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IL PENSIERO - Zazzaroni: "Che si stia giocando troppo è un fatto, se gli allenatori lottassero uniti con i loro colleghi per il bene del calcio, verrebbero ricordati come i salvatori dello spettacolo e di centinaia di muscoli e carriere"
03.02.2026 08:46 di Napoli Magazine
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Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel suo editoriale commenta le recenti esternazioni di Antonio Conte sull'ipertroficità dei calendari: "Che si stia giocando troppo è un fatto e il Corriere dello Sport lo ripete da almeno otto anni attaccando direttamente e sistematicamente tanto Infantino quanto Ceferin, i due Mangiafuoco. Negli ultimi due anni si sono messi a criticare i calendari ipertrofici Klopp, Guardiola, Ancelotti, Sarri, Conte e altri allenatori di primissima fascia, dipendenti delle società - è vero - ma per capacità e titoli difficilmente sostituibili. Conte ci ha appena ricordato che lavora per passione, lo stesso fanno spesso Sarri e altri: se si trattasse di pura passione allenerebbero a Lecce, Cagliari, Sassuolo, Pisa, Verona, club che raramente devono affrontare le 55-60 partite l’anno. Sono i migliori e giustamente vengono strapagati. Ora, se con i loro colleghi provassero a lottare uniti per il bene del calcio verrebbero ricordati come i salvatori dello spettacolo e di centinaia di muscoli, ginocchia e carriere".

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di Napoli Magazine

03/02/2026 - 08:46

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, nel suo editoriale commenta le recenti esternazioni di Antonio Conte sull'ipertroficità dei calendari: "Che si stia giocando troppo è un fatto e il Corriere dello Sport lo ripete da almeno otto anni attaccando direttamente e sistematicamente tanto Infantino quanto Ceferin, i due Mangiafuoco. Negli ultimi due anni si sono messi a criticare i calendari ipertrofici Klopp, Guardiola, Ancelotti, Sarri, Conte e altri allenatori di primissima fascia, dipendenti delle società - è vero - ma per capacità e titoli difficilmente sostituibili. Conte ci ha appena ricordato che lavora per passione, lo stesso fanno spesso Sarri e altri: se si trattasse di pura passione allenerebbero a Lecce, Cagliari, Sassuolo, Pisa, Verona, club che raramente devono affrontare le 55-60 partite l’anno. Sono i migliori e giustamente vengono strapagati. Ora, se con i loro colleghi provassero a lottare uniti per il bene del calcio verrebbero ricordati come i salvatori dello spettacolo e di centinaia di muscoli, ginocchia e carriere".