Poco
Tanto
Mediamente
NAPOLI - Il Napoli è in una crisi profonda. Dopo qualche timido segnale di ripresa, che si era visto con la vittoria a Monza e, prima ancora, con il sofferto pareggio in casa con la Roma, la squadra è precipitata di nuovo in un baratro dal quale sembra non trovare la via di uscita. A Torino, nella gara persa con la Juventus, gli azzurri sono stati capaci di concludere in porta soltanto due volte, con un colpo di testa di Lucca, respinto da Vicario e con un tiro di Lang che è finito alto sopra la traversa. Se di fronte, invece di una modesta formazione, qual è al momento la Juventus di Spalletti, vi fosse stata una squadra più attrezzata, probabilmente il bilancio sarebbe stato ancor più pesante del 2-0 finale. A questa considerazione ne va aggiunta un’altra ancor più grave. Continuano, infatti, gli infortuni a raffica che stanno riducendo ai minimi termini la rosa a disposizione dell’allenatore. Ieri si sono fatti male Di Lorenzo, De Bruyne e Oliveira per non parlare di Milinkovic-Savic, il quale non è neppure andato in panchina. Hojlund, infine, è rimasto bloccato da uno stato influenzale che lo ha colpito prima della partita. A Oporto, dove gli azzurri si sono trasferiti direttamente da Torino e dove domani giocheranno la sfida di Champions League con i portoghesi, Allegri non sa a che santo votarsi. Quale formazione riuscirà a mettere in campo, visto che la rosa è falcidiata in una maniera davvero incredibile? Di Lorenzo e Olivera sono tornati a Napoli per sottoporsi ad accertamenti clinici. De Bruyne è rimasto nel gruppo ma lamenta una distorsione alla caviglia e non si sa se potrà giocare. Quanto a Hojlund e Milinkovic-Savic ieri hanno svolto un allenamento differenziato e si spera che possano essere disponibili. La spiegazione di quello che sta accadendo è difficile da trovare. Non è da escludere, però, che un buon numero di calciatori del Napoli, usurati da carriere lunghe e faticose, non siano in grado di sopportare gli stress continui che comporta una stagione impegnativa come quella che deve essere sostenuta per affrontare sia le partite di campionato che quelle di Champions League, che si susseguono al ritmo incalzante. L’inesistente campagna acquisti ha fatto il resto. Forse è arrivato davvero il momento di pensare a una rifondazione completa, perché è illusorio credere che per rimanere ai vertici del calcio, quanto meno in Italia, basti affidarsi ad allenatori di grande caratura che da soli possano coprire difetti tanto gravi e strutturali.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
03/11/2026 - 10:00
NAPOLI - Il Napoli è in una crisi profonda. Dopo qualche timido segnale di ripresa, che si era visto con la vittoria a Monza e, prima ancora, con il sofferto pareggio in casa con la Roma, la squadra è precipitata di nuovo in un baratro dal quale sembra non trovare la via di uscita. A Torino, nella gara persa con la Juventus, gli azzurri sono stati capaci di concludere in porta soltanto due volte, con un colpo di testa di Lucca, respinto da Vicario e con un tiro di Lang che è finito alto sopra la traversa. Se di fronte, invece di una modesta formazione, qual è al momento la Juventus di Spalletti, vi fosse stata una squadra più attrezzata, probabilmente il bilancio sarebbe stato ancor più pesante del 2-0 finale. A questa considerazione ne va aggiunta un’altra ancor più grave. Continuano, infatti, gli infortuni a raffica che stanno riducendo ai minimi termini la rosa a disposizione dell’allenatore. Ieri si sono fatti male Di Lorenzo, De Bruyne e Oliveira per non parlare di Milinkovic-Savic, il quale non è neppure andato in panchina. Hojlund, infine, è rimasto bloccato da uno stato influenzale che lo ha colpito prima della partita. A Oporto, dove gli azzurri si sono trasferiti direttamente da Torino e dove domani giocheranno la sfida di Champions League con i portoghesi, Allegri non sa a che santo votarsi. Quale formazione riuscirà a mettere in campo, visto che la rosa è falcidiata in una maniera davvero incredibile? Di Lorenzo e Olivera sono tornati a Napoli per sottoporsi ad accertamenti clinici. De Bruyne è rimasto nel gruppo ma lamenta una distorsione alla caviglia e non si sa se potrà giocare. Quanto a Hojlund e Milinkovic-Savic ieri hanno svolto un allenamento differenziato e si spera che possano essere disponibili. La spiegazione di quello che sta accadendo è difficile da trovare. Non è da escludere, però, che un buon numero di calciatori del Napoli, usurati da carriere lunghe e faticose, non siano in grado di sopportare gli stress continui che comporta una stagione impegnativa come quella che deve essere sostenuta per affrontare sia le partite di campionato che quelle di Champions League, che si susseguono al ritmo incalzante. L’inesistente campagna acquisti ha fatto il resto. Forse è arrivato davvero il momento di pensare a una rifondazione completa, perché è illusorio credere che per rimanere ai vertici del calcio, quanto meno in Italia, basti affidarsi ad allenatori di grande caratura che da soli possano coprire difetti tanto gravi e strutturali.

Mario Zaccaria
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