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VIDEO INTEGRALE - Hamsik ha presentato la sua autobiografia "Marekiaro": "A Napoli a vita? Lo spero, il sogno resta lo stesso, in futuro la fascia spero che vada ad Insigne"
12.09.2018 15:13 di Napoli Magazine

CASTEL VOLTURNO (CE) - Marek Hamsik, capitano del Napoli, ha presentato in sala stampa a Castel Volturno la sua autobiografia "Marekiaro": "La mia timidezza? E' stato piu' facile aprirmi con due persone per la stesura del libro che in conferenza stampa, sono sincero. Ricordo il mio arrivo a Napoli, non sapevo che cosa mi aspettasse. C'erano mille tifosi qui, poi la vittoria della Coppa Italia e il record battuto di Maradona i miei momenti più belli. Dispiace aver perso a Firenze nella scorsa stagione, e' andata come e' andata. Ci teniamo a far bene tutto l'anno, non solo con la Fiorentina. Il sogno è sempre quello. Dal primo giorno ho sentito tanto amore da parte dei tifosi. Sento molto questo calore dei supporters, è qualcosa di bello. Sono orgoglioso di questo rapporto con la città. Il ruolo di regista? Sta procedendo bene, ci vuole un po' di tempo. Il mister nella prima telefonata mi ha detto che mi voleva in quella posizione. Vincere qualcosa ti dà un'emozione, una gioia incredibile. Nelle sconfitte sembra che ti cade tutto addosso. Ci sono momenti belli e brutti. Ci sono stati periodi brutti nel Napoli e personali, ma fa parte del gioco. Pensiamo a dare sempre battaglia. Approccio sbagliato nelle prime tre gare? Ci dobbiamo pensare, una squadra come il Napoli deve fare bene. Non sempre si puo' ribaltare il risultato. I 3 gol più belli? Sono stati tanti, contro il Milan, la finale contro la Juve in Coppa Italia, fu importante, spero di farne altri belli. Il primo gol in Champions, giocare nel nostro stadio con l'urlo dei tifosi e' straordinario. I cori di discriminazione? Sono difficili da contrastare, non li capisco i cori contro Napoli ed alcuni compagni, sono inutili e fanno solo male. Essere un esempio? Ci guardano milioni di tifosi, puoi essere l'idolo di donne, bambini e uomini. Io sono serio per questo. Essere educati e' la prima cosa da fare. Il futuro? Non lo so, ho ancora qualche anno davanti, poi si vedrà. Scrivere un libro con Ancelotti? Me lo auguro, il suo libro l'ho comprato, l'ho letto a metà. Mi piacerebbe visitare tutta Napoli, ovunque vado c'e' tanto amore, nel mondo dei cellulari non puoi nasconderti. Mi piacerebbe vedere Napoli sotterranea e il Vesuvio, ancora non ci sono stato. Questo e' il gruppo piu' bello con il quale ho giocato. Possiamo fare molto bene. Su di me si è detto tanto, in 12 anni il lettore trovera' qualcosa di nuovo. Si e' parlato e scritto tantissimo. Il libro si rivolge a tutti, ai tifosi, a Napoli. Spero che possa piacere a tutti. I tifosi sono fondamentali. I loro applausi fanno piacere. Il tifoso napoletano non ha bisogno di spiegazioni, li aspettiamo allo stadio. Il capitano del Napoli del futuro? Spero che la prenderà Insigne, è già un simbolo di Napoli. Cedere la fascia in cambio dello scudetto come fece Diego? Non abbiamo Maradona. I miei figli nel Napoli? Sono contento che hanno preso il mio DNA, giocano veramente bene a calcio, devono continuare così. Spero che almeno uno dei due possa fare la carriera da professionista. Nella camera 109, tatuata sulla gamba, sono nati i miei figli. Li accompagno io a scuola, solo cosi' posso ricambiare il tempo perduto. Fa male vedere l'Italia cosi', mi ricordo la finale del '94 in Brasile. Mi piace giocare a tennis, beach volley, ho scoperto il padel, la passi. A Napoli a vita? Puo' essere, non lo posso dire con certezza, ma sono fiero di aver dedicato tutta la mia carriera all'azzurro del Napoli".

 

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