Quando dico che dobbiamo mettere in campo misure rigorose intendo questo, mai come in questo momento le mezze misure non servono, servono misure rigorose, se non utilizziamo neanche una virgola delle possibilità di contagio allora forse ce la facciamo, altrimenti rischiamo di trascinarci questo problema per mesi, allora avremo il contagio, il problema sanitario e la crisi economica drammatica. Il problema non sono le due settimane, ci sono tante lamentazioni superflue. Facciamo due settimane di sacrificio, ma se troviamo il punto di equilibrio e finiamo il contagio sono convinto che dopo avremo una ripresa economica straordinaria come sempre capita dopo i periodi di crisi. La gente avrà voglia di vivere, consumare, incontrarsi di nuovo, quindi non mi preoccupa il dopo che sarà di ripresa straordinaria, mi preoccupa riuscire a fermare oggi l'espansione del contagio e da questo punto di vista dobbiamo avere un rigore spartano, non ci deve essere neanche una sbavatura nei comportamenti che ognuno deve avere a tutela della nostra salute. Faccio una domanda, se fra un mese tuo padre, tua madre, i tuoi figli, tuo nonno ha difficoltà respiratoria drammatica e non c'è posto in terapia intensiva, che fai? A Bergamo già in questa stiauzione, un medico è costretto a decidere chi ricoverare perchè i posti sono limitatissimi. Abbiamo per i medici situazioni drammatiche, decidono chi deve vivere e morire. La situazione nostra è questa, sempre facendo uso della ragione, dobbiamo sapere che ognuno di noi ha il dovere di dare una mano e avere comportamenti rigorosi. I cittadini di Napoli ieri hanno dato una prova straordinaria di serietà, di compostezza e di responsabilità. Ieri a Napoli non circolava nessuno, grande civiltà e responsabilità. Ho formalizzato la richiesta di chiusura delle attività commerciali alle 18 di sera, è un problema complicato che va governato di ora in ora, credo che la Lombardia e il Veneto facciamo bene a fare la richiesta di chiusura totale, fanno un calcolo molto razionale, meglio interrompere tutte le attività economiche. Il sindaco di Bergamo dice facciamo finta che siamo a Ferragosto, chiudiamo come se fossimo in ferie per due settimane tutte le attività, ma l'importante è che si freni il contagio, perchè sennò anche l'economia continuerà a ristagnare. Credo sia assolutamente ragionevole, da tener conto però che in Lombardia abbiamo numeri che sono ormai eccezionali, siamo oltre i 5mila casi di contagio e siamo di fronte ad una grande difficoltà rispetto ai posti di terapia intensiva. Valutiamo nelle prossime ore, se sarà necessario, io non ho problema a chiedere anche misure straordinarie di chiusura di tutto e significa che lasciamo aperti solo le farmacie e le attività alimentari, quindi negozi di vicinato, supermercati e quant'altro. Per quello che riguarda la Campania, stiamo preparando anche il piano B, stiamo lavorando in maniera ossessiva che anche in caso di esplosione del contagio le nostre famiglie e i nostri concittadini siano tutelati. Stiamo lavorando per raddoppiare i posti letto in terapia intensiva. Ne abbiamo oggi 320 disponibili, pensiamo di aggiungere altri 590 posti letto. Ho chiesto ai miei collaboratori, alle Asl di ragionare su una percentuale di contagio 20 volte superiore a quella che abbiamo oggi. Ho detto dobbiamo fare l'ipotesi più preoccupante e più grave che riusciamo a immaginare, ovviamente ci auguriamo di non dover arrivare a questo punto drammatico, però è sempre meglio essere pronti anche in caso di emergenza assoluta. In questo momento siamo impegnati all'ultimo respiro per concretizzare questi 590 posti letto. Abbiamo due o tre problemi da affrontare. Il primo è con il personale, c'è bisogno di assumere 1600 unità lavorative fra medici, infermieri, collaboratori, tecnici, amministrativi e quant'altro. Secondo: abbiamo bisogno di avere per ogni posto letto il letto attrezzato e le macchine, soprattutto i ventilatori polmonari che sono indispensabili per far funzionare i posti di terapia intensiva. Il Governo sta facendo l'acquisto di 2mila ventilatori a livello nazionale. Ho detto ai miei collaboratori che lavoriamo sui due piani, acquistiamo tutto quello che riusciamo ad ascquistare in maniera diretta sul mercato, abbiamo già acquistato una cinquantina di strutture di ventilazione, trasporto ossigeno, poi attendiamo che domani, dopodomani ci arrivino una parte delle forniture che sta facendo Consip a livello nazionale, ma oggi siamo concentrati a risolvere questi due problemi. Vorrei nell'arco di una settimana, dieci giorni  - bisogna lavorare in maniera quasi ossessiva se vogliamo raggiungere l'obiettivo - avere 590 posti letto disponibili, non immaginiamo ovviamente di utilizzarli tutti, ma preferisco essere prudente e prepararmi per tempo piuttosto che scontare situazioni dramamtiche. Quindi, stiamo lavorando su una ipotesi Lombardia sapendo di avere una popolazione che è due terzi di quella della Lombardia, ma ci sitamo preparando anche all'emergenza assoluta. Però, lo ripeto, è indispensabile che ci siano comportamenti individuali corretti, ache perchè per i rientri che abbiamo avuto io mi aspetto che per la fine di marzo avremo il picco di contagiati nella nostra Regione, dovremo quindi esere preparati anche a fronteggiare questa emergenza. I centri di riabilitazione ci domandano cosa devono fare, chiaro che non possiamo chiuderli, però tutto quello che si può rinviare, rinviamolo. Le prestazioni che non possono essere rinviate devono essere mantenute, però con le norme precauzionali da parte degli operatori, arriveranno tutte le mascherine di cui abbiamo bisogno e cerchiamo di non avere drammatizzazioni. Questo è il quadro e quello che stiamo facendo dalla mattina alla notte per dare il massimo di tranquillità e di serenità ai nostri concittadini. I gestori di bed and breakfast possono stare aperti a condizione che siano garantite le condizioni di sicurezza, se la sala per la colazione è piccolissima bisogna chiuderla, se sono sale ristoranti adeguate in cui si può andare a fare colazione a distanze di sicurezza, si può continuare l'attività. Sì agli esami universitari, se si fanno a gruppi ristrettissimi. Se si programma a 10 alla volta di fare gli esami e aspettano in una sala ampia ad esempio nell'aula magna, non a contatto diretto, si può fare anche questo lavoro. Ognuno deve avere senso di responsabilità e capire da solo quello che può fare. Le indicazioni di  carattere generale sono arrivate a tutti i nostri concittadini. nessuna stretta di mano, nè abbracci, almeno un metro di distanza dal proprio interlocutore, lavaggio delle mani continuo, quotidiano, poi non aspettiamo che venga qualcuno a fare controlli. Se faccio l'ordinanza e nessuno va a controllare, il sitema non funziona, rivolgo appello a forze dell'ordine e polizia municipale perchè siano attive con inizitive coerenti con l'ordinanza. Se alle 18 devono chiudere le attiità commerciali, si deve controllare. Si deve essere di un rigore assoluto. Sapendo che chi non si attiene alle ordinanze compie un reato penale grave e si rischia la denuncia. Do sempre la fotografia più realistica possibile, vi dico la verità e quello che stiamo facendo, stiamo dando l'anima, ringrazio i medici infermieri, collaboratori, dipendenti regionali. Rimaniamo tanquilli, è un problema grave ma con l'uso della ragione noi riusciamo tranquillamente ad affrontare  e a risolverlo.  Se siamo tutti rigorosi avremo nell'arco di due mesi alle spalle questo calvario che abbiamo conosciuto. Due persone sono guarite, va ricordato. La metà dei contagiati restano a casa, sono asintomatici, non hanno febbri alti nè difficoltà respiratorie ma sono portatori sani di virus, se vanno in giro contagiano chi va a contatto, è una patologia che puà essere governata senza grandi complciazioni per il 50%, per l'altro 50% una metà richiede ricovero ospedaliero in condizioni non gravi, può esserci bisogno ogni tanto di un aiuto respiratorio ma non di essere intubato, per gli intubati il problema è più serio ma parliamo di 3-4 persone su 100 contagiati. Raccolte fondi? Considero estremamente importante ogni gesto di solidarietà, aiuto, impegno civile, ringrazio chi dà una mano anche economica. Ieri abbiamo registrato due episodi molto interessanti da questo punto di vista, c'è stato un contributo significativo dell'Anicav, Associazione Industriali Conservieri e proprio ieri ho avuto modo di parlare con Insigne il capitano che ha chiesto dove potersi rivolgere per dare anche lui un suo contributo per i nostri ospedali e lo ringrazio. Oggi daremo anche sui siti indicazioni più precise di dove fare i versamenti con la causale da mettere per ogni versamento che si fa. Mi sembrano anche questi atteggiamenti di grande sensibilità che segnalano una consapevolezza, mi auguro per davvero che adesso tutti siamo allienati su una linea di rigore, serietà, responsabilità. Se manteniamo questi comportamenti ne usciamo fuori. Evitiamo anche gli assalti ai supermercati, non c'è assolutamente un problema di approvvigionamento, carenza di materiale nè sanitario nè alimentare, anche eprchè l'agricoltura è un settore che non si può fermare, i prodotti vanno immessi nella catena alimentare. Tranne la nottata del decreto del Governo dove abbiamo avuto qualche episodio di affollamento nei supermercati, già ieri la situazione era normalizzata, quindi possiamo andare avanti con grande tranquillità. Mano mano che daremo gli aggiornamenti, ci diano una mano i nostri concittadini a governare insieme questo problema. Se c'è responsabilità, noi lo affrontiamo e lo risolviamo con assoluta certezza. Distribuzione di gel igienizzanti? Vedremo sulla base delle forniture che ci arrivano, le priorità sono il personale medico, poi a mano a mano che avremo a disposizione materiale di questo tipo vedremo di distribuirlo soprattutto nelle attività alimentari, per i medici che sono impegnati, per i centri di riabilitazione, per il personale del trasporto, ringrazio il personale viaggiante stanno dando tutti una prova di grande responsabilità, daremo l'impossibile nell'ambito di quello che è a nostra disposizone. Lavoriamo dalla mattiana alla notte per dare tranquillità ai nostri concittadini".

 

Rosa Petrazzuolo

 

Napoli Magazine

 

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