Paolo Paganini, giornalista ed esperto di mercato RAI, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sul futuro della panchina azzurra: “Sapevo da alcune settimane che il presidente del Napoli, De Laurentiis, al di là dell’ormai probabile addio di Conte, avesse già individuato diversi candidati. Uno che sta prendendo sempre più quota è proprio Italiano. Italiano è un allenatore che piace molto a De Laurentiis: fa giocare bene le sue squadre e in questi anni ha maturato esperienza sia a livello nazionale che internazionale, prima con la Fiorentina e poi con il Bologna. È un tecnico che può aprire un nuovo ciclo. Il Napoli, al di là del mercato, sta pensando proprio a questo: ripartire con un progetto vincente, per essere protagonista sia in Italia che in Europa. Per quanto riguarda Sartori, rientra in questo stesso ragionamento. È uno dei migliori dirigenti italiani, anche se lo è certamente anche Manna. Sartori potrebbe lavorare insieme a Manna: è un profilo molto interessante, soprattutto per il suo modo di operare riservato, senza esporsi mediaticamente. Lavora nell’ombra con grande competenza ed è stato sicuramente attenzionato da De Laurentiis. (...) Italiano lo conosco bene dai tempi dello Spezia, dove ha compiuto due imprese: la promozione dalla Serie B alla Serie A e poi la salvezza in A nonostante il mercato bloccato. È un allenatore che valorizza molto la rosa a disposizione e non ha paura di lanciare i giovani. Se un giovane è valido, gioca. Non guarda gerarchie o status dei senatori. Lo ha dimostrato anche quest’anno con il Bologna. Crede nel lavoro, nei giovani e nel materiale che ha a disposizione, e sa valorizzarlo molto bene. In questo senso sarebbe un profilo coerente con una programmazione sostenibile. Poi il Napoli potrebbe fare anche altre scelte: si è parlato ad esempio di Mancini, che però potrebbe anche essere un candidato forte per la Nazionale. Se De Laurentiis ha individuato questo tipo di profilo, è perché vuole costruire un progetto equilibrato e sostenibile, ma comunque competitivo”.
di Napoli Magazine
23/05/2026 - 14:18
Paolo Paganini, giornalista ed esperto di mercato RAI, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sul futuro della panchina azzurra: “Sapevo da alcune settimane che il presidente del Napoli, De Laurentiis, al di là dell’ormai probabile addio di Conte, avesse già individuato diversi candidati. Uno che sta prendendo sempre più quota è proprio Italiano. Italiano è un allenatore che piace molto a De Laurentiis: fa giocare bene le sue squadre e in questi anni ha maturato esperienza sia a livello nazionale che internazionale, prima con la Fiorentina e poi con il Bologna. È un tecnico che può aprire un nuovo ciclo. Il Napoli, al di là del mercato, sta pensando proprio a questo: ripartire con un progetto vincente, per essere protagonista sia in Italia che in Europa. Per quanto riguarda Sartori, rientra in questo stesso ragionamento. È uno dei migliori dirigenti italiani, anche se lo è certamente anche Manna. Sartori potrebbe lavorare insieme a Manna: è un profilo molto interessante, soprattutto per il suo modo di operare riservato, senza esporsi mediaticamente. Lavora nell’ombra con grande competenza ed è stato sicuramente attenzionato da De Laurentiis. (...) Italiano lo conosco bene dai tempi dello Spezia, dove ha compiuto due imprese: la promozione dalla Serie B alla Serie A e poi la salvezza in A nonostante il mercato bloccato. È un allenatore che valorizza molto la rosa a disposizione e non ha paura di lanciare i giovani. Se un giovane è valido, gioca. Non guarda gerarchie o status dei senatori. Lo ha dimostrato anche quest’anno con il Bologna. Crede nel lavoro, nei giovani e nel materiale che ha a disposizione, e sa valorizzarlo molto bene. In questo senso sarebbe un profilo coerente con una programmazione sostenibile. Poi il Napoli potrebbe fare anche altre scelte: si è parlato ad esempio di Mancini, che però potrebbe anche essere un candidato forte per la Nazionale. Se De Laurentiis ha individuato questo tipo di profilo, è perché vuole costruire un progetto equilibrato e sostenibile, ma comunque competitivo”.