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SHOW TIME - Gino Rivieccio su "NM": "Tra Sarri e Ancelotti? Bruscolotti!"
10.05.2019 18:06 di Napoli Magazine

NAPOLI - Ormai l’argomento del giorno è il confronto tra la prima stagione di Sarri e quella di Ancelotti sula panchina azzurra. Addirittura i commentatori televisivi più annoiati si sono avventurati nel confronto tra la prima stagione di Sarri al Napoli e quella attuale al Chelsea. Mi giungono voci che qualcuno stia pensando di misurare il rendimento dei due anche in base ad altri parametri: la prima fidanzata di Ancelotti e quella di Sarri, chi ha guadagnato di più alla prima paghetta da studente e quante cacce al tesoro da ragazzi hanno vinto rispettivamente. Manca solo il paragone tra le volte che il bagno di Castel Volturno è stato usato dai due alla prima stagione azzurra. (Un paranoico pubblicista avrebbe dato Sarri in vantaggio perché quando arrivò a Napoli se la faceva addosso). Un atteggiamento questo che non fa altro che accentuare il divario tra i nostalgici di un certo gioco e i convinti assertori che il calcio si fa con i risultati. I detrattori del sarrismo dicono che Sarri non avrebbe vinto nulla mentre Carletto avrebbe una bacheca che ogni volta che cambia casa modifica in quanto non riesce più a reggere il peso dei tanti trofei accumulati. Per i secondi invece per rivedere il gioco di Sarri bisognerebbe farsi l’abbonamento su Marte, che è un po’ come farsi l’abbonamento su Dazn. Paragonare il Napoli di Sarri a quello di Ancelotti è come mettere sullo stesso piano Belen e Charlize Theron, una pastiera napoletana e un cannolo siciliano, una stecca di Bocelli con una stecca di sigarette. In ogni caso si conferma un esercizio stupido e pericoloso. Stupido perché non porta a niente e pericoloso perché serve solo a destabilizzare l’ambiente. Piuttosto sarebbe il caso che Ancelotti, che di storia e di esperienza ne ha da vendere, imitasse il Benitez manager della prima stagione, quella del 2013, quando dall’alto della sua “credibilità” internazionale, si adoperò in prima persona per far arrivare i vari Callejon Mertens, Albiol, Higuain, tutta gente che è poi è diventata la vera ossatura del Napoli. Ecco, da Carletto mi aspetto questa strategia: non top player la cui richiesta sarebbe respinta dalla società, ma uomini in grado di cambiare il volto di questa squadra, scontenti di prima scelta (James Rodriguez ad esempio) che verrebbero subito qui perché troverebbero una piazza Champions e un allenatore di tutto rispetto. E’ finito il tempo di fare esperimenti e turn over in campo e sul mercato. Le stagioni si cominciano a vincere in sede di campagna acquisti, come va dicendo da tempo il buon Peppe Bruscolotti. E a quelli ossessionati dai confronti tra Sarri e Ancelotti, provvederei proprio con Bruscolotti. Anzi cu nu palo e’ fierro…

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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