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venerdì 21 settembre 2018, ore
MISTER Z
MR Z - Un tormentone insopportabile
22.05.2018 14:57 di Napoli Magazine

NAPOLI - De Laurentiis dice: il tempo è scaduto. Sarri, poverino, non sa prendere una decisione e sostiene che prima deve consultare la famiglia. Ma come stiano realmente le cose è difficile da capire. L'allenatore è molto probabile che stia prendendo tempo perché al momento non ha alcuna certezza sulla reale volontà di qualche club europeo (Chelsea? Zenit San Pietroburgo?) di pagare la clausola rescissoria di 8 milioni di euro per ingaggiarlo. Il presidente fa capire di voler rompere gli indugi e passare a vie di fatto perché non ci si può lasciar condizionare ancora a lungo dalle indecisioni di Sarri. De Laurentiis, però, per altri dieci giorni è sostanzialmente bloccato, prigioniero di un contratto che a suo tempo ha certosinamente elaborato con le sue stesse mani, a meno che non si incontri con l'allenatore e insieme trovino una via d'uscita che liberi Sarri senza danni economici per nessuno. Il tecnico, a dir la verità, fino al 31 maggio ha il coltello dalla parte del manico. Se il Napoli lo licenzia è costretto a pagargli l'ingaggio per altre due stagioni. Dunque non ha alcuna fretta di concludere. Teoricamente potrebbe mantenere lo stallo ancora per altri dieci giorni e sciogliere positivamente la riserva con il Napoli, comunicando che rimane sulla panchina azzurra, soltanto all'ultimo momento. E' anche vero, però, che a quel punto De Laurentiis potrebbe disconoscere la promessa già fatta di raddoppiargli lo stipendio, ma si ritroverebbe con un Sarri 'prigioniero politico' e poco motivato alla guida della squadra. Insomma il guazzabuglio che si è creato è enorme, non conosce limiti e confini. Si potrebbe dire che De Laurentiis, con la sua mania di infilare clausole rescissorie dappertutto, se la sia davvero cercata. Ma è anche vero che il comportamento di Sarri, eticamente e deontologicamente alquanto zoppicante, non se lo sarebbe aspettato nessuno. Tutte le professioni di fede azzurra, gli inchini alla curva, le dichiarazioni d'amore lasciano il tempo che trovano. Nella mia carriera di giornalista con responsabilità redazionali, mi è capitato più di una volta che qualche cronista gerarchicamente sottoposto, mi abbia annunciato la possibilità di lasciare l'azienda per trasferirsi altrove. La mia risposta, acida, è sempre stata: "La porta sta là! Se vai via, ne troverò sicuramente un altro meglio di te!". La mia risposta al tentennante Sarri, se fossi stato il presidente del Napoli, sarebbe stata esattamente questa. E devo dire che una volta tanto sono perfettamente in sintonia con Massimo Mauro il quale, nel corso della trasmissione serale della domenica su Sky, parlando della situazione creatasi tra il Napoli e Sarri ha affermato: "A questo punto, se fossi in De Laurentiis non lo vorrei più confermare". E' proprio così. Come si può immaginare di tenere qualcuno in Paradiso a dispetto dei Santi? Il fatto stesso che l'allenatore stia piantando tutte queste grane, che stia facendo tutte queste storie, lo sta allontanando dal Napoli. E non ci venga più a raccontare delle sue indecisioni, dei suoi tormenti interiori. Anche la questione della fine del ciclo non regge. Se sei bravo e motivato, finito un ciclo non sei obbligato a vincere subito qualcosa, ma puoi mettere in piedi un ciclo nuovo. Il padrone capirebbe e anche i tifosi. Allora, caro Sarri, se vuoi andartene basta che lo dica chiaramente e che la facciamo finita, alla buon'ora. Questo tormentone è diventato davvero insopportabile.

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine

 

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