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M' 'O VVECO IO
IL BILANCIO di GINO RIVIECCIO: 'Dieci pensieri spettinati sul Napoli'
14.05.2014 23:24 di Napoli Magazine

NAPOLI - Zuniga. Il giorno dopo aver firmato il contratto fu operato al ginocchio e venne dato per certo il suo rientro a gennaio. Poi la data fu posticipata a febbraio in coincidenza col festival di Sanremo. Smentita da Fazio una sua partecipazione nell’orchestra al posto dei violini, venne ipotizzato il suo ritorno in campo a marzo contro la Juve. Si pensò poi di recuperarlo il sabato santo a Udine per farlo risorgere. Non  ce l’ha fatta  nonostante la Pasqua sia trascorsa da un pezzo. Tuttavia a lui sono interessati il Real Marte, l’Atletico Giove e la Dinamo di  Venere: forse il caso Zuniga è roba da altri pianeti.



La Juve. Quasi imbattibile in Italia si è dimostrata vulnerabilissima in Europa, soprattutto quando a vederla ci va Maradona. Il Napoli ha già regalato a Diego per la prossima stagione l’abbonamento allo Juventus Stadium a tutte le partite dei bianconeri.



I telecronisti. Sia quelli Rai che quelli Sky hanno mostrato sempre una diffidenza nei confronti degli azzurri. Nella semifinale di Coppa Italia con la Roma addirittura un ultras giallorosso travestito da telecronista ne ha sparate talmente tante da meritarsi l’arresto per porto abusivo d’armi. Durante la telecronaca lasciò a terra cinque sviste arbitrali, 12 falli non sanzionati e due rigori non dati. Un paio di castronerie sull’attacco azzurro sono ancora ricoverate in terapia intensiva.



Il fango. E’ arrivato dappertutto sui napoletani: dalle curve, dalle tribune, dagli striscioni, ma soprattutto dai canali televisivi. Comincio a pensare che il vero problema non sia la violenza negli stadi, ma la violenza negli studi... Anche la risonanza data alle foto con i soliti striscioni razzisti è roba già vista. Infatti il Vesuvio stanco di essere chiamato sempre in causa ha già minacciato querele.



Bigon. Sommerso dalle critiche si è riscattato alla fine del primo quadrimestre nel mercato di gennaio riportando tutti 8 e 9. Ha affrontato l’impegno societario con grande motivazione e serietà, ha buone capacità organizzative e si mostra quasi sempre sicuro in classe con gli altri compagni. E’ attento, disciplinato e ascolta il suo presidente. Rischia solo a settembre il debito formativo in Vargas e Donadel.



La difesa. E’ stata la piaga per buona parte della stagione. Una volta Maggio, un’altra Fernandez e veniva aperto il varco agli avversari. Le telecamere di sorveglianza hanno accertato che Britos faceva solo da palo. Con un centrale di rango potrà diventare una difesa all’altezza, in grado di difendere anche Berlusconi nei tanti processi.



Pipita. Ha cominciato tuffandosi male da una barca e finendo su uno scoglio, termina il suo primo anno in azzurro superando lo scoglio e mandando in barca i detrattori. Se verrà superato l’ultimo scoglio, quello dei 100 gol della squadra, sarà soprattutto merito suo.



Duvan. Non si sa che fine farà. Si parla di prestarlo a una squadra di serie B, o in alternativa di cederlo a una squadra spagnola. De Laurentiis che invece lo stima se non ci saranno richieste interessanti se lo porterà a Roma, fosse pure per utilizzarlo come telecomando a distanza per il cancello automatico della sua abitazione.



Lo stadio. Molte le voci pochi i fatti. Secondo un consigliere comunale il nuovo stadio sorgerebbe al posto di Edenlandia con allargamento fino al prospiciente zoo: volpi e serpenti si sono già detti d’accordo. L’ultima indiscrezione vorrebbe la costruzione dell’impianto di fianco a quello già esistente: si tratterebbe solo di abbattere mezzo quartiere di Fuorigrotta i cui abitanti verrebbero sistemati  nel san Paolo dove al posto degli spogliatoi il sindaco farebbe costruire monolocali ad uso domestico. Secondo qualcuno a quel punto De Laurentiis per ripicca porterebbe il Napoli ogni venerdì a giocare a piazza Plebiscito. Intanto ha già iniziato le riprese del film con protagonista il sovrintendente Cozzolino. Titolo: “Un uomo chiamato cavillo” .



Benitez. E’ l’uomo della svolta. Impegnato nella manovra sulla doppia striscia della Champions e del campionato, è riuscito con un’abile conversione ad U a incanalarsi sulla carreggiata che lo ha portato alla Coppa Italia. Più volte ha rischiato il ritiro della patente. Merita solo qualche punto di penalizzazione per aver giocato contro le “piccole“ senza cintura di sicurezza…





Gino Rivieccio



Napoli Magazine



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