Anno XXI n° 9
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SHOW TIME - Gino Rivieccio: "Napoli, dopo la Pioggia torna sempre il Sole, con o senza l'aiuto di Maria"
19.01.2023 15:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - La premessa è d’obbligo: l’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi (Vien dal Mare) ha arbitrato male. Avrei scritto la stessa cosa anche se il Napoli avete passato il turno nella fradicia partita dell’altra sera, dove la pioggia è riuscita a imbrigliare azzurri, sole e Maria Sole. Sempre lontana dall’azione e con un evidente ritardo nelle decisioni, la bella ed espressiva giacchetta giallo-evidenziatore, è sembrata spaesata e a tratti fuori dal contesto. Come quelli che al ristorante non sanno se prendere il primo o il secondo, la pizza o le crocchette, il pesce o la carne e sistematicamente finiscono con lo sbagliare la scelta del piatto. Probabilmente penalizzata anche da una scivolone sul terreno umido nel corso del primo tempo e poco allerta nella serata dell’allerta (meteo), la bella ragazza livornese non ha mostrato disinvoltura nell’appropriarsi di una partita sulla carta facile. In ogni caso non ha influito in maniera determinante sul risultato finale, figlio delle disattenzioni e della superficialità di chi ha pensato che la Cremonese potesse essere battuta anche con Zerbin e Gaetano, Bereszynski e Ostigard. Così non è stato e il Napoli esce meritatamente dalla Coppa. Personalmente sono dispiaciuto per i 36.000 che hanno sfidato pioggia, vento, crolli di impalcature e tettoie pur di vedere all’opera i fantastici eroi del venerdì precedente. Ma Spalletti che somiglia a questo pazzo clima di gennaio, ama spiazzare e fare il contrario di tutto. Complice un oroscopo zodiacale dalla sua, ha deciso di cambiare dieci/undicesimi della formazione che ha umiliato la Juve. Non ne faremo un dramma, ma la delusione resta. Senza contare che in qualcuno di coloro che ha giocato, potrebbe subentrare il dubbio della serie: “Gioco io e il Napoli perde!?“. Si riparte, questa volta in campionato, da Salerno, dove la società granata in preda a un impulso di arteteca, ha prima allontanato Nicola, poi interpellato D’Aversa, quindi sentito Semplici, per poi richiamare dopo tre giorni Nicola. Mancava solo che chiamassero il sottoscritto e Gene Gnocchi pur di avere un trainer in panchina. Personalmente nutro grande affetto e simpatia per Nicola che non so come e quanto riuscirà a raddrizzare la barca prima di sabato pomeriggio, visto che per la sbadataggine societaria ha perso anche tre giorni di allenamenti. Dal canto suo il Napoli farebbe bene a non approcciare al derby con la stessa superficialità con cui anche i titolari sono entrati in campo nel secondo tempo contro la Cremonese. 9 punti di vantaggio sono tanti ma non rappresentano niente visto che c’è da giocare un intero girone di ritorno. Concentrazione e umiltà credo siano i piatti che il Napoli deve assaporare prima di partire per l’Arechi dove troverà il solito clima infuocato di chi vede in questa sfida la rivalsa, la rivincita, lo sgambetto da fare ai cugini ricchi e famosi che si sentono già con mezzo scudetto cucito sulla maglia. Qualcosa mi dice che dopo la sbornia dell’altra sera gli azzurri faranno una partita simile a quella vista al Maradona il giorno in cui la Juve ha capito che il sole non abita più nella squadra di Allegri ma in quella di Spalletti, che quando scende in campo gioca con il sole in tasca. Tranne quando incontra Maria Sole.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine

 

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