Calcio
LIONE - Fonseca: "Ucraina? Ho la speranza che le cose cambino, sono indignato"
24.02.2026 15:44 di Napoli Magazine
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In un'intervista a l'Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall'inizio della guerra in Ucraina, l'allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump.

"Ho la speranza che le cose cambino - ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell'Ucraina e dell'Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato".

"La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove - ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me".

Poi, l'attacco anche a Infantino, il quale, afferma, "pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente".

"Sapete cosa ho provato - ha concluso Fonseca - quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita". 

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LIONE - Fonseca: "Ucraina? Ho la speranza che le cose cambino, sono indignato"

di Napoli Magazine

24/02/2026 - 15:44

In un'intervista a l'Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall'inizio della guerra in Ucraina, l'allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump.

"Ho la speranza che le cose cambino - ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell'Ucraina e dell'Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato".

"La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove - ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me".

Poi, l'attacco anche a Infantino, il quale, afferma, "pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente".

"Sapete cosa ho provato - ha concluso Fonseca - quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita".